Def E Manovra
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Pensioni Invalidita Salvini Fontana

I disabili in manovra sono (ancora) invisibili

Aumento delle pensioni di invalidità non pervenuto. Difficoltà ad accedere al reddito di cittadinanza. Politiche per l'occupazione inesistenti. Il governo conferma la sua ipocrisia. 

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«Approverò il reddito di cittadinanza solo se ci saranno i soldi per i disabili». A proferire queste parole non è stato il Robin Hood delle persone con disabilità e delle famiglie ma Matteo Salvini, il nostro ministro dell'Interno. Dichiarazione molto commovente, non trovate? Siamo alla resa dei conti. La manovra è stata approvata per il rotto della cuffia a fine dicembre e ora il governo sta elaborando i decreti attuativi. In questi giorni Salvini si erige a paladino dei disabili ma che bisogno c'è visto che i nostri governanti hanno trascorso mesi a rassicurarci del fatto che le nostre pensioni d'invalidità sarebbero state aumentate così come i fondi a nostro beneficio? Ci avevano anche promesso che avrebbero incentivato l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Nutrivamo pure grosse aspettative rispetto al diritto di rientrare nella platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza. Il bisogno in effetti c'è. Dopo mesi di parole, carta canta.

AUMENTO DELLE PENSIONI DI INVALIDITÀ NON PERVENUTO

Tanto per incominciare nella Legge di Bilancio 2019 e nella bozza del decreto legge sul reddito e la pensione di cittadinanza non c'è (ancora) traccia dell'aumento delle pensioni d'invalidità, proclamato a gran voce dalla coalizione di centrodestra in campagna elettorale nonché uno degli obiettivi inseriti nel contratto di governo. Anche sul fronte delle misure per favorire l'occupazione delle persone disabili siamo messi maluccio: infatti i disabili non sono obbligati a sottoscrivere i previsti Patti di inclusione e per il lavoro così come non vi rientra chi li assiste. Mi sembra coerente l'obiettivo di incentivare l'inclusione lavorativa dei cittadini con disabilità, contenuto nel contratto di governo, e a voi?

SE I CRITERI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA PENALIZZANO I DISABILI

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza pare che ne godranno circa 260 mila disabili, almeno così ha promesso il vicepremier Luigi Di Maio. In Italia le persone con disabilità sono oltre 4 milioni ma forse conviene aspettare a denunciare l'irrisorietà della cifra, sai mai che poi s'arrabbino e, per ripicca, escludano anche quei pochi fortunati. Un numero così esiguo si spiega analizzando i criteri di assegnazione del reddito di cittadinanza che, in realtà, non ci agevolano affatto (per ulteriori approfondimenti potete leggere l'editoriale di Carlo Giacobini, direttore editoriale di Superando.it). I parametri Isee reddituali e patrimoniali richiesti per accedere alla misura sono bassissimi e non tengono minimamente conto di cosa comporta vivere in condizione di disabilità, anche dal punto di vista delle maggiori spese che devono essere sostenute. Non è previsto alcun coefficiente aggiuntivo nel caso in cui nel nucleo familiare ci sia una persona non autosufficiente o con disabilità grave. Inoltre per calcolare il limite reddituale di riferimento verranno conteggiate pure le provvidenze assistenziali (pensione sociale, d'invalidità, cecità, sordità, e così via). Tale computo è escluso persino dal calcolo dell'Isee, ma il governo del cambiamento lo considera nel conteggio per determinare la soglia di reddito. Proprio un provvedimento a favore dei disabili! Per fortuna non verrà considerata l'indennità di accompagnamento e speriamo che, almeno su questo, il governo non cambi idea.

Fish, la federazione italiana per il superamento dell'handicap, ha proposto una lunga lista correzioni urgenti alla bozza del decreto legge su reddito e pensione di cittadinanza, chissà se Salvini la leggerà e ne trarrà spunto per modificare il provvedimento. Certo che, a proposito della sua dichiarazione, citata in apertura del pezzo, mi sorge spontanea una domanda: dov'era lui quando manovra e bozza del decreto legge sono stati elaborati, discussi e approvati? Ora fa l'indignato come se non avesse nessuna responsabilità a riguardo ma mica li abbiamo redatti noi comuni mortali quei documenti. Sono opera sua. Sua, dei suoi collaboratori e dei suoi alleati di governo.

BASTA CON LE LOGICHE ASSISTENZIALISTICHE

Che imponga la presenza di “soldi per i disabili” come condizione imprescindibile per l'approvazione del reddito di cittadinanza mi suscita una certa ilarità ma anche qualche lacrima amara. Ci ha preso per rincitrulliti? Prima prova a fregarci in tutti i modi, poi, quando l'imbroglio viene a galla, si trasforma in giustiziere fingendosi ignaro e innocente a riguardo. Non nausea anche voi tutta questa ipocrisia, malcelata oltretutto? A parte l'esclusione dal reddito di cittadinanza, anche il resto dei provvedimenti approvati nella manovra mi lascia molto perplessa. Sono stati rimpolpati alcuni fondi (non autosufficienze, politiche sociali e fondo per i caregiver familiari), ne sono stati introdotti di nuovi (il fondo per l'inclusione delle persone sorde e con ipoacusia e il fondo per l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, dagli sviluppi non ancora chiari), mentre è stata confermata la dotazione del fondo per il Dopo di noi. Positivo il fatto che almeno queste promesse siano state mantenute. I finanziamenti sono importanti ma da soli non bastano. Occorrono politiche a favore della disabilità che non siano improntate unicamente su logiche assistenzialistiche ma che mirino alla piena valorizzazione delle persone con disabilità in quanto cittadini e lavoratori.

LA PROMESSA DI RICALIBRARE LA TASSAZIONE PER LE ONLUS

Non sono ancora riuscita a capire le scelte politiche e le strategie concrete che il governo gialloverde intende adottare per promuovere il pieno esercizio dei diritti e doveri di cittadinanza da parte di noi disabili. L'unica proposta operativa che mi risulta essere stata avanzata è la bozza del codice unico per le persone con disabilità, di cui nessuno sente particolarmente la mancanza. Magari bisogna aspettare ancora perché si palesino le linee politiche d'indirizzo...ma quanto? E ora una good news: giovedì scorso, dopo aver ricevuto una delegazione di enti del Forum del Terzo settore e rappresentanti di altre onlus, il premier Giuseppe Conte si è impegnato a intervenire per ricalibrare la tassazione Ires, raddoppiata nella legge di Bilancio. Supposizione: forse il governo non intende imbrogliarci ma vuole solo vedere se noi disabili siamo attenti e consapevoli di ciò che si decide sulla nostra pelle. Comunque stiano le cose il mio consiglio è: restiamo vigili che è meglio!

12 Gennaio Gen 2019 1400 12 gennaio 2019
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