Decreto Salva Carige Nazionalizzazione
Politica
9 Gennaio Gen 2019 1406 09 gennaio 2019

Il governo non chiude all'ipotesi di nazionalizzare Carige

Tria ha spiegato che la ricapitalizzazione dell'istituto ligure è "temporanea". Per Giorgetti l'ipotesi statalizzazione resta sul tavolo. D Maio: «Chiederemo i nomi dei debitori per vedere che non ci siano i soliti noti».

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La ricapitalizzazione precauzionale di Carige da parte dello Stato è solo un'operazione «temporanea», perché la partecipazione di controllo «deve essere dismessa al termine del periodo di ristrutturazione concesso» alla banca. La posizione del governo intorno alla possibile nazionalizzazione dell'istituto ligure è stata riassunta dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, al question time alla Camera, «la cosiddetta nazionalizzazione», ha aggiunto, «sarebbe quindi a termine». Il titolare del Mef ha voluto anche aggiungere che «Il governo è pronto a realizzare quanto necessario e con le modalità più opportune per la salvaguardia dei risparmiatori e del tessuto economico di riferimento in coerenza con il quadro normativo europeo». In serata, poi, il vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato che il governo chiederà i nomi dei debitori dell'istituto: «Se troveremo i soliti noti, i soliti soggetti che hanno avuto favori dalle banche in questi anni non solo ve lo comunicheremo come governo, e questa già è una novità, ma soprattutto la faremo pagare a tutti quei banchieri che in questi anni hanno ridotto così quella banca per fare un favore a qualcun altro».

GIORGETTI: «NAZIONALIZZAZIONE POSSIBILITÀ CONCRETA»

Per il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti la nazionalizzazione di Carige è «una possibilità concreta». «Lo vedremo esattamente tra due, tre, quattro, cinque settimane», ha detto ancora l'esponente leghista, «Nel decreto legge nella seconda parte, c'è scritto che la ricapitalizzazione precauzionale passa attraverso altri organismi, Banca Centrale Europea e Commissione Europea. Quindi non dipende solo da noi».

DI MAIO: «NON È UN SALVATAGGIO MA UNA NAZIONALIZZAZIONE»

Prima di Giorgiatti, in un'intervista al Fatto Quotidiano, il vice premier Luigi Di Maio aveva spiegato che «quello di Carige non è un salvataggio, è una nazionalizzazione. La regola è una: se lo Stato mette i soldi in una banca, quella banca diventa dello Stato. Lo abbiamo sempre sostenuto. E comunque per ora non ci abbiamo messo un euro. Di certo non la ripuliremo per venderla, e non faremo favori a qualche azionista che si è rifiutato di ricapitalizzare». «La nostra operazione», aveva aggiunto, «non c'entra nulla con processi di salvataggio del passato. Non faremo perdere soldi ad azionisti e correntisti. Qualcuno vuole rifarsi una verginità, ma le responsabilità dei precedenti governi su Etruria e Venete sono chiare».

TOTI: «NO ALLA FURIA STATALIZZATRICE DEL M5S»

Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, intervenendo a 24Mattino ha risposto a Di Maio mostrando la sua contrarietà per una possibile nazionalizzazione: «Sono molto contrario a questa furia statalizzatrice del M5s. Credo che Carige abbia le risorse interne e un know-how da offrire a un accordo importante tra istituti di credito per poterla rilanciare anche in un' ottica di aggregazione e di accordi, anche in accordi con altri». «Abbiamo visto l'esperienza di Carispezia oggi integrata in Crédit Agricole», ha detto ancora Toti, «e è una banca sana che è rimasta attiva sul territorio del Levante e della nostra regione con buoni risultati. Se su Carige per necessità momentanee serve un intervento dello Stato ben venga ma che si usi questo problema per nazionalizzare così come si voleva usare il ponte di Genova per nazionalizzare le autostrade, vista la capacità gestionale del Movimento 5 stelle mi spaventa ideologicamente e praticamente». Critico anche Pietro Modiano, ex presidente di Carige, che ha spiegato come la ricapitalizzazione preventiva «non è sul tavolo, non è necessaria». «Nego che questa sia una ipotesi», è una ipotesi «teorica, estrema, più che residuale».

GIORGETTI: «SE I PRIVATI NON INTERVENGONO SI NAZIONALIZZA»

«La nazionalizzazione è un'eventualità prevista dal decreto se non si verificano alcune condizioni, quindi se nessun privato ci mette i soldi arriverà la nazionalizzazione», ha aggiunto Giorgetti a margine di un evento al Miur. «Toti e Modiano sono contro la nazionalizzazione di Carige? Se gli azionisti privati avessero ricapitalizzato la banca e ci avessero messo i soldi, cosa che non hanno fatto il 22 dicembre, non sarebbe necessario il decreto legge», ha detto ancora il sottosegretario, che alla domanda su quanto costerà l'operazione agli italiani, ha concluso: «Questo non è preventivabile, le somme indicate nel decreto legge sono dei limiti massimi».

SALVINI: «OBIETTIVO È SALVARLA SOTTO LO STATO»

Il ministro dell'interno Matteo Salvini sulla vicenda Carige, parlando con i giornalisti a Varsavia si è limitato a dire che «l'obiettivo è salvarla sotto lo Stato. Se ci saranno utili ci guadagnerà lo Stato».

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