Migranti Sea Watch Scontro Governo Di Maio Salvini
Politica
5 Gennaio Gen 2019 1420 05 gennaio 2019

Il governo si spacca sui migranti

Di Maio sul caso Sea Watch: «Accogliamo donne e minori. Nessun bambino in mare 14 giorni». Fico applaude: «Segnale importante». Ma Salvini: «No ai ricatti, sbarchino a Malta».

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Il nodo migranti è un tema sempre più spinoso nell'alleanza del governo gialloverde. E sul caso Sea Watch si inasprisce lo scontro tra Lega e 5Stelle. Dopo l'apertura del 4 gennaio sui profughi a bordo della nave, una mossa dettata anche dalla necessità di alleggerire le pressioni della base del MoVimento con l'aperto dissenso del presidente della Camera Roberto Fico, Luigi Di Maio è tronato a parlare della possibilità di accogliere donne e bambini in Italia, dopo lo sbarco a Malta. Posizione condivisa con il premier Giuseppe Conte. Il vicepremier del M5s, in visita alla Pernigotti in crisi a Novi Ligure, ha ripetuto le accuse di indifferenza a Malta e all'Ue ma anche confermato la linea dell'umanità. E il suo intervento ha raccolto il consenso di Fico ma anche la nuova opposizione di Salvini.

DI MAIO: «NESSUN BAMBINO PUÒ RESTARE IN MARE 14 GIORNI»

«Ci sono donne e bambini da 14 giorni a un miglio dalla costa maltese», ha detto Di Maio, «la Ue mette la testa sotto la sabbia, Malta non fa il suo dovere: è una cosa ignobile. Nessun bimbo deve essere lasciato 14 giorni in mezzo al mare». «Se un'ong mi dice che non è disponibile a fare scendere donne e bambini», ha aggiunto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo, «io dico che le ong non dispongono della vita delle persone e chiederemo attraverso il ministro Toninelli accertamenti per sapere dove queste ong abbiano prelevato queste persone, se gliele ha portate qualche scafista o se hanno fatto un vero salvataggio».

FICO: «L'INIZIATIVA DI DI MAIO SEGNALE IMPORTANTE»

«Sono convinto che l'iniziativa presa ieri da Luigi Di Maio sia un segnale importante e ne sono contento», ha detto Roberto Fico. «Allo stesso modo credo fortemente che l'Italia non debba essere lasciata sola, così come nessun altro Paese debba essere lasciato solo a gestire questioni complesse».

SALVINI: «NON CEDIAMO AI RICATTI, SBARCHINO A MALTA»

Il vicepremier leghista, che già il 4 gennaio non aveva nascosto l'irritazione per l'iniziativa dei 5Stelle, ha invece ribadito la linea dura. «Crollano gli sbarchi, crollano i permessi umanitari. Volere è potere, io non mollo di un millimetro, avanti tutta! Stop invasione». E dopo l'intervento di Fico, Salvini ha rincarato la dose: «Non cediamo ai ricatti. Due navi Ong sono in acque territoriali maltesi: le persone a bordo devono essere fatte sbarcare a La Valletta. Oppure, visto che le Ong hanno bandiera olandese e tedesca, chiedano aiuto a Berlino e Amsterdam per attivare immediatamente un corridoio umanitario». E proprio dalla Germania, intanto, arriva uno spiraglio: potrebbe prendere una parte delle persone soccorse, ma nel contesto di una distribuzione europea.

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