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Migranti ed Europa
Papa Francesco Diritti Umani

Resta solo il papa a difendere i diritti umani

Nell'Angelus dell'Immacolata Francesco ha ricordato profughi e poveri. In richiamo all’umanità contemporanea (e ai suoi governi) affinché tengano conto di questa primaria esigenza di civiltà.

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Chi l’avrebbe detto che a difendere i diritti umani alla fine sarebbe rimasto solo il papa o quasi? Il vescovo di Roma è certo una delle massime autorità religiose e morali del mondo, e tuttavia la sua voce, per quanto autorevole, sembra essere troppo isolata di fronte all'ondata di risorgenti culti nazionalisti e xenofobi. In ogni caso è avvenuto che l’8 dicembre, in piazza di Spagna a Roma, davanti alla statua della Vergine Maria, Francesco abbia evocato l’intercessione della Madonna per tutelare i diritti umani di quanti sono in fuga nel mondo senza nessun altro bene che la propria prole. «O madre di Gesù», ha detto il papa davanti alla folla radunata per il consueto omaggio alla Madonna, «un’ultima cosa ti chiedo, in questo tempo di Avvento, pensando ai giorni in cui tu e Giuseppe eravate in ansia per la nascita ormai imminente del vostro bambino, preoccupati perché c’era il censimento e anche voi dovevate lasciare il vostro paese, Nazareth, e andare a Betlemme».

«Tu sai, Madre», ha proseguito, «cosa vuol dire portare in grembo la vita e sentire intorno l’indifferenza, il rifiuto, a volte il disprezzo. Per questo ti chiedo di stare vicina alle famiglie che oggi a Roma, in Italia, nel mondo intero vivono situazioni simili, perché non siano abbandonate a sé stesse, ma tutelate nei loro diritti, diritti umani che vengono prima di ogni pur legittima esigenza». Dunque, una delle più alte acquisizioni del diritto positivo è stata infine difesa dal leader cristiano oggi più ascoltato. Settant’anni fa infatti, era il 10 dicembre del 1948, l’assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; il mondo si lasciava alle spalle la più sanguinosa e cruenta guerra della storia in cui ogni aberrazione era stata commessa e il razzismo e il nazionalismo avevano contribuito a produrre inaudite violenze.

LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI E L'UNIVERSALISMO CATTOLICO

In concreto, nelle parole di Francesco, c’è l’evocazione di due categorie: i profughi, in primo luogo, e i poveri in senso generale. Per costoro il vescovo di Roma chiede il rispetto dei diritti umani prima di ogni altra «pur legittima esigenza»; che non significa rozzamente accoglienza indiscriminata ma è, invece, un richiamo all’umanità contemporanea (e ai suoi governi) affinché tengano conto di questa primaria e irrinunciabile esigenza di civiltà trovando le forme, le collaborazioni, i modi adeguati per farlo. Vale la pena qui ricordare appena tre articoli della dichiarazione - tra i tanti – che oggi sono entrati in discussione di fronte all’arrivo dei migranti forzati in Europa; il numero 3 nel quale si stabilisce che «ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona»; il 6 nel quale si afferma: «Pgni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica»; il 9, secondo cui «nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato».

D’altro canto, se la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ha a sua volta alle proprie spalle la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino della Rivoluzione francese e l’elaborazione sulla stessa materia già presente nella Rivoluzione americana, anche il pensiero cristiano confluiva nel grande fiume che portava ai diritti dell’uomo. Questi ultimi poi, in un gioco di reciprocità, influenzavano la Chiesa del Concilio Vaticano II, il magistero di Giovanni XXIII e - non a caso – la dichiarazione conciliare Nostra aetate del 1965 che, cancellando ogni forma di antisemitismo e antigiudaismo, respingeva - nel breve capitolo intitolato Fratellanza- «ogni teoria o prassi che introduca tra uomo e uomo, tra popolo e popolo, discriminazioni in ciò che riguarda la dignità umana e i diritti che ne promanano». L’universalismo cattolico, l’eguaglianza di tutti gli uomini e di tutte le donne davanti a Dio, incontrava così l’universalismo dei diritti umani.

IL PRIMO VIAGGIO A LAMPEDUSA E LA QUESTIONE CRUCIALE DEI MIGRANTI

Nell’epoca del «prima gli americani», «gli italiani» «i polacchi», «gli ungheresi», i «francesi» e così via, Francesco ha colto fin dal principio del pontificato – il suo primo viaggio è stato a Lampedusa - la quesitone cruciale delle migrazioni umane come tema centrale dell’epoca, in grado di ridefinire sistemi economici e politici e di mettere in discussione le basi stesse della democrazia e della libertà così come erano state ripensate all’indomani del Secondo conflitto mondiale. D’altro canto, la stessa Dichiarazione fu preceduta da un’elaborazione in materia penale più specifica, quella del processo di Norimberga che portò alla codificazione dei concetti di crimini contro l ‘umanità e di genocidio. Nel corso tumultuoso della guerra le due categorie vennero messe a punto, fra fughe avventurose e raccolta di informazioni, da due studiosi di origine ebraica – rispettivamente Hersch Lauterpacht e Raphael Lemkin - che posero le basi giuridiche per la condanna dei capi de nazismo (vicende raccontate nel recente volume di Philippe Sands, La strada verso Est).

Papa Francesco.
ANSA

Quella elaborazione è poi entrata a far parte del diritto internazionale e dal Sudan alla guerra nella ex Jugolsavia, all’Argentina, al Cile, dalla Libia alla Siria - solo per citare alcuni dei numerosi casi - nel corso degli ultimi decenni, si sono svolti o sono in corso procedimenti che riguardano i reati di crimini contro l’umanità o di genocidio. Tuttavia, se questo è il cammino arduo della giustizia che risente pure di tante contingenze storiche, l’affermarsi pericoloso dell’ideologia del ‘gruppo’, del sangue, della nazione sugli stessi diritti umani, magari causata da gravi crisi economiche e sociali, trova una risposta cristiana o semplicemente umana, ancora nelle parole conclusive pronunciate da Francesco in piazza di Spagna l’otto dicembre: «O Maria Immacolata, aurora di speranza all’orizzonte dell’umanità», ha detto il papa, «veglia su questa città, sulle case, sulle scuole, sugli uffici, sui negozi, sulle fabbriche, sugli ospedali, sulle carceri; in nessun luogo manchi quello che Roma ha di più prezioso, e che conserva per il mondo intero, il testamento di Gesù: ‘Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi’».

10 Dicembre Dic 2018 1154 10 dicembre 2018
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