Don Sturzo Andreotti Democrazia cristiana

Una nuova Dc è l'unica alternativa ai populisti gialloverdi

I centenari di Andreotti e del Ppi segnano una rinnovata esigenza di presenza cattolica in politica. Ma perché rinasca un vero partito popolare occorre un leader e soprattutto il passo indietro di tanti cacicchi neoguelfi. 

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Due centenari hanno riproposto la questione democristiana: il compleanno purtroppo mancato di Giulio Andreotti e la ricorrenza della fondazione del Ppi di don Luigi Sturzo. Del resto i due avvenimenti venivano associati dallo stesso Andreotti con la sua proverbiale ironia: «Il 1919 segnò due sciagure, la mia nascita e quella del Ppi nel giro di pochi giorni». Al di là delle battute andreottiane, mai ricorrenze sono cadute così a fagiolo sull’agenda politica italiana: i populisti dominano il campo con sondaggi da capogiro; i partiti tradizionali si sciolgono come neve al sole del governo gialloverde; la Chiesa, nello smarrimento generale, torna a parlare di impegno diretto dei cattolici, e qualcuno si spinge a progettare un vero e proprio partito.

UNA RINNOVATA ESIGENZA DI PRESENZA CATTOLICA IN POLITICA

È scontato che i due anniversari vengano coniugati con questa rinnovata esigenza di presenza cattolica in politica. Da questo punto di vista il centenario più istituzionale è quello del Ppi: il popolarismo rappresenta una cultura per certi versi più moderna di quella democristiana, intriso com’è della profonda laicità che - paradosso della storia - un prete seppe imprimergli. Eppure, sui social la guest star è stato il divo Giulio, twittato, postato, aggredito e osannato da un popolo della Rete avviluppatosi in una serie di interventi divenuti velocemente virali. C’è da dire che Andreotti era in formato social quando ancora la Rete non esisteva: i suoi tweet erano le battute lapidarie e spesso leggendarie; le sue dirette Facebook erano le apparizioni televisive in punta di sorriso quando la retorica politica era paludata e contorta.

LE CONDIZIONI PER LA NASCITA DI UNA NUOVA DC

Ma basterà questo ritorno di fiamma a partorire una nuova Dc? Sì e no. I due populismi di governo lasciano spazio a una nuova offerta politica che si contrapponga a loro senza complessi. Forza Italia e Giorgia Meloni si consumano nella serenata sulle note del torna a casa Matteo, e pregiudicano ogni appeal di alternativa elettorale al leghismo. Lo stesso Pd dà più l’idea di volersi sostituire a Salvini che di voler mandare a casa tutta l’alleanza populista. Ecco che un partito cattolico potrebbe - per la prima volta dopo il ‘48 - diventare interessante anche per i laici. Ma riuscirà il mondo cattolico a compattarsi e quindi a esercitare un potere di attrazione sul grosso elettorato? Serve un leader, e si può trovare. E serve un passo indietro dei tanti cacicchi neoguelfi convinti che la rinascita democristiana sia affare per loro. Forse è quest’ultima la condizione più difficile a realizzarsi.

18 Gennaio Gen 2019 1413 18 gennaio 2019
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