Padre Dimaio Antonio Luigi
Politica
3 Dicembre Dic 2018 1310 03 dicembre 2018

Il padre di Di Maio ha chiesto scusa difendendo il figlio

In un video su Facebook l'ultima versione sulla vicenda dei lavoratori in nero: «Luigi non sapeva nulla, sono pronto a prendermi le mie responsabilità».

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«Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa». Sono le parole pronunciate da Antonio Di Maio, papà del vicepremier Luigi, in un video pubblicato su Facebook nel quale ha raccontato la sua verità sulle vicende relative alla sua azienda.

«LUIGI NON SAPEVA NULLA DEI LAVORATORI IN NERO»

Luigi non era a conoscenza dei lavoratori impiegati in nero nell'azienda del padre, ha ribadito Antonio Di Maio nel video in cui ha letto una lettera dove ha spiegato: «Sentivo il dovere di scrivere. Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla».

«Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero», ha proseguito Antonio Di Maio, «ma l'ho fatto perché in quel momento non trovavo altre soluzioni a una situazione difficile». E ancora: «Mi prendo tutte le responsabilità e sono pronto a rispondere dei miei errori, ma dovete lasciar stare la mia famiglia. Essere un piccolo imprenditore non è facile soprattutto quando le commesse non vengono pagate. Quando c'è crisi e a volte si ha paura di non poter andare avanti».

«NON ESISTE ALCUNA ELUSIONE FRAUDOLENTA»

Quanto al debito, che l’Agenzia di riscossione (prima Equitalia) non ha mai riscosso in 10 anni, lui ha ricostruito: «Non esiste nessuna elusione fraudolenta. Nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare. Non vi era altra strada che chiudere. Ma non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori».

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