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Politica
10 Gennaio Gen 2019 0948 10 gennaio 2019

Sulla Tav Salvini ha aperto al referendum

L'analisi costi benefici dovrebbe dare risultato negativo. Il governo prende tempo. E Salvini commenta: «Nessuno potrebbe fermare una richiesta di consultazione». Chiamparino e Fontana favorevoli.

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L'analisi costi benefici sulla Torino Lione sta arrivando e con tutta probabilità darà parere negativo sull'opera, per questo il leader della Lega Matteo Salvini ha già proposto di voler ricorrere al referendum. «Al governo si discute, anche sulle infrastrutture. Io sono a favore di nuove strade e ferrovie. La Tap, ad esempio, è in corso di lavorazione. Sono a favore della Tav e affinché vada avanti. Se l'analisi dei tecnici sulla Tav fosse negativa, nessuno di noi vorrebbe né potrebbe fermare una richiesta di referendum», ha dichiarato il vicepremier, in un'intervista a Rtl. L'analisi costi benefici sull'opera è contenuta nella relazione consegnata al governo il 9 gennaio e definita ancora una «bozza preliminare». Nel governo si confrontano le linee del M5s, che vuole lo stop dell'opera, e della Lega, che è invece contraria. «Non l'ho letta, è uno studio preliminare», ha infatti preso tempo il vicepremier Luigi Di Maio. «Aspettiamo il dato ufficiale, ha detto, i tecnici dovranno parlare e dire se quell'opera è un buon investimento». Il Movimento, ha aggiunto Di Maio, «è contro quell'opera» e quelle risorse potrebbero essere utilizzate per migliorare la mobilità cittadina.

CHIAMPARINO E FONTANA FAVOREVOLI AL REFERENDUM

A favore del referendum sulla Tav si sono schierati anche i governatori del Piemonte e della Lombardia. «Il governo non ha più alibi: in dati tecnici ci sono, li completi e decida. Se dirà no alla Tav, chiederò al Consiglio regionale di indire con apposita legge un referendum consultivo al quale, se lo riterranno, potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia, Valle d'Aosta e Liguria, in modo da avere una grande giornata in cui tutto il Nord Italia si pronunci sull'eventuale decisione di bloccare la Tav», ha detto Segio Chiamparino. Pronto l'appoggio di Attilio Fontana: «Ribadisco quello che ho sempre detto: la Tav è un'opera che serve e che va fatta. Se per raggiungere questo obiettivo è necessario un referendum, faremo anche questo».

«REFERENDUM? PRIMA C'È CONFRONTO NELLA MAGGIORANZA»

Il commento del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha replicato freddo: «Di referendum si parla solo in caso di necessità». E poi ha precisato: «Sulla Tav ci sarà un confronto nella maggioranza di governo». «È scritto nel contratto di Governo», ha confermato il ministro. Una volta fatto l'esame di conformità dell'analisi costi-benefici, ha spiegato Toninelli, «andiamo a condividerlo con la ministra francese e con la commissaria Ue Bulc, dopodiché la renderemo pubblica e apriremo il dibattito generale e il dibattito all'interno della maggioranza». Per l'analisi, però, ha precisato, serve ancora qualche giorno, il documento è infatti sottoposto al vaglio di conformità: «Stiamo verificando se risponde a tutte le deleghe. È un lavoro che comporta qualche giorno. Terminato, metteremo il protocollo e diremo che ufficialmente l'analisi esiste. Oggi non possiamo dirlo, è sottoposta al vaglio, c'è una bozza».

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