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Politica
6 Dicembre Dic 2018 1300 06 dicembre 2018

Ecotassa: il governo frena dopo le proteste

Di Maio annuncia un tavolo con sindacati e produttori in seguito all'alzata di scudi per l'ipotesi sulla nuova imposta presente in manovra. Salvini: «Io contrario». 

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Spunta a sorpresa nella legge di bilancio un bonus malus per le auto in base alle emissioni di Co2 ed è subito protesta. La novità è arrivata con un emendamento approvato dalla commissione Bilancio della Camera (qui l'approfondimento sull'impatto per Fca). Dal primo gennaio 2019, secondo la norma, ci sarà un'imposta crescente - dai 150 ai 3.000 euro - se si immatricolerà un'auto nuova con emissioni superiori ai 110 g/km, mentre sarà dato un incentivo - da 6.000 a 1.500 euro - per i veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2. «Io sono contrario ad ogni ipotesi di nuove tasse sull'auto che è già uno dei beni più tassati», ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Radio anch'io, mettendo in difficoltà per primo il M5s mentre la Lega annunciava di voler togliere l'emendamento quando la manovra approderà in Senato. «A proposito del bonus malus sulle automobili introdotto nella manovra economica alla Camera, pur condividendo il fatto che vada incentivato l'acquisto di auto elettriche, siamo però contrari ad un aggravio di costi per chi acquista auto di normale dotazione. Pertanto cambieremo la norma al Senato», ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato. Una correzione in effetti è arrivata, ma non è quella richiesta da costruttori e consumatori. Nonostante le polemiche nate intorno all'aggiunta alla manovra approvata martedì sera e malgrado la presa di posizione della Lega, la misura resta nel maxi emendamento per l'Aula. La commissione Bilancio chiamata a correggere alcuni passaggi degli emendamenti approvati ne ha però rivisto, per di più al rialzo, le stime di incasso. Da 300 mln per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 si è passati a 300 mln nel 2019, 323,82 nel 2020 e 313,5 per il 2021.

TAVOLO AL MINISTERO PER RISCRIVERE LA NORMA

«Ho deciso di convocare un tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l'auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da Fca, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall'inquinamento, senza pesare sul portafogli», ha scritto su Facebook il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio dopo le polemiche.

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Geplaatst door Luigi Di Maio op Donderdag 6 december 2018

L'alzata di scudi è stata generale e trasversale, unendo imprese e sindacati. «Finirà che gli operatori del settore auto e i lavoratori dovranno scendere in piazza insieme. Il governo è di nuovo riuscito a unire imprese e lavoratori nella protesta», sottolinea il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz. Parla di «misura miope che non aiuta a rinnovare il parco auto» l'Unrae, l'associazione delle case estere in Italia, mentre per Federauto il provvedimento «disincentiva le vendite con gravi conseguenze occupazionali». Concordano tutti i sindacati. «Dal governo l'ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente. Queste norme schizofreniche sono un danno per il Paese e i lavoratori», afferma Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl.

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