Video Ministro Bonafede Su Battisti

Perché il video su Battisti costa una denuncia a Bonafede

La Camera penale di Roma pronta a presentare un esposto contro il Guardasigilli. In un comunicato le Camere penali avevano definito "sconcertante" il filmato sull'arresto.

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Costerà una denuncia al ministro Alfonso Bonafede, il video sulla cattura Cesare Battisti: la Camera Penale di Roma è, infatti, pronta a presentare un esposto in relazione al video pubblicato dal 15 gennaio dal profilo Facebook del ministro della giustizia, in cui si riprendono le varie fasi dell'arrivo di Battisti in Italia comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura della Capitale e quelle relative alle impronte digitali.

Già il 14 gennaio l'Unione delle camere penali aveva diffuso un comunicato molto critico nei confronti sia di Bonafede che del responsabile del Viminale Matteo Salvini. «Quanto accaduto il 15 gennaio in occasione dell'arrivo a Ciampino del detenuto Battisti è una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana. È semplicemente inconcepibile che due Ministri del Governo di un Paese civile abbiano ritenuto di poter fare dell'arrivo in aeroporto di un detenuto, pur latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, una occasione, cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica». Per questo i penalisti esprimevano «sdegno e riprovazione per questa imbarazzante manifestazione di cinismo politico». E avevano sottolineato come fosse «sconcertante» che «il Ministro della Giustizia abbia diffuso un video, con sinistro commento musicale, titolando di 'una giornata indimenticabile'».

ANCHE I MAGISTRATI DI AREA CONTRO BONAFEDE

«Proviamo sconcerto e forte disagio nel vedere filmati che riprendono il latitante Battisti mentre scende dall'aereo e mentre gli vengono prese le impronte digitali; nel vedere le foto ricordo e i video delle foto ricordo; il tutto all'ostentata presenza di alte cariche istituzionali. Riteniamo che una tale spettacolarizzazione sia in contrasto con le regole dello Stato di diritto che quella cattura hanno reso possibile, le quali non tollerano inutili lesioni alla dignità delle persone anche se condannate per gravi reati», ha affermato in una nota Cristina Ornano, segretario di Area, il gruppo che rappresenta le toghe progressiste.

IL GARANTE DEI DETENUTI CHIEDE DI RIMUOVERE IL VIDEO

Critiche sono arrivate anche da diversi esponenti politici, specialmente dal Pd. La vicepresidente del Senato Anna Rossomando ha depositato un'interrogazione in cui si chiede se gli stessi agenti penitenziari ripresi nel video non siano ora «esposti a rischi per la loro sicurezza e incolumità». Per Alfredo Bazoli, capogruppo Dem in commissione Giustizia della Camera, «il video riporta al Medioevo». Per l'ex sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, si è trattato di «una strumentalizzazione grossolana». Il Garante dei detenuti Palma ricorda che le norme, nel rispetto della Costituzione, prevedono che si adottino «le opportune cautele per proteggere dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità». E confida che «si provvederà a rimuovere» il video, pubblicato anche «sulla rivista online ministeriale». Palma mette in guardia rispetto a "frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso un linguaggio estraneo a quello della Costituzione e finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione». Tra le frasi ne cita una, «marcire in galera», cara al ministro Salvini. Tanto cara che l'ha ripetuta anche oggi proprio a Oristano che ospita il carcere in cui è rinchiuso, Cesare Battisti. «Dopo aver bevuto champagne a Rio de Janeiro», ha detto il leader della Lega, «un terrorista come Battisti si trova in galera, dove deve marcire».

16 Gennaio Gen 2019 1655 16 gennaio 2019
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