Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
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FRONTIERE
6 Dicembre Dic 2018 1400 06 dicembre 2018

C’è un solo Paese europeo immune ai gilet jaunes: l’Italia

I nostri gilet gialli se ne stanno calmi calmi perché si sentono già pienamente rappresentati: hanno preso il potere e sono al governo con Lega e M5s.

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Emmanuel Macron non ha ancora capito l’enorme pericolo rappresentato dalla rivolta dei gilet jaunes e si comporta da quell’enarca che è: concessioni tecniche, di facciata accompagnate da durezza sprezzante per la chienlit, la cagnara, come diceva Charles De Gaulle. Risultato: la protesta continua ed evidenzia l’abnorme debolezza non solo politica, ma proprio di analisi elementare dei fenomeni che appesantisce il campione dell’europeismo delle élite di oggi. Si è facili profeti nel prevedere che, in una forma o nell’altra, sommosse di questo tipo diventeranno epidemiche in Europa e la verifica sarà rapida: alle prossime Europee i partiti “di sentimento”, ispirati ai più confusi moti dell’animo, purché siano estremisti e politicamente scorretti, faranno boom. Infatti, dopo il ciclo delle ideologie del Novecento, si è ora esaurito il ciclo della razionalità e quindi della normale rappresentanza in politica. E si è aperto il ciclo delle emotività irrazionali. Donald Trump e Jair Bolsonaro docent. Ma anche Vox in Andalusia, che vince anche perché odia #metoo.

MACRON SI È GIÀ GIOCATO LA RIELEZIONE

Questo è il punto: Macron sta perdendo (probabilmente anche la sua rielezione già da oggi) perché applica criteri inefficaci di interpretazione del suo Paese. Criteri alla Max Weber, sociologici, logici e razionali. I gilet jaunes invece, come gli operai elettori di Trump, esprimono puri sentimenti, a volte solo sensazioni immediate, irrazionali. Una tempesta. Indicativo è il fatto che i casseurs, subito condannati a centinaia per le violenze e le distruzioni di piazza, non sono affatto black blocs, ma normalissimi impiegati, ragionieri, geometri, rappresentanti di commercio esasperati. E le èlite alla Macron non ci si raccapezzano, non sanno capire, non sanno rispondere. È quasi una sfida, un confronto antropologico, in un contesto di incomunicabilità totale, dall’esito aperto a tutti gli scenari.

La manifestazione dei gilet jaunes a Parigi.

IN ITALIA I GILETS JAUNES SONO AL POTERE

Ed è interessante far notare allo spocchioso Macron che c’è un solo Paese europeo immune ai gilets jaunes: l’Italia che è governata da un Salvini e un Di Maio che si reggono sul puro sentimento, sull’odio per le élite, sul rifiuto antropologico degli enarchi. I nostri gilets jaunes, insomma, se ne stanno calmi calmi perché si sentono già pienamente rappresentati: hanno preso il potere. Da mesi, Macron e Salvini si sono proposti sulla scena europea come i principali modelli antagonisti, rappresentanti degli opposti schieramenti. Macron pensava a uno scontro tra “modelli”, dentro le regole classiche della politica. Invece oggi si ritrova con centinaia di migliaia di Salvini nelle piazze. E non sa che fare.

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