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LA FABBRICA DEL VERO
3 Dicembre Dic 2018 0918 03 dicembre 2018

La bufala della votazione con la Blockchain in Sierra Leone

Nonostante il Paese abbia ufficialmente smentito l'uso del sistema in occasione delle elezioni di marzo 2018, la fake news continua a circolare. 

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Il 7 marzo 2018 in Sierra Leone si sono tenute le elezioni nazionali. Tantissime testate hanno riportato la notizia che si fosse votato usando il sistema Blockchain. Ammetto che non essendo un informatico non so abbastanza del sistema per potermi esprimere in merito. Mi è stato spiegato più volte, non mi ha convinto, ma può essere che non mi abbia convinto proprio in quanto non sono un esperto informatico. Ma allora perché ne parliamo oggi? Il problema è che la storia che si sia usata la Blockchain in Sierra Leone è data come assodata, da tanti, colpa il fatto che a marzo tutti avevano riportato la cosa per certa, merito di una campagna marketing azzeccata. Ma le cose non stanno affatto come raccontato nei primissimi giorni dopo le elezioni. Tanto che la commissione elettorale della Sierra Leone il 19 marzo è stata costretta a emettere un annuncio specifico in merito.

Il comunicato ufficiale della Sierra Leone in cui viene smentito l'utilizzo della Blockchain.

Il testo è semplice:

La commissione elettorale nazionale utilizza un database interno per il controllo dei risultati elettorali. Questo database è stato originariamente sviluppato per le elezioni del 2012. È stato poi ampliato e aggiornato, prima delle elezioni del 2018. Il database è stato sviluppato in C ++ e funziona su MS SQL, nessuno dei quali è open source. E non usa Blockchain in alcun modo.

Ma allora come mai siti come il Blog di Beppe Grillo riportano ancora questa storia?

Lo screenshot del Blog di Grillo sull'uso della Blockchain nelle elezioni di marzo 2018.

Anzi, la domanda da farsi è come mai ne parlino il 20 marzo, quando la commissione elettorale aveva smentito la cosa il 19 marzo? La verifica dei fatti questa sconosciuta.

LA VERSIONE DI DAVIDE CASALEGGIO

Quello che dispiace è che come diceva un famoso detto: «Ripetete una bugia cento, mille un milione di volte diventerà una verità...» (e no, non si può attribuire a Goebbels non esistendo una fonte verificabile). Basti vedere come una domanda di un'intervista a Davide Casaleggio, apparsa proprio qui su Lettera43.it qualche giorno fa, contribuisca ad alimentare l'informazione errata.

Nell'intervista si parlava appunto di Blockchain, l'intervistatore (sbagliando) chiede:

Ma è stata adoperata anche nelle elezioni: in Sierra Leone hanno sperimentato il voto elettronico, usando una tecnologia basata sulla Blockchain. Potrebbe essere un passo verso la democrazia elettronica?

Al che Casaleggio, senza assolutamente smentire l'informazione errata, risponde:

Oltre che sulle certificazioni di filiera, il registro condiviso può essere applicato in molti contesti, anche nei sistemi di voto. La Sierra Leone è solo uno degli esempi. Ma ce ne sono diversi. Per esempio nel Comune di Zugo in Svizzera recentemente hanno sperimentato il sistema di voto basato sulla Blockchain. E anche in Olanda e Australia ci sono utilizzi per quanto riguarda il voto.

La Sierra Leone però, come abbiamo visto, non ha usato un sistema basato sulla Blockchain. Ma allora è tutta una bufala? Fino a un certo punto sì, ma c'è una spiegazione: Agora (l'azienda svizzera che ha sviluppato il sistema) ha agito come osservatore internazionale nei territori occidentali della Sierra Leone. Nell'espletare il suo compito di osservatore ha testato la Blockchain come sistema di controllo indipendente. Non è stata usata per le votazioni in Sierra Leone, ma solo testata (dagli stessi sviluppatori) in una determinata zona. Sia chiaro, è vero ci sono Paesi che stanno testando eventuali potenzialità del sistema. E ripeto, ammetto la mia ignoranza, non sono in grado di darvi un parere spassionato sull'argomento. Ma quello che conta è fare chiarezza: in Sierra Leone non è stata usata la Blockchain per votare. In Italia esiste un Comitato per i requisiti del voto in democrazia. Una delle poche voci che muove critiche esplicite in maniera sufficientemente chiara. Per il resto sembra che tutti ne siano entusiasti, senza però averne chiaro il funzionamento.

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