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Decreto Sicurezza
6 Gennaio Gen 2019 0944 06 gennaio 2019

Decreto Sicurezza, l'Emilia-Romagna pensa di ricorrere alla Consulta

Dopo la Toscana anche la regione guidata da Bonaccini sta valutando questa opzione. A metà gennaio previsti i primi incontri. «Bisogna rispettare i diritti fondamentali degli uomini».

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Continua la protesta di sindaci e Regioni contro il decreto sicurezza. Dopo l'annuncio della Toscana di ricorrere alla Consulta contro la legge Salvini, anche l'Emilia-Romagna starebbe pensando di muoversi nella stessa direzione. Dell'ipotesi, ancora allo studio della Regione, ne hanno parlato diversi quotidiani locali dopo le dichiarazioni al Corriere di Bologna di Elisabetta Gualmini, la vicepresidente della giunta di centrosinistra guidata da Stefano Bonaccini.

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«Come Regione non abbiamo competenze dirette sulla gestione dell'accoglienza, ma le abbiamo certamente sul sistema sanitario e se a una persona viene negato l'accesso ai servizi sanitari di base come causa della mancata iscrizione all'anagrafe è chiaro che è un problema, nonché una violazione dei diritti fondamentali. Dunque non escludiamo di fare ricorso», ha spiegato Gualmini, che ha la delega al Welfare. Proprio per capire l'impatto delle nuove norme, «ho convocato per le prossime settimane il tavolo di coordinamento sulle politiche migratorie con tutti i distretti della regione».

I NUMERI DEI RICHIEDENTI ASILO NEL BOLOGNESE

Nel bolognese sono circa 1.500 i richiedenti asilo pronti a finire nel mirino del decreto sicurezza e presenti nelle strutture Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo gestito attraverso i bandi comunali, dove si contano anche 396 richiedenti asilo e 96 migranti impegnati in un ricorso contro un primo no alla protezione umanitaria. Sono poco più di mille i richiedenti asilo ospitati tra i Cas, Centri di accoglienza straordinaria, e l’hub di via Mattei. «Il nostro modo di disobbedire al ministro della paura è dire che Bologna non rinuncerà a finanziare il sistema dell’accoglienza», aveva detto l’assessore alla Cultura Matteo Lepore ai microfoni di Radio Città del Capo.

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