Cgil Landini Colla

Così Landini ha convinto Colla al passo indietro in Cgil

L'intesa arrivata pochi minuti prima della presentazione delle liste per l'assemblea: l'area "riformista" ottiene il 40% del direttivo e tre posti in segreteria su dieci. Compreso il ruolo di "segretario aggiunto".

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Che ci fossero margini d'accordo con l'area Colla per la nomina di Maurizio Landini alla guida della Cgil, lo si è capito il 22 gennaio poco prima delle 21, quando si doveva riunire la commissione elettorale per la nomina dell'assemblea che, a sua volta, nomina la segreteria. Erano attese due liste, cosa mai successa nel sindacato di Via Nazionale. L'area Colla contro quella di Landini e di Camusso. Ma qualcuno, a quel punto, ha suggerito di posticipare un po' il limite per la presentazione: «Forse c'è l'intesa». E così è stato, conta evitata.

TRA I PONTIERI AL LAVORO ANCHE IL SINDACATO PENSIONATI

La mattina dopo l'ex numero uno della Cgil Emilia Romagna spiegava così il suo passo indietro: «La mia storia non è mai stata una storia di rotture. Abbiamo trovato la soluzione per tenere unita la Cgil. Ho tolto la disponibilità a fare il segretario generale, abbiamo fatto un accordo. Ho voluto fare di tutto per non rompere la Cgil, al voto andrà un unico segretario, che sarà il segretario di tutti». Non solo lui si è mosso per trovare l'intesa: i pontieri sono stati molti. Tra questi, il segretario della Spi, il sindacato dei pensionati, Ivan Pedretti, i cui voti erano determinanti. È stata una trattativa di numeri e persone: una prima bozza d'intesa prevedeva che all'area Colla andasse il 35% del direttivo e due membri della segreteria su 10, con Colla vicesegretario. Altrimenti tre, ma niente posto da vice per Colla. Da lì, la maggioranza non si spostava. E si è rischiata la rottura.

LA SVOLTA: PIÙ POSTI IN SEGRETERIA E DIRETTIVO PER COLLA

E però in una trattativa i sindacalisti sanno fino a che punto possono tirare la corda: l'area che si rifà a Landini e a Camusso sapeva che una conta, che comunque sarebbe stata incerta, non conveniva nemmeno a loro. Ecco così che si è creato consenso su una seconda ipotesi di intesa: a Colla il 40% del direttivo, tre posti in segreteria, compreso quello da vice. Non solo: in segreteria entra un nome pesante come quello del capo dei chimici, Emilio Miceli, insieme a Roberto Ghiselli. Gli altri segretari confederali dovrebbero essere pescati tra quelli uscenti ma i più maliziosi fanno notare che non è facile selezionare i nomi giusti visto che l'area Landini, in realtà, è l'area Landini-Camusso, e c'è da fare spazio a sensibilità anche molto diverse. Uscirà Franco Martini per limiti di età, oltre ovviamente a Camusso, che sarà sostituita da un'altra donna. Una donna anche per l'altro vice segretario generale, che dovrebbe entrare in un secondo momento: si è inizialmente fatto il nome di Gianna Fracassi, ma si ragiona anche sul nome di Tania Scacchetti (entrambe attuali segretarie confederali).

IL SEGRETARIO AGGIUNTO, COME AI TEMPI DI PCI E PSI

Dopo l'accordo, la giornata di mercoledì è stata dedicata a formare la lista unica per l'assemblea: compito non facile, visto che finora entrambi i fronti lavoravano su due liste, e adesso c'è molto da scremare. La liturgia sindacale adesso vuole che sia Landini a dichiare incarico e ruolo di Colla, ma già si sa che per lui il posto è quello di vice o, dice qualcuno, "segretario aggiunto". Si ripesca, infatti, nel passato, quando in Cgil c'era l'area comunista e l'area socialista e a quest'ultima era riservata, ad ogni livello organizzativo e locale, una rappresentanza attraverso il ruolo dei vice. Anzi, segretari aggiunti, per l'appunto. Era questo, ad esempio, il ruolo di Ottaviano Del Turco, che è stato numero due della Cgil con Luciano Lama, poi Antonio Pizzinato e infine Bruno Trentin. A differenza di allora, però, l'area Colla non è così strutturata e certo nella Cgil non ci sono due blocchi così solidi e definiti anche se la tensione tra le due parti, al Congresso di Bari, davvero ha rischiato di arrivare a livelli nocivi.

23 Gennaio Gen 2019 1809 23 gennaio 2019
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