Radio Padania 70Mila Euro Fondi Editoria
Politica
12 Gennaio Gen 2019 1251 12 gennaio 2019

A Radio Padania 70 mila euro dai fondi per l'editoria

Lo scrive Repubblica: manca ancora l'ufficialità, ma se verranno confermate le classifiche provvisorie sarà lo stesso Di Maio a staccare l'assegno per l'emittente di riferimento della Lega.

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Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio si prepara a staccare un assegno da 70mila euro per Radio Padania, la radio di riferimento della Lega, attingendo dai fondi pubblici per l'editoria tanto vituperati e che il governo giallo-verde vuole abolire, quanto meno per la parte che riguarda la carta stampata. A darne notizia è il quotidiano La Repubblica, che ricorda come proprio Matteo Salvini sia stato a lungo direttore e anchorman dell'emittente.

LA RADIO RINATA IN DIGITALE HA FATTO REGOLARE DOMANDA

Nel 2016 la radio aveva venduto le frequenze all'imprenditore calabrese Lorenzo Suraci. Però è risorta sul digitale, ha una pianta organica di quattro giornalisti assunto, stagisti, collaboratori, 14 ore di diretta. Tutte le carte in regola, insomma, per presentare domanda di accesso ai finanziamenti, come ha fatto l'anno scorso. Nella classifica provvisoria, che deve ancora essere convalidata e quindi pubblicata nella sua versione ufficiale sul sito del Mise, si è piazzata al sedicesimo posto tra le emittenti locali e quindi, se tutto verrà confermato, potrà avere 70mila euro di contributi pubblici.

NEGLI ANNI PASSATI SEGNALATE IRREGOLARITÀ

Repubblica ricorda inoltre come Radio Padania « di fondi pubblici, proprio negli anni di Salvini alla direzione, ha fatto largo uso e larghissimo abuso. Dapprima spacciandosi per emittente comunitaria nazionale ("espressione di particolari istanze culturali, politiche o religiose") senza però averne i requisiti, come ha scritto la Corte dei Conti nel 2016 contestando i milioni di euro pubblici (una media di 800.000 euro l'anno dal 2003 al 2015) drenati alle casse dello Stato sulla base di una finzione tecnica: non era affatto a carattere nazionale, perché il suo segnale illuminava solo nove Regioni d'Italia. Poi, secondo quanto racconta l'ex tesoriere condannato Francesco Belsito, usando una parte dei famosi 49 milioni di euro di rimborsi elettorali frutto di truffa (e in via di lentissima restituzione) per pagare gli stipendi ai giornalisti: "Salvini? Mi chiedeva i soldi per Radio Padania..."». In questo pezzo, invece, Lettera43.it aveva ricostruito quanti soldi ha ricevuto il giornale la Padania e lo stipendio garantito a Gianluigi Paragone, che poi si è scagliato nella sua seconda vita di politico contro le sovvenzioni pubbliche.

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