Tweet Salvini Spataro
Politica
4 Dicembre Dic 2018 1329 04 dicembre 2018

Il procuratore Spataro contro i tweet di Salvini

Il ministro aveva annunciato in anteprima l'arresto di «15 mafiosi nigeriani». Il procuratore: «Così rischia di danneggiare le indagini». Replica furiosa: «Parole inaccettabili, se ne vada in pensione».

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Duro scontro tra il procuratore di Torino Armando Spataro e il ministro degli Interni Matteo Salvini. Al centro del contendere, il tweet della mattina del 4 dicembre in cui il leader della Lega annunciava 15 arresti di mafia riguardanti la criminalità organizzata nigeriana a Torino. Spataro ha reagito criticando la scelta di divulgare notizie (in parte false) sulle indagini e sulle operazioni di polizia mentre queste sono ancora in corso.

«RISCHI PER IL BUON ESITO DELL'OPERAZIONE»

Il tweet, ha scritto Spataro in una nota, ha fatto sorgere «rischi di danni al buon esito dell'operazione che è tutt'ora in corso». Il procuratore ha poi specificato che le notizie riportate da Salvini sono in parte false. Non a tutte le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare, ha spiegato il magistrato, è contestato l'articolo 416 bis (l'associazione di tipo mafioso), non sono 15 e, comunque, alcune sono ancora ricercate. Nella nota Spataro osserva che «la diffusione della notizia» da parte del ministro «contraddice prassi e direttive vigenti nel circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato».

«Ci si augura che, per il futuro», termina il comunicato, «il ministro degli Interni eviti comunicazioni simili a quella richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell'azione penale in ordine alla diffusione delle notizie».

IL MINISTRO INFORMATO DAL CAPO DELLA POLIZIA

L'arresto dei nigeriani è stato annunciato prima con un messaggio WhatsApp dell'ufficio stampa del ministro alle 7.43 di questa mattina che dava conto anche di altre operazioni a Palermo e a Bolzano. In seguito, la notizia degli arresti di Torino è stata ribadita con un tweet dello stesso ministro alle 8.57. Salvini ha poi spiegato: «Se il capo della polizia mi scrive alle 7:22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell'ordine».

SALVINI: «CONFERMATO CHE L'OPERAZIONE È CONCLUSA, HO IL MESSAGGIO»

«Quando c'é un'iniziativa riservata mi si scrive 'aspettiamo a dirlo' e io aspetto», ha detto ancora il ministro dell'Interno. «Stamani i primi sono stati i carabinieri a fare un'operazione antimafia in Sicilia, poi alle 7,22 mi hanno detto di altre operazioni e io ho fatto i complimenti alla polizia, che poi ci sono gelosie di corpo, giustamente sono orgogliosi di quello che fanno. Non ho ancora capito come ho fatto saltare l'operazione, come dice Spataro. Forse non sto simpaticissimo a Spataro, forse si é alzato male. La Ps mi confermato che l'operazione era finita, ho il messaggio», ha aggiunto il titolare del Viminale.

«SPATARO INACCETTABILE, FACCIA IL PENSIONATO»

Salvini non ha preso bene la reprimenda: «Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell'Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato». E ancora: «Sono stufo di offese, insulti, minacce e attacchi quotidiani. Faccio il ministro dell'Interno da sei mesi e penso di farlo bene, guardando i risultati. Se a qualcuno non piace, che si candidi alle prossime elezioni, ma adesso lasciateci lavorare in pace». Per il responsabile del Viminale, Spataro «sbaglia nei modi e nei tempi». «Nessuno si permetta di dire che il ministro mette a rischio un'operazione di polizia, gli attacchi politici e gratuiti lasciamoli fare ai politici che si candidano alle elezioni», ha dichiarato.

La polemica tra il ministro e il magistrato arriva a ridosso proprio del pensionamento di quest'ultimo. Il procuratore di Torino Armando Spataro andrà infatti in pensione il 17 dicembre prossimo, il giorno dopo il suo settantesimo compleanno, età massima per la permanenza in magistratura. Il suo collocamento a riposo era stato deliberato dal Csm sei mesi fa, in un plenum in cui erano state tante le testimonianze di stima e affetto da parte dei consiglieri togati e laici. Tante le inchieste a cui Spataro ha legato il suo nome, a cominciare da quelle sul terrorismo durante gli Anni di piombo.

IL VICEPRESIDENTE DEL CSM: «SPATARO LEALE SERVITORE DELLO STATO»

In difesa del procuratore si è speso il vicepresidente del Csm, David Ermini: l'impegno di Armando Spataro è «da grande e leale servitore dello Stato» e «non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti. Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda», ha affermato Ermini, che ha telefonato al capo della procura di Torino per esprimergli «apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo».

CHIESTA L'APERTURA DI UNA PRATICA CONTRO SALVINI

I consiglieri togati di Area al Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l'apertura di una pratica a tutela del procuratore Spataro. E nel testo accusano il ministro Salvini di aver usato «toni da dileggio» ed «espressioni sgradevoli e delegittimanti» nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto.

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