Migranti Salvini Conte Scontro Governo

Il gelo tra Conte e Salvini sui migranti

Il premier dà la disponibilità ad accogliere una parte dei migranti sbarcati a Malta. Il ministro dell'Interno punta i piedi e chiede un chiarimento. Sul tavolo anche il reddito di cittadinanza. L'esecutivo scricchiola. 

  • ...

L'opposizione dem lo ha già ribattezzato l'«editto di Varsavia». Dalla capitale polacca Matteo Salvini continua ad attaccare il premier Giuseppe Conte e l'alleato M5s per la decisione di accogliere una parte dei 49 migranti sbarcati a Malta dalle navi Sea Eye e Sea Watch. L'accordo raggiunto dall'Ue, che prevede una distribuzione delle persone in otto Stati tra cui Francia, Germania e Italia, annunciato il 9 gennaio dal premier maltese Joseph Muscat, non è andato giù al ministro dell'Interno. Dopo aver accusato il M5s di non averlo consultato, Salvini ha chiesto un «chiarimento». Si tratta, ha spiegato, «di una decisione che non ha senso, non ho capito questa accelerazione. Serve un chiarimento che ci sarà al mio ritorno». Il vicepremier leghista ha puntato i piedi: «Sono e rimango assolutamente contrario a nuovi arrivi in Italia». A Bruxelles «fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e ong. Cedere alle pressioni e alle minacce dell'Europa e delle Ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano».

L'APERTURA DI CONTE IL NIET DI SALVINI

L'apertura del premier Giuseppe Conte era stata ventilata la sera dell'8 gennaio nel salotto di Porta a Porta. «Accogliamo donne e bambini, c'è un limite ad ogni politica del rigore», aveva detto il presidente del Consiglio. Durissima la reazione del suo vice in una diretta Facebook: «Nessuno arriverà mai con il mio consenso o quello della Lega. Se altri lo faranno se ne assumeranno la responsabilità». Pronta anche la risposta di Conte che, ribadendo di non voler tradire la «linea di coerenza del governo», aveva spiegato che il «sistema Italia può sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo ma se marchiamo nel segno dell'eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza». Insomma, ha aggiunto il premier per essere ancora più chiaro, «se non li faremo sbarcare li prenderò con l'aereo» perché «alla politica del rigore c'è un limite».

I GOVERNATORI DELLA LEGA CON SALVINI

Lo scontro tra Salvini e Conte sui migranti ha visto schierarsi anche i governatori leghisti. «Salvini non mollare», hanno scritto su Twitter i presidenti di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. I primi due hanno postato una sorta di manifesto 2.0: «Ho chiesto io a Salvini di bloccare lo sbarco dei clandestini... l'ho fatto il 4 marzo con una matita!. Si chiama voto!».

Salvini, ha aggiunto Zaia, «agisce secondo il mandato conferito dagli elettori». «È necessario», ha ribadito Fedriga, «far rispettare le regole e le leggi. Non possiamo essere ostaggio dei trafficanti di esseri umani e delle ong. Grazie al ministro Salvini per aver cambiato rotta rispetto ai governi del Pd».

L'AVVERTIMENTO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

La tensione nella maggioranza resta alta, e non solo sui migranti. L'altro fronte caldo è infatti il reddito di cittadinanza, digerito con difficoltà dalla Lega. E così Salvini, sempre da Varsavia, ha lanciato all'alleato una sorta di avvertimento: «Senza fondi per le pensioni di invalidità non voteremo il reddito di cittadinanza. Non è una ripicca, magari c'è stata una distrazione, ma faceva parte dell'accordo». A chi però ha chiesto se il governo gialloverde sia a rischio, il vicepremier ha risposto glissando: «Crisi di governo? Lo dite tutti i giorni, anche quando perde il Milan cade il governo...».

MELONI CAVALCA LA ROTTURA TRA M5S E LEGA

E mentre il Pd attacca l'esecutivo sul dossier Carige e sulla spaccatura sui migranti - «Siamo all'editto di Varsavia, le parole di Salvini sono una vera e propria sfiducia per Conte», ha sottolineato il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio - Fratelli d'Italia non manca di cavalcare il gelo tra gli alleati di governo. «Molte chiacchiere ma alla fine sbarcano tutti in Europa e l'Italia si prende la sua parte di immigrati della Sea Watch», ha dichiarato Giorgia Meloni. «Basta prese in giro, l'unica soluzione seria è il blocco navale al largo delle coste libiche. Salvini dia retta a Fratelli d'Italia e non al M5s di Fico e Di Maio. E se non è possibile fare le cose che gli Italiani chiedono, allora forse è ora di dire basta all'alleanza grillo-leghista e tornare a fare squadra con noi, per lavorare a un governo autenticamente sovranista e anti immigrazionista». Magari col suo partito nella compagine governativa.

9 Gennaio Gen 2019 1733 09 gennaio 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso