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GRANDI OPERE
5 Dicembre Dic 2018 1426 05 dicembre 2018

L'analisi costi-benefici sulla Tav pronta entro dicembre

Incontro a Palazzo Chigi tra Conte, Di Maio, Toninelli e la delegazione pro alta velocità. Associazioni e imprenditori preoccupati per la mancanza di tempi certi. 

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Entro dicembre 2018. Questa sarebbe la dead line per terminare l'analisi costi benefici sul Tav. Lo ha confermato Corrado Alberto, presidente di Api Torino, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi tra la delegazione Pro-Tav, il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli. Per l'analisi costi-benefici «definitiva ci hanno detto che ci vorranno altri tempi», ha spiegato Alberto che ha aggiunto: «Stiamo rinviando la partenza dei lavori a non si sa quando, bloccando 3,5 miliardi di investimenti pronti».

«Trasparenza, ascolto, equilibrio e approccio pragmatico sono le parole chiave che caratterizzano la nostra azione, così come è stato sino a oggi e sarà anche per tutte le altre opere infrastrutturali», hanno dichiarato gli esponenti dell'esecutivo. «Questo governo vuole lanciare un segnale di attenzione a Torino ed è in campo per rilanciare l'economia e il tessuto produttivo di tutto il territorio, con investimenti e sostegno alle imprese».

PREOCCUPAZIONE PER MANCANZA DI TEMPI CERTI

L'annuncio di Toninelli del rinvio dei bandi non è certo rassicurante. «Il risultato dell'incontro di oggi è una totale dilazione di qualche mese della partenza dei bandi di gara e questa non è una cosa positiva», ha fatto notare Dario Gallina, presidente di Confindustria Torino il quale ha chiesto di accorciare i tempi e che «l'analisi costi benefici si concluda il prima possibile che vada avanti e che non vengano messi in discussione i fondi europei».

PER GLI INDUSTRIALI OGNI MESE DI RITARDO COSTA 70 MLN

Gallina ha poi messo in guardia: «Ogni ulteriore ritardo sulla Tav costa soldi: ha circa 70 milioni al mese di impatto». Sono «centinaia», ha proseguito, «i lavoratori attualmente impegnati e sarebbe assurdo sospendere i lavori». Pronta la risposta di Toninelli: «Non si perderanno posti di lavoro e non si perderanno finanziamenti pubblici. Chi dice che perderemo 75 milioni di euro al mese, dice una stupidaggine perché quella firma che il sottoscritto ha fatto con la ministra dei Trasporti francese, Elisabeth Borne, significa proprio che non perderemo alcun denaro pubblico».

Anche l'Ance Piemonte ha lamentato l'assenza di tempi certi: «Non ne abbiamo avuti ma ci hanno assicurato tempi brevi. Siamo ottimisti», ha detto il presidente Giuseppe Provvisiero.«Noi chiediamo un impegno più forte di tutto questo governo e non solo della Lega. E ricordiamo a Salvini che in ballo ci sono posti di lavoro, che ci sono i lavoratori di mezzo», ha aggiunto Provvisiero. Al governo «noi non abbiamo chiesto di riaprire i cantieri ma di non fermarli perché, lo ricordo, i cantieri sono già aperti. Cosa ci hanno riposto? Di non preoccuparci». Parole che non hanno tranquilizzato le imprese di costruzione. «Non siamo convinti al 100%. Non abbiamo date certe ma abbiamo chiesto al governo di terminare l'analisi costi benefici entro dicembre: su questo ci hanno dato delle speranze, siamo ottimisti». Anche se in 25 anni di analisi «ne sono state fatte già tante», ha concluso Provvisiero. «Credevamo che non fosse più necessario farne. Il governo ci ha però assicurato tempi brevissimi».

IMPRESE RAPPRESENTATE IN COMMISSIONE

A parlare di tempistiche è stato anche il presidente di Confesercenti Piemonte Giancarlo Banchieri che ha assicurato: «Entro il 31 dicembre sarà terminata l'analisi costi/benefici italiana, poi la dovremo condividere con la Francia e con l'Europa. Di Maio ha però preso l'impegno di chiudere tutto entro le Europee». «Avremo anche noi imprese un rappresentante nella commissione costi-benefici in cui saranno rappresentati anche i No Tav», ha aggiunto Banchieri alla fine dell'incontro a Palazzo Chigi.

L'incontro sulla Tav che si è svolto oggi a Palazzo Chigi "deve essere l'inizio di un cammino". Lo sottolineano in un documento le 33 sigle 'Sì-Tav' che hanno partecipato al tavolo, sottolineando che l'analisi costi/benefici "non costituisce un elemento dirimente per la realizzazione dell'opera, non può fermare i cantieri ed è un esercizio tecnico improprio". Le associazioni chiedono comunque che l'analisi sia sottoposta all'esame dell'Osservatorio Torino-Lione "per l'eventuale condivisione" entro il 31 dicembre 2018. "Noi - si legge nel documento - continueremo quindi giudicando le risposte sul tema della Tav e delle infrastrutture; valutando più in generale le politiche economiche, delle infrastrutture e sociali che saranno messe in campo; chiedendo conto di ogni scelta effettuata e dei relativi ritardi; facendo sentire la voce di chi ogni giorno lavora e produce ricchezza per tutti". Le 33 sigle sono rappresentanti di 326mila imprese, 1,3 milioni di lavoratori, con un fatturato pari a 130 miliardi di euro ed esportazioni pari a 48 miliardi

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