Reddito Cittadinanza Conte Quota 100
Politica
11 Gennaio Gen 2019 1147 11 gennaio 2019

Per Conte con quota 100 «esce un lavoratore e ne entrano 2-3»

Il premier: «Riforma delle pensioni non solo giusta in sé, ma per un ricambio generazionale. Il rinvio del reddito di cittadinanza? Per fare le cose per bene».

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Reddito di cittadinanza e quota 100. Le due misure cardine dell'azione del governo (la prima tanto cara ai grillini, la seconda alla Lega) spiegate dal premier Giuseppe Conte, che ha parlato agli Stati generali dei consulenti del lavoro. Innanzitutto un chiarimento sui tempi: «Le ragioni del differimento del reddito di cittadinanza stanno nel fatto che vogliamo fare le cose per bene. Non è concessione elettorale, ma manifesto di questo governo». Il rallentamento per il presidente del Consiglio «è dovuto al fatto che è un provvedimento molto complesso, ci stiamo lavorando da mesi. Stiamo prevedendo un sistema integrato e stiamo acquisendo il parere della ragioneria, ma ciò non significa che ci sia alcun problema. Quello che interessa è la pubblicazione in gazzetta ufficiale».

Stiamo impostando quota 100 non solo come cosa giusta, per superare la Fornero, ma soprattutto per assicurare ricambio generazionale

Poi parentesi sulla riforma delle pensioni: «Stiamo impostando quota 100 non solo come cosa giusta, per superare la Fornero, ma soprattutto per assicurare ricambio generazionale». E a supporto di questa tesi ecco qualche dato: «Posso dire che Eni, e non à la sola, mi ha anticipato nel 2019 per un lavoratore che esce ne saranno occupati due/tre». Sull'approccio dei gialloverdi al tema del lavoro, il presidente del Consiglio ha spiegato: «Sin dall'inizio abbiamo coniugato il concetto di occupazione stabile al concetto di dignità. Senza un posto ciascuno ha la propria dignità, ma quella sociale non può che prescindere dal lavoro stabile».

DALLE AZIENDE DI STATO 13 MILIARDI DI INVESTIMENTI AGGIUNTIVI

Conte ha detto che «le aziende di Stato sono state da noi, ma non invano. Hanno lasciato a Palazzo Chigi un piano di investimenti aggiuntivi di 13 miliardi». Secondo il premier però «gli incentivi non basteranno da soli per aiutare l'occupazione e la crescita: servono altre leve. Una vera autostrada per la crescita deve avere investimenti, innovazione e semplificazione». E sul rapporto con l'Europa: «La mediazione con Bruxelles non ha indebolito il piano investimenti. Abbiamo ottenuto flessibilità di bilancio per 3,4 miliardi. C'è un piano di 10 miliardi per il territorio e per riammodernare infrastrutture». Il governo insomma «sta percorrendo con convinzione e con determinazione a strada per la crescita». Sui dati Istat che hanno registrato un calo della produzione in Italia il premier ha commentato: «Mi attendevo e temevo un dato negativo della produzione industriale: già i dati per alcuni partner europei erano stati anticipati, ed era difficile che anche per l'Italia non fosse di segno negativo». Poi ha sottolineato: «Ma ancor di più è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione del trend economico e ancora per questo è stato ancor più importante intervenire con quella manovra economica nel segno della crescita e dello sviluppo sociale».

TAV E TRIVELLE, IL GOVERNO SI MUOVE CON CAUTELA

Sulla questione Tav Conte ha cercato di mediare tra le tensioni nei gialloverdi: «Tutto il governo si esprimerà sulla Tav adesso che il lavoro istruttorio è stato completato: io confessò non l'ho ancora letto,lo studieremo tutti e definiremo come abbiamo detto, un percorso di valutazione, trasparente comunicato ai cittadini ed espliciteremo la decisione del governo». Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto riguardo l'intenzione del vicepremier Matteo Salvini di far manifestare il suo partito per la costruzione della Tav: «Non è non problema che scenda in piazza la Lega o il Movimento 5 stelle o i cittadini. Noi, per quando riguarda il governo, abbiamo coinvolto direttamente le comunità locali, abbiamo definito un percorso: dateci il tempo di esaminare il rapporto e dopo comunicheremo le decisioni». Conte ha aggiunto poi una riflessione sul caso trivelle, spiegando che il suo esecutivo «esprime in questa materia una sensibilità diversa rispetto al passato. La questione adesso è specifica per i ministri Luigi Di Maio e Sergio Costa: evidentemente faremo anche una riflessione comune nel governo e valuteremo, ma non chiedetemi permesso per permesso. C'è una sensibilità comune del governo a rivedere le autorizzazioni delle trivelle», ribadendo però che «non è questa la soluzione per noi da offrire al paese per rafforzare la capacita energetica del Paese».

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