Decreto Sicurezza Toscana Consulta Enrico Rossi
Politica
5 Gennaio Gen 2019 1311 05 gennaio 2019

Decreto Sicurezza, la Toscana ricorre alla Consulta

Il presidente della Regione Enrico Rossi appoggia la protesta dei sindaci contro una «legge disumana»: «La delibera approvata in giunta lunedì 7 gennaio». 

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Contro il decreto sicurezza del governo la Regione Toscana ha manifestato l'intenzione di fare ricorso alla Corte Costituzionale, con una delibera che sarà approvata nella seduta di Giunta di lunedì 7 gennaio. Ad annunciarlo in una nota è stato il presidente Enrico Rossi, confermando il pieno sostegno alla protesta dei sindaci che, ha detto, «fanno bene a ribellarsi ad una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza».

DIRITTI DI ASSISTENZA DEI MIGRANTI STABILITI DA UNA LEGGE REGIONALE

«Nel frattempo», ha sottolineato Rossi, «per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come già facciamo noi, almeno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale. Lo scorso 22 dicembre, infatti, io e la mia Giunta abbiamo approvato una proposta di legge - che sarà votata dal prossimo Consiglio regionale e per la quale abbiamo già previsto in bilancio 2 milioni di finanziamento - che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza: diritti per tutti, non solo per i cittadini italiani, ad essere curati, ad avere una dimora, un'alimentazione adeguata e ad avere un'istruzione». «La materia sanitaria, assistenziale e l'istruzione», ha proseguito il governatore, «sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Già nel 2010 la Corte costituzione si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la Giunta propone ora al Consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l'esatto contrario di quella del governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana. Confidiamo che possa essere approvata in via definitiva per la metà di gennaio».

IN TOSCANA 5 MILA PERSONE COSTRETTE ALL'IRREGOLARITÀ

Il presidente Rossi è disponibile a valutare insieme ai sindaci l'esercizio previsto dalla legge La Loggia che indica la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi anche su materie dei Comuni e su competenze dei sindaci. Rossi ha infine ricordato che già prima della conversione del decreto la Regione aveva denunciato insieme ad Anci gli effetti che questo può produrre sul territorio con 5 mila persone che solo in Toscana sarebbero costrette all'irregolarità, creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale.

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