Ddl Anticorruzione Testo Definitivo
Politica
18 Dicembre Dic 2018 1922 18 dicembre 2018

Il ddl anticorruzione è legge, ecco il testo definitivo

La Camera ha approvato il testo con 304 voti a favore, 106 contrari e 19 astenuti. Il Movimento 5 stelle festeggia in piazza a Montecitorio. Le misure più importanti.

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Il ddl anticorruzione è legge. La Camera ha definitivamente approvato il testo con 304 voti a favore, 106 contrari e 19 astenuti. «Niente sarà più come prima, finora gli onesti sono stati trattati da fessi, ma adesso cambia tutto», ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio. E il Movimento 5 stelle è sceso in piazza a Montecitorio per festeggiare.

#Spazzacorrotti è legge! Finalmente la prima vera legge anticorruzione in Italia. La stavamo aspettando dai tempi di Mani pulite. Grande Alfonso Bonafede!

Geplaatst door Luigi Di Maio op Dinsdag 18 december 2018

LE NOVITÀ PIÙ IMPORTANTI CONTENUTE NEL DDL

In occasione della presentazione del disegno di legge, che risale ormai al mese di settembre 2018, il governo aveva pubblicato soltanto delle slide riassuntive. Ecco quali sono le misure più importanti, mentre il testo completo del ddl è disponibile qui. Al Senato è stato cancellato l’emendamento salva-peculato, approvato a scrutinio segreto nel primo passaggio alla Camera: uno stop che aveva fatto fibrillare la maggioranza.

  • Riforma della prescrizione: dal 2020 verrà sospesa dopo la sentenza di primo grado. II termine decorrerà, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l'attività del colpevole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione.
  • L’aumento delle pene per i reati di corruzione, con il minimo che passa da uno a 3 anni e il massimo che passa da 6 a 8 anni di reclusione;
  • Il divieto per i condannati per reati di corruzione di fare affari a qualsiasi titolo con la Pubblica amministrazione. È il cosiddetto Daspo contro i corrotti, che dura da un minimo di 5 anni fino all’interdizione a vita;
  • La possibilità di utilizzare agenti sotto copertura anche per i reati di corruzione;
  • L’introduzione di sconti di pena e clausole di non punibilità per chi denuncia i corrotti o fornisce prove di reati di corruzione;
  • Per i reati di corruzione la confisca dei beni rimane valida anche in caso di amnistia o prescrizione, purché il processo abbia prodotto una condanna almeno di primo grado;
  • Il reato di millantato credito viene assorbito da quello di traffico di influenze (chi assicura di poter influenzare un pubblico ufficiale viene punito ugualmente, che lo abbia davvero influenzato oppure no);
  • Anche le fondazioni dovranno rispettare le regole di trasparenza e gli obblighi di rendicontazione, se collegate a un partito o a un movimento politico.
  • Viene eliminata la possibilità di restare anonimi per chi fa donazioni a partiti, fondazioni o altri organismi politici.

DIVIETO DI FINANZIAMENTO AI PARTITI ESTESO ALLE COOPERATIVE SOCIALI

Tra le altre principali novità figurano il divieto di finanziamento ai partiti esteso anche alle cooperative sociali e ai consorzi, mentre fondazioni e associazioni politiche vengono equiparate a partiti e movimenti. Via libera anche alla norma che impone di pubblicare online i nomi dei finanziatori che donano più di 500 euro. Novità pure per i cosiddetti “pentiti delle mazzette“: dai sei mesi inizialmente previsti, ora avranno quattro mesi di tempo dalla commissione del fatto per offrire la loro collaborazione alla magistratura. Confermato infine l’obbligo di pubblicare online il curriculum e il certificato penale dei candidati alle elezioni politiche e amministrative per i Comuni con più di 15 mila abitanti. Oltre che sul sito del partito, curriculum e certificato dovranno essere pubblicati sul sito del ministero dell’Interno in un'apposita sezione denominata elezioni trasparenti. Accordo anche sull’impunibilità dell’agente sotto copertura.

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