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Politica
11 Gennaio Gen 2019 1532 11 gennaio 2019

Maurizio Martina proprone una lista aperta per le Europee

Il candidato alla segreteria del Partito democratico traccia la strada per le elezioni di maggio. E aspetta di vedere il Manifesto di progetto a cui sta studiando Calenda. «Voglio valutarlo».

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Maurizio Martina ne è certo: per vincere alle Europee bisogna presentare «una lista aperta che si rivolga ai tanti democratici e riformisti» presenti in Italia. Il candidato alla segreteria del Pd ha tracciato con queste parole la strada da prendere per le elezioni previste a maggio 2019. Ma ha anche voluto elogiare il collega di partito Carlo Calenda. «So che insieme a tanti altri sta lavorando a un Manifesto di progetto. Guardo con molto interesse a questo sforzo», ha spiegato.

LA SVOLTA DI MARTINA E DEL PD

«Io mi candido alla guida del Partito democratico perché penso che non ci possa essere alternativa a Lega e Movimento 5 stelle senza questa comunità. Per le Europee, che coincidono tra l'altro anche con il voto in tanti comuni, dobbiamo promuovere una lista aperta per chi sente la necessità di battersi per la nuova Europa», ha aggiunto l'ex ministro delle Politiche Agricole. «Per me non si tratta di rinunciare al simbolo del Pd ma di concorrere a una proposta più larga. Proprio come sta facendo Calenda con il suo Manifesto», ha proseguito. Per poi aggiungere ponendo quasi le mani avanti: «Aspettiamo di conoscerne i contenuti ma è di certo una prospettiva interessante».

IL MANIFESTO DI CARLO CALENDA

Non è tardata ad arrivare la replica di Calenda che ha spiegagto come «con tante personalità della società civile e amministratori locali stiamo lavorando a un manifesto e ad alcuni punti programmatici che presenteremo nei prossimi giorni. Sono contento che Zingaretti così come peraltro Martina e Ricchetti, con cui mi ero confrontato nei giorni scorsi, si ritrovino in questo percorso. Ora la cosa fondamentale sono i contenuti e la mobilitazione delle forze del lavoro, della produzione, della cultura e della scienza. Vinceremo le Europee se ci sarà una reazione del paese e non solo dei partiti».

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