Libero Gay Pil Ristora
Politica
23 Gennaio Gen 2019 1655 23 gennaio 2019

Ristora ritira la pubblicità da Libero

L'azienda di bevande solubili non vuole più comparire sulla testata dopo la prima pagina in cui viene accostato il calo del Pil e la crescita di persone che si dichiarano omosessuali.

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Ristora ha deciso di ritirare la pubblicità da Libero. Il marchio di bevande solubili, che fa capo all'azienda bresciana Prontofoods, ha chiesto al giornale diretto da Pietro Senaldi (direttore responsabile) e Vittorio Feltri (direttore editoriale) di non comparire più in prima pagina dopo che il quotidiano ha pubblicato il 23 gennaio 2019 un titolo in cui accosta il calo del Pil alla crescita del numero di persone che si dichiarano gay (sempre a gennaio aveva anche titolato "Comandano i terroni"). «Abbiamo ricevuto una valanga di critiche ma anche di insulti», ha spiegato a Lettera43.it un portavoce aziendale, «ed è la terza o quarta volta che succede per un titolo di Libero. Ci hanno detto che siamo conniventi, ma noi pianifichiamo e compriamo la pubblicità con programmi trimestrali e non possiamo certo conoscere i titoli in anticipo». Tra chi aveva chiesto un segnale da parte di Ristora, c'era anche l'europarlamentare del Partito democratico Daniele Viotti che, in un post su Facebook, aveva fatto sapere di aver scritto all'azienda chiedendo di dissociarsi: «Il mio è un piccolo gesto: non comprerò più - e chiederò a tutti di fare altrettanto - prodotti Ristora fino a quando l'azienda non prenderà distanza dalle posizioni del giornale». A quanto dichiarato dall'impresa, altri hanno avuto reazioni più irruente. Una marea di telefonate, a quanto pare, che ha convinto Ristora a gettare la spugna.

Ho deciso di scrivere a Ristora per chiedergli di dissociarsi immediatamente dal vergognoso titolo di Libero di oggi e...

Geplaatst door Daniele Viotti op Woensdag 23 januari 2019

«Senza entrare nel merito dei contenuti dell'articolo», ha dichiarato il portavoce aziendale, «non vogliamo in nessun modo che il nostro nome venga accostato a quello di Libero. Abbiamo chiamato il giornale, ci avevano detto che forse non era tecnicamente possibile togliere la pubblicità dal giornale già a partire dall'edizione in edicola il 24 gennaio. Abbiamo insistito e abbiamo chiesto che il logo di Ristora venisse eliminato già a partire da quella data».

IL PRECEDENTE DI BARILLA

Ristora è solo l'ultimo caso di un'azienda che ha dovuto dissociarsi da messaggi omofobi per non perdere quote di mercato e clienti. Tra i casi più noti, quello di Barilla. «Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay» aveva dichiarato nel 2013 il presidente Guido Barilla. L'azienda era dovuta correre subito ai ripari: ci fu un video di scuse dello stesso presidente, ma non solo. L'azienda intraprese da allora politiche dedicate per l'integrazione delle persone Lgbt, un percorso che continua ancora adesso.

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