Putin Guerra Nucleare
Politica
20 Dicembre Dic 2018 1216 20 dicembre 2018

Putin: «Il mondo sottovaluta il rischio di una guerra nucleare»

Il presidente russo in conferenza a Mosca: «Sistema di deterrenza internazionale allo sfacelo. Se arriveranno i missili in Europa poi l'Occidente non squittisca se noi reagiremo».

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Un avvertimento che mette i brividi. Soprattutto perché è arrivato dal presidente russo Vladimir Putin. «Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare», ha detto lo "zar" ai 1.700 i giornalisti accreditati per la conferenza stampa annuale al World Trade Center di Mosca. Putin ha sottolineato come lo «sfacelo» del sistema di deterrenza internazionale, acuito dalla decisione degli Usa di uscire dal trattato Inf, «aumenta l'incertezza». «Le armi della Russia», ha aggiunto, «servono a mantenere la parità strategica e se arriveranno i missili in Europa poi l'Occidente non squittisca se noi reagiremo. Ma io confido che l'umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio».

Putin ha poi puntato il dito contro le ipotesi di «abbassare» la soglia di tolleranza riguardo alle armi nucleari, cioè introdurre armi atomiche «per uso tattico», sostenendo che questo potrebbe portare a una «catastrofe globale». Inoltre esistono i missili balistici senza testate nucleari e noi dunque «non possiamo sapere», quando viene lanciato un missile, se è armato con testata nucleare o meno, e questo ha un impatto sui «nostri sistemi di difesa» programmati per rispondere «ad un attacco fatale». Putin, parlando dei rapporti col Giappone, ha infine stigmatizzato una volta di più lo scudo missilistico Usa. «Per noi questi sistemi non sono solo difensivi perché sono in realtà sincronizzati con l'apparato offensivo, e lo capiamo benissimo»

IL RITIRO DELLE TRUPPE USA IN SIRIA, «UNA COSA GIUSTA»

Poi il presidente della Russia si è soffermato sulla Siria, spiegando che il Cremlino ha accolto positivamente la decisione americana di ritirare le proprie truppe, ma non nota ancora segnali in tal senso. Putin ha affermato che in Afghanistan le truppe Usa sono presenti da 17 anni nonostante i continui annunci di un ritiro. «Se gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare il proprio contingente, hanno fatto la cosa giusta», ha sottolineanto. «La presenza dei soldati americani è necessaria? No, non penso che sia necessaria», ha poi dichiarato il presidente russo ribadendo la sua posizione secondo cui le truppe Usa sono in Siria «illegittimamente»perché prive sia del permesso del Consiglio di sicurezza dell'Onu sia di una richiesta di intervento da parte del governo siriano, alleato di Mosca.

BORDATE CONTRO POROSHENKO E L'INGERENZA AMERICANA IN UCRAINA

Putin è stato duro anche quando ha parlato dello scontro sul Mar Nero di fine novembre tra le forze di Russia e Ucraina, da lui definito «una provocazione» organizzata da Petro Poroshenko che ha permesso al presidente ucraino di aumentare la sua popolarità in vista delle presidenziali della prossima primavera. «Le provocazioni», ha spiegato, «sono sempre un male. Una provocazione è stata messa in piedi per aumentare la tensione. Perché i nostri partner ucraini hanno bisogno di una cosa del genere? Hanno bisogno di aumentare le tensioni per le elezioni, per aumentare il rating di uno dei candidati. La provocazione ha raggiunto il suo obiettivo? In termini di aumento del rating - ha proseguito Putin - forse sì. Lui (Poroshenko, ndr) ha raggiunto il suo scopo, ma a spese degli interessi dell'Ucraina». Secondo il presidente russo, inoltre, «il fatto che non sia morto nessuno» dei 24 marinai ucraini che a fine novembre sono stati catturati dai russi al largo della Crimea «ha creato grande insoddisfazione» nel governo di Kiev.

Le stoccate sono arrivate anche su quelle che lui ha definito interferenze «inaccettabili» degli Usa e del governo ucraino nella creazione di una nuova Chiesa ucraina indipendente dal Patriarcato di Mosca. «Questa», ha spiegato, «è un'intromissione diretta dello Stato nelle questioni religiose e della Chiesa. Una cosa del genere non avveniva dall'epoca sovietica». Secondo Putin è inoltre «assolutamente inaccettabile» che «il segretario di Stato Usa abbia chiamato Kiev su questo tema e abbia discusso della questione».

Vladimir Putin.
ANSA

Diverso il tono quando ha parlato dei mercenari della compagnia militare privata russa Wagner, considerata agli ordini del Cremlino: «Non stanno violando la legge russa e hanno il diritto di operare e promuovere i loro interessi da qualunque parte vogliano nel mondo». Poi ha speigato che se questo Gruppo dovesse violare qualche legge «se ne occuperebbe l'ufficio del procuratore». I mercenari del Gruppo Wagner sono accusati di aver operato in Ucraina orientale, in Siria, in Crimea e in Repubblica Centrafricana promuovendo gli interessi militari e strategici della Russia.

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