Terroni Libero Feltri Napolitano Mattarella Fico Conte
QUESTIONE MERIDIONALE
11 Gennaio Gen 2019 1710 11 gennaio 2019

Comandano i terroni ma si sono dimenticati il Sud

Difficile dare torto al titolo di Libero. Peccato che poi i politici in questione rimuovano dalla loro azione di governo il Mezzogiorno. Usandolo solo come serbatoio di voti. La secessione è nei fatti.

  • ...

Siciliano il presidente della Repubblica. Pugliese il premier. Campani il vicepremier e il presidente della Camera. Dna calabrese per quello del Senato. Partenopei poi sono il governatore di Bankitalia, il presidente del Consiglio di Stato e quello di Telecom, salernitano il leader di Confindustria... Difficile dare torto a Libero, quando strepita in prima pagina che "Comandano i terroni". Peccato che quando arrivino a Roma i terroni si dimentichino delle loro origini. E rimuovano il Sud dall'orizzonte della loro azione.

AL SUD SOLO LOCALITÀ BALNEARI DOVE ANDARE A SVERNARE

Guardano anche loro - come l'ultimo dei padani - al Mezzogiorno come un serbatoio di voti o a un'amena località balneare. Di quelle che si raggiungono con difficoltà, ma quando arrivi hai il mare pulito, mangi bene e a prezzi bassi, con gli autoctoni che sono pure ospitali. Di quelle dove mandare a morire pensionati benestanti e malandati, rubandoli al Portogallo, alla Bulgaria o al Kenia.

Nonostante abbia "terronizzato" il potere ed esprima più della metà della classe dirigente, il Sud è assente dalle grandi decisioni del Paese. Non incide né ne beneficia. Nell'ultima manovra - al netto di un reddito di cittadinanza che non porterà benefici all'area perché lì i centri per l'impiego non hanno neppure i computer - c'è soltanto una misura diretta totalmente al Mezzogiorno: la decontribuzione al 100% per i suoi assunti. Peccato che il governo si sia dimenticato di inserire nella stessa manovra risorse certe per finanziarla.

IL MEZZOGIORNO NON RIVENDICA NEMMENO I DIRITTI COSTITUZIONALI

Ancora si discute se i treni ad alta capacità tra Napoli e Bari o tra Battipaglia e Reggio Calabria debbano viaggiare a 250 chilometri orari o 300 come nell'altro quadrante del Paese. Con i soldi della Sga, la bad bank del Banco di Napoli, si salverà la genovese Carige. La Confindustria si sgola per difendere il "meridionalistico" piano Industria 4.0, quando quei soldi sono andati quasi tutti al Nord. Senza dimenticare il dibattito sull'autonomia differenziata, dove i governatori del Nord con i nuovi poteri potranno imporre al Paese il prezzo e la qualità dei servizi e quelli delle Sud sono così timidi da non riuscire a rivendicare neppure quello che la Costituzione prevede. Cioè i Lep, i minimi sindacali del welfare per far sì che a Milano come a Ragusa le classi non abbiano più di 25 alunni e che ovunque ci sia almeno un autobus ogni 500 abitanti.

EMILIANO E DE LUCA CHIAMATI SOLO PER PARLARE DI XYLELLA E MALASANITÀ

Pomigliano d'Arco, al netto di qualche fortunato che si è trasferito al ministero dello Sviluppo economico, ha avuto qualche beneficio dall'aver mandato a Roma Luigi Di Maio? Intanto sta per perdere la Panda, il modello di Fiat Chrysler che si vende di più. Chi poi conosce il nome del segretario del Partito democratico della Campania o del coordinatore di Forza Italia della Sicilia? Mentre Michele Emiliano e Vincenzo De Luca vengono intervistati soltanto se c'è da parlare della Xylella o della malasanità. Ma poi che apporto danno al dibattito nazionale?

Nel Sud si va avanti soltanto con l'assistenzialismo: reddito di cittadinanza per la base della piramide e credito d'imposta per la sua cima

La secessione politica è nei fatti. L'ultima questione meridionale è tutta in una classe dirigente nata e plasmata sotto la linea Gustav, che preso il potere a Roma, non riesce, non sa o non vuole imporre un modello di Sud in grado di incidere a livello nazionale o europeo. Si dimenticano le potenzialità legate alla posizione nel Mediterraneo. Il costo del lavoro e della vita - più bassi che altrove - non sono considerati una leva per stimolare nuovi insediamenti. Le università di alta qualità sono soltanto una fucina di cervelli da esportare e non la base per creare un tessuto di start up. Si va avanti soltanto con l'assistenzialismo: reddito di cittadinanza per la base della piramide e credito d'imposta per la sua cima. Il tutto - nell'era del cambiamento - in piena continuità con i governi, con i politici e gli amministratori della vituperata Seconda Repubblica.

CHE POI IL PIÙ TERRONE DI TUTTI È IL CAPITANO SALVINI

Ed è proprio questo lo scandalo, quello che il quotidiano di Vittorio Feltri non dice, impegnato come è a paventare che la "terronizzazione" del Palazzo possa fermare la rivoluzione nordista di Matteo Salvini. Che poi chi è più terrone del Capitano, che passa le giornate fuori dal suo ufficio, si fa i selfie in piazza con gli amici e ostenta pittoreschi giacchetti?

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso