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Politica
23 Gennaio Gen 2019 2035 23 gennaio 2019

Presto si potrà essere seppelliti coi propri animali di affezione

Primo ok in Lombardia. Via libera alla proposta di Forza Italia, che ha parlato di «grande passo di civiltà». Così le ceneri di cani e gatti saranno deposte vicino alle spoglie dei padroni.

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Seppelliti assieme al proprio cane. Per la prima volta in Italia gli animali di affezione potranno essere tumulati nello stesso loculo dei padroni. La svolta è arrivata in Lombardia. Dove per la verità manca ancora l'approvazione del Consiglio Regionale, che dovrebbe arrivare il 19 febbraio. Merito di un emendamento di Forza Italia, come ha spiegato il capogruppo azzurro in Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, nell'ambito di una più generale riforma dei servizi funebri e cimiteriali, e che è passato in commissione consiliare Sanità: «In base alla volontà dei loro proprietari o dei familiari, le ceneri degli animali d'affezione potranno essere deposte vicino alle spoglie delle persone con cui hanno condiviso l'intera esistenza». Comazzi ha detto di essere «orgoglioso di questa proposta che rappresenta un grande passo avanti in materia di civiltà».

TUMULATI GLI ANIMALI SECONDO LE DISPOSIZIONI DEL DEFUNTO

Nel settembre del 2018 anche il Movimento 5 stelle aveva ufficializzato una proposta sullo stesso tema. «L'avevamo avanzata nel settembre 2018, e grazie a un emendamento approvato oggi in commissione verrà consentito di tumulare i resti degli animali d'affezione secondo le disposizioni del defunto o degli eredi. Sarà possibile tumulare l'urna contenente le ceneri degli animali nella stessa tomba dei padroni», ha spiegato il consigliere pentastellato Marco Fumagalli. «Molti anziani hanno soltanto come compagnia negli ultimi anni di vita un animale e non vogliono separarsi da loro nemmeno quando passano a miglior vita. È un atto di grande sensibilità da parte dell'istituzione regionale», ha commentato Fumagalli, chiarendo che «più in generale resta la nostra completa contrarietà all'ultima parte della riforma sanitaria che risulta non in linea con la normativa nazionale e sembra voler tutelare la lobby dell'industria del "funerale" rispetto a quella più artigianale fatta di cooperazione tra imprese dello stesso settore».

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