La Macedonia Cambia Nome Macedonia Del Nord
Politica
11 Gennaio Gen 2019 2135 11 gennaio 2019

La Macedonia ha approvato il cambio di nome

Il parlamento di Skopje ha votato a favore dell'accordo con la Grecia: si chiamerà Macedonia del Nord. Ora manca il sì del parlamento di Atene. E si possono aprire le porte dell'Ue. 

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Con il sì del parlamento di Skopje agli emendamenti costituzionali previsti dall'accordo sul nome con la Grecia dello scorso giugno, la Macedonia si chiamerà d'ora in poi 'Macedonia del nord', condizione posta da Atene per togliere il blocco che durante la disputa bilaterale protrattasi per 27 anni aveva chiuso la strada all'integrazione del Paese ex jugoslavo in Ue e Nato. Per l'entrata in vigore ufficiale dell'accordo sul nome, serve ora solo la ratifica anche da parte del parlamento greco. Si tratta indubbiamente di un successo del premier socialdemocratico macedone Zoran Zaev, grande sostenitore dell'intesa con la Grecia, avversata invece dall'opposizione conservatrice e nazionalista, che accusa il capo del governo di «tradimento» dell'identità nazionale macedone, di «capitolazione» dinanzi agli interessi di Atene, e di aver «venduto» il Paese per i suoi interessi personali e la sua carriera politica. Anche oggi gruppi di nazionalisti hanno manifestato fuori dal parlamento scandendo slogan ostili al governo e al premier Zaev. Dopo il voto del parlamento, il leader del partito conservatore all'opposizione Vmro-Dpmne, Hristijan Mickoski, ha chiesto l'immediato scioglimento dell'Assemblea ed elezioni politiche anticipate. Zaev, intervenendo in aula, ha parlato di decisione difficile ma necessaria, sottolineando che l'accordo con Atene è il migliore possibile. Senza di esso, ha affermato, per Skopje sarebbe rimasta chiusa la porta di Ue e Nato. A favore degli emendamenti costituzionali, sui quali è stato necessario accogliere alcune richieste della influente minoranza albanese, hanno votato tutti gli 81 deputati presenti in aula, un voto in piu' della maggioranza dei due terzi richiesta (80 sul totale di 120 deputati), mentre i rappresentanti dell'opposizione in segno di protesta hanno boicottato la seduta. Contrario all'intesa con Atene si è detto a più riprese anche il presidente conservatore macedone Gjorgje Ivanov, che si è rifiutato di apporre la sua firma al testo di accordo, e che negli ultimi mesi è rimasto nel più totale isolamento internazionale. Lo scorso 30 settembre un referendum consultivo sull'accordo con la Grecia era fallito per il mancato raggiungimento del quorum del 50% più uno di partecipazione. Grande soddisfazione per il voto del parlamento di Skopje hanno espresso da Bruxelles l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. La Mogherini ha parlato di «opportunità unica e storica»" colta dai leader politici e dai cittadini macedoni per avanzare sulla strada verso l'Unione europea, mentre Stoltenberg ha sottolineato il sostegno della Nato alla «piena implementazione dell'accordo, che è un importante contributo per una regione stabile e prospera».

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