Chiesa Don Sturzo Politica Vescovi Gualtiero Bassetti
POTERE TEMPORALE
14 Gennaio Gen 2019 0928 14 gennaio 2019

Il fantasma di don Sturzo si aggira fra i vescovi

Tramontate le ipotesi di un partito cattolico, il rischio è che la Chiesa resti custode di un patrimonio che sbiadisce. Ma oltre la nostalgia, per il passato ci potrebbe essere nuova vita. 

  • ...

Il prossimo 18 gennaio il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, celebrerà una messa nella Chiesa dei Santi Apostoli a Roma nel 60esimo anniversario della morte di don Luigi Sturzo e nel centenario dell’Appello dei liberi e forti, il celebre manifesto posto dal prete di Caltagirone alla base del Partito Popolare da lui stesso fondato nel 1919. La ricorrenza sarà inevitabilmente intinta nella nostalgia, come del resto vagheggiante il bel tempo che fu è spesso lo sguardo della Chiesa quando si rivolge a un passato nemmeno tanto lontano: l’epoca in cui c’era ancora un partito cattolico e un Paese - almeno formalmente – cattolico, e la capacità della Chiesa di esercitare un ruolo nella società italiana era ben viva e anzi data quasi per scontata.

IL PANTHEON DI GUARLTIERO BASSETTI

Nel pantheon di Bassetti, arcivescovo di Perugia illuminato ma non eccessivamente ‘liberal’ – che però all’interno del prudentissimo e conservatore episcopato italiano degli ultimi decenni assume le sembianze di un ‘pericoloso’ innovatore – spiccano figure come Giorgio La Pira (alla cui scuola Bassetti si formò), il celebre sindaco di Firenze espressione di un cattolicesimo spiritualmente vissuto quanto socialmente impegnato; Alcide De Gasperi, nume tutelare della Repubblica e fra i numi tutelari dell’Europa unita, e naturalmente don Luigi Sturzo, che 100 anni fa fondò li cattolicesimo politico moderno insieme al Partito popolare.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Confederazione episcopale italiana.

Nel maggio scorso, aprendo i lavori dell’assemblea generale della Cei in Vaticano, Bassetti affermò: «Tra pochi mesi celebreremo il centenario dell’appello ai Liberi e Forti, lanciato da un gruppo di tenaci democratici, riuniti intorno a don Luigi Sturzo. Fu l’inizio di una storia, quella del cattolicesimo politico italiano, che ha segnato la nostra democrazia e che ci ha dato una galleria di esempi alti di dedizione, di umiltà, di intelligenza». Ma poco dopo sollevò pure un’altra questione più legata all’attualità che alla memorialistica: «La storia della Chiesa italiana», disse il capo dei vescovi italiani, «è stata una storia importante anche per la particolare sensibilità per l’aspetto politico dell’evangelizzazione: nessuna conferenza episcopale come la nostra possiede un tesoro così ricco di documenti e di testimonianze. Dobbiamo esserne fieri, ma soprattutto è venuto il momento di interrogarci se siamo davvero eredi di quella nobile tradizione o se ci limitiamo soltanto a custodirla, come talvolta si rischia che avvenga perfino per il Vangelo». Quesito cruciale e non banale. Con il crollo del Muro di Berlino nel 1989, infatti, venne meno pure la Democrazia cristiana che all’ombra di quel muro aveva pure vissuto.

LA DEBOLEZZA DEL DISEGNO DI RUINI

Nel quarto di secolo successivo il cardinale Camillo Ruini ha provato a esercitare le sue arti magiche in una politica povera di grandi pensatori e a collegare la Chiesa, quella fedele a lui beninteso, principalmente con il centrodestra e un po’ pure con il centrosinistra a patto che non vi fossero «cattolici adulti», cioè in grado di separare il magistero-diktat delle gerarchie dalle scelte politiche, anche sul piano della coscienza. Il disegno di Ruini, pure acuto, si è rivelato fragile di fronte al mutare dei tempi. Il vescovo pesce-pilota, poi, è stato bollato da papa Francesco come un abbaglio, un modello che tradiva il Vangelo, il contrario del pastore che guida il popolo stando in mezzo a esso, che ascolta prima di giudicare, che accoglie prima di condannare. La stagione delle ‘scomuniche’ pubbliche è rapidamente finita e tuttavia la Chiesa non manca, anche oggi, di entrare in conflitto con i potenti, si chiamino Donald Trump o, più modestamente, Matteo Salvini. Francesco condanna pure le colonizzazioni ideologiche messe in atto dai Paesi ricchi verso Paesi poveri ma in ogni caso non c’è dubbio che il nesso Chiesa-governo e Chiesa-potere politico sia stato in buona parte spezzato.

OLTRE LA NOSTALGIA, PER IL PASSATO C'È VITA

Se infine la voce dei cattolici si è sentita in questi mesi in relazione al complesso e decisivo tema delle migrazioni, resta inevasa la questione di come i cattolici possano far sentire in modo non episodico il loro peso nel dibattito pubblico. Tramontate le ipotesi di un ‘partito cattolico’ che ciclicamente si riaffacciano, il rischio è che la Chiesa resti ’custode’ di un patrimonio certamente ricco, ma che ormai sbiadisce alle nostre spalle. Di recente il cardinale Gianfranco Ravasi in un‘intervista al Corsera ha osservato: «In Occidente, anche in Italia, noi cattolici e in generale noi credenti dobbiamo essere consapevoli che siamo una minoranza». «Molti ecclesiastici», ha aggiunto, «lo rifiutano, quando lo dici ti fermano, vivono come se ancora fossimo in quei Paesi dove la domenica mattina suonavano le campane e la gente accorreva a messa». C’è da dire che, ancora oggi, un cattolico formatosi alla scuola democristiana migliore, Sergio Mattarella, si trova al Quirinale e regge il timone del Paese nei momenti più confusi della vita politica e civile. Francesco, da parte sua, ha fornito le basi per riscrivere una dottrina sociale aggiornata ai tempi, si pensi all’enciclica Laudato Sì, manifesto per un nuovo modello di sviluppo che guarda insieme alla varietà delle comunità umane, alla salvaguardia del Pianeta e ai processi economici, alla formazione e alla distribuzione della ricchezza. Troppo? Forse troppo avanti per un cattolicesimo un po’ atrofizzato, una specie di elettrochoc ancora non proprio metabolizzato. Probabilmente non ci sarà più un partito cattolico, cattolici si trovano liberamente in tutti gli schieramenti politici, ma oltre la nostalgia per il passato c’è vita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso