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Quanto vale il blocco dell'indicizzazione delle pensioni

Secondo uno studio della Uil, tra il 2011 e il 2019 per una pensione di 1.500 euro lordi la perdita complessiva è pari a 94,62 euro al mese: una mensilità netta in meno ogni anno.

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Il blocco dell'indicizzazione delle pensioni stabilito dalla manovra 2019, sommato ai precedenti interventi fatti sullo stesso fronte dai governi in carica negli ultimi otto anni, costa «almeno una mensilità netta ogni anno» tra il 2011 e il 2019. Il dato arriva da uno studio del sindacato Uil, secondo il quale la perdita per la mancata rivalutazione ammonta fino al 2018 a 79 euro al mese per una pensione di 1.500 euro lordi, tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo. In totale fanno mille euro all'anno, un abbassamento del 5,32% che intacca in maniera definitiva l'assegno del pensionato citato come esempio. Considerando anche il blocco stabilito per il 2019, lo stesso pensionato subirà una perdita complessiva pari a 94,62 euro al mese, corrispondente a 1.230 euro annui. Ovvero una mensilità netta in meno ogni anno, con un calo destinato tra l'altro a crescere fino al 2021.

EFFETTI ANCORA MAGGIORI SUGLI ASSEGNI PIÙ CONSISTENTI

Per Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, il blocco della perequazione delle pensioni deciso dalla legge di bilancio prolunga quindi «la persecuzione nei confronti dei pensionati italiani in atto dal 2011». Un pensionato che percepiva un trattamento lordo di 1.900 euro al mese nel 2011, tra le quattro e le cinque volte il minimo, ha subito una perdita del 6,12% a 1.511 euro lordi, pari a un'intera mensilità netta in meno ogni anno per sempre. Per assegni di taglia più consistente, pari a 4 mila euro lordi mensili, la perdita è ancora maggiore: il 12,88% della pensione, ovvero circa 6.500 euro lordi, pari a circa 2,5 mensilità nette in meno ogni anno per sempre. E anche in questo caso, per effetto dei blocchi previsti, il calo è destinato ad aumentare.

Le perdite per la mancata rivalutazione delle pensioni dal 2011 al 2019 (fonte: Uil).

IL SINDACATO È PRONTO A DARE BATTAGLIA

Dal 2011 in poi, come ricorda sempre la Uil, l'indicizzazione delle pensioni è stata bloccata con due differenti interventi e una proroga, che hanno modificato in via temporanea la normativa con la quale annualmente si rivalutano gli assegni in relazione all'aumento dell'inflazione. La manovra che sta per essere approvata alla Camera prevede di attuare un ulteriore blocco triennale, fino appunto al 2021. «Un prelievo forzoso a discapito di milioni di pensionati», ha detto ancora Proietti, «a cui bisognerà porre fine». Il sindacato ha annunciato quindi una battaglia «per ripristinare la piena indicizzazione delle pensioni» e per chiedere «un recupero del montante perso in questi anni».

Come cambia l'indicizzazione delle pensioni rispetto all'inflazione dopo il maxiemendamento alla manovra approvato dal Senato (fonte: Ufficio parlamentare di bilancio).
29 Dicembre Dic 2018 1657 29 dicembre 2018
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