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Tria Modifiche Manovra
Politica
4 Dicembre Dic 2018 2033 04 dicembre 2018

Cosa ha detto Tria sulle possibili modifiche alla manovra

Il ministro in Commissione: «In corso valutazioni sul "peso" di Quota 100 e reddito». Scontro con le opposizioni, che chiedevano un dibattito: «Sono qui per un'informativa, se non va bene me ne vado».

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Sono in corso valutazioni sul "peso" di Quota 100 e reddito di cittadinanza. La trattativa con l'Unione europea sulla manovra verte attorno a questo punto focale, come ha confermato il 4 dicembre il ministro dell'Economia Giovanni Tria in un'informativa caratterizzata da una accesa polemica con le opposizioni. Che chiedevano un dibattito e invece hanno dovuto ascoltare, senza possibilità di fare domande, le comunicazioni del titolare del Mef. Il sito della Camera, in questo senso, sembra dare ragione agli esponenti della minoranza: il calendario dei lavori della commissione Bilancio di Montecitorio prevedeva una audizione, non una informativa (leggi qual è la differenza tra le due).

Dopo le schermaglie verbali con l'opposizione («Non ho aderito ad un'audizione, ma a un'informativa», ha detto Tria, «il tema è da informativa non da audizione, non sono in grado di fare un'audizione. Se non siete d'accordo me lo dite e io, non vi offendete, me ne vado»), il ministro si è soffermato sulle modifiche che il governo potrebbe apportare alla manovra: «Quota 100 e reddito per ora hanno disegni non definiti e, poiché da un punto di vista finanziario questo si è tradotto nel mettere risorse in un fondo, la prima questione è vedere se ci sono spazi politici e finanziari per un negoziato concreto attraverso interlocuzioni tra Inps e Mef e se una definizione maggiore di queste misure richiede meno risorse di quelle poste nel fondo». La decisione, ha rimarcato Tria, «è politica». Qualora dall'esame delle misure su pensioni e reddito emergesse che possano servire risorse inferiori da quelle stanziate, «la successiva decisione sarà come usare maggiori risorse e se andranno o no alla riduzione del deficit previsto» per ottenere «risultati condivisi per evitare procedura».

«C'è una interlocuzione con la Commissione Ue, un dialogo che diventa sempre più costruttivo con la finalità di riuscire a evitare, se possibile, che l'Italia entri in una procedura di infrazione per deficit eccessivo», ha detto Tria, spiegando che «sono in atto simulazioni per capire quali sono i margini per trovare soluzioni condivise». Inoltre, ha aggiunto il ministro, «sono alla studio altre misure che non intaccheranno i provvedimenti che state realizzando». «Si tratta di vedere qualche altra misura aggiuntiva» che andrà ad agire «in parte sull'attivazione di misure di flessibilità». Ancora, nell'interlocuzione con la Commissione Ue sulla manovra «è stata aumentata la previsione delle possibili dismissioni di asset al fine di garanzia della discesa del debito», e «forse in quell'ambito è possibile fare qualcosa».

I GRUPPI DI OPPOSIZIONE ABBANDONANO I LAVORI

L'informativa di Tria si è conclusa bruscamente un'ora e un quarto dopo il suo inizio, con i gruppi di opposizione Pd, Fi, Fdi e LeU che hanno abbandonato i lavori della Commissione. «Non c'è gran senso nel proseguire», ha detto il dem Luigi Marattin, «dal momento che Tria in modo confuso ci ha detto che prosegue una trattativa con l'Ue sul fondo» su pensioni e reddito «che rappresenta il cuore della manovra». Fabio Rampelli di Fdi ha parlato di «mortificazione del parlamento» e di «un mezzo disastro e fallimento». La maggioranza punta a chiudere l'esame degli emendamenti in nottata e votare il mandato ai relatori per l'Aula, dove la legge di bilancio è attesa il 5 dicembre alle ore 20.

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