Valentina Nappi Salvini

Valentina Nappi: «Sono stata "stuprata" da Salvini»

La pornostar attacca il ministro su Instagram: «Al di là delle sue scelte concrete, il leader leghista ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista». E parla di «cultura di sapore fascista».

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Valentina Nappi attacca Matteo Salvini su Instagram. In un post pubblicato il 14 gennaio, la pornostar s'è lanciata in una lunga invettiva contro il ministro dell'Interno: «Sono stata 'stuprata' da Salvini. Sono stata 'stuprata' da Salvini perché al di là di aspetti anche condivisibili (che pure ci sono) delle sue scelte concrete, e al di là del fatto che molte responsabilità non sono solo sue, Salvini ha riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade Dio-Patria-Famiglia», ha scritto Valentina Nappi. «Babbo Natale, la Befana, niente Ramadan, sì al panettone rigorosamente a Natale, la colomba a Pasqua, la cucina tradizionale, i gay sì ma la famiglia solo quella tradizionale, i crocifissi rigorosamente nelle aule, Dio nei discorsi degli esponenti politici e tutta la plebe unita comunitariamente dai vecchi 'sani' valori identitari nazionali tradizionali».

VALENTINA NAPPI: «È UNA CULTURA DI SAPORE FASCISTA»

Il post di Valentina Nappi prosegue: «Non so voi, ma questa io la chiamo cultura di sapore fascista. Ed è uno stupro culturale di proporzioni immani. La questione dell'immigrazione, al di là dei complessi aspetti pratici su cui non intendo dilungarmi (la mia opinione è che una gestione razionale dei flussi migratori è — e soprattutto sarà — necessaria), è una questione culturale». «Io», si legge, «non voglio vivere in un paese con una cultura ufficiale unica, cattolica di destra, nazionalpopolare. Io voglio vivere in un Paese ateo, multietnico, con un'identità culturale che affondi le proprie radici nell'Illuminismo e nel marxismo più illuminato, e che sviluppi queste ultime all'altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo, i modi spicci e i toni al limite del violento, invece, ci riportano a una cultura tribale che produce una violenza contro il diverso (come abbiamo potuto vedere) simile a quella che si dà in molte specie di primati non umani. Rispetto a tutto ciò, il genocidio è qualcosa di differente solo per grado».

14 Gennaio Gen 2019 0825 14 gennaio 2019
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