Polemica Accademia Della Crusca Scendi Il Cane

"Scendi il migrante" e le altre polemiche politiche sulla Crusca

Il verbo al transitivo nel mirino di Salvini. I femminili della Boldrini attaccati da destra. Le prese in giro ai congiuntivi di Di Maio. E il freno agli anglicismi cavalcato dai sovranisti. Quando l'italiano è terra di scontro.

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"Scendeteli". Firmato, ironicamente, dagli attivisti del presidio pro-accoglienza di Siracusa, che manifestano per far sbarcare i migranti a bordo della Sea Watch 3. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto così su Facebook: «L'Accademia della Crusca sarà d'accordo?!?». Non lo è, e l'ha precisato proprio il 28 gennaio 2019 dopo che in molti avevano parlato di una presunta "apertura" sulla trasformazione di alcuni verbi da intransitivi a transitivi a "furor di popolo". Può stare tranquillo anche il governatore veneto Luca Zaia, che intervistato da Striscia la notizia aveva manifestato tutto il suo dissenso contro l'uso di modi di dire tipicamente meridionali come "esci il cane": «Se continua cosi chiederemo l'abilitazione della parola "mona"». Non servirà. Ma quali sono state le polemiche politiche più accese a base di sdoganamenti, evoluzione della lingua e sontri fra puristi e innovatori? Vi "usciamo" - pardon, volevamo dire "sottoponiamo qua di seguito" - una carrellata dei casi che hanno fatto maggiormente discutere.

"SCENDETE I MIGRANTI": GIUSTO FARLO, MA NON SI PUÒ DIRE

L'ultimo polverone è stato sollevato dopo che l'11 gennaio l'Accademia della Crusca sembrava aver consentito l'utilizzo di "sedere" in forma transitiva: "siedi il bambino", per esempio. Tutta colpa dell'intervento di uno degli accademici, Vittorio Coletti. Che scriveva: «È lecita la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso». E ancora: «Diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali». Dunque liberi tutti? No, anche perché il titolo di quell'intervento era già piuttosto eloquente: "Siedi il bambino! No, fallo sedere!". Eppure in molti hanno travisato.

La Crusca è tornata sulla questione il 28 gennaio. «Sarebbe meglio continuare a evitare di "uscire il cane" al di fuori di determinati contesti», ha scritto in un tweet linkando un intervento del febbraio 2016 intitolato "Entrare, uscire, salire e scendere: transitivi a furor di popolo?". Equivoci esauriti definitivamente dopo le dichirazioni rilasciate all'Agi dal presidente dell’Accademia Claudio Marazzini: «L’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale». Intanto però i migranti nessuno li scende.

"Scendeteli!". L'Accademia della Crusca sarà d'accordo?!? 🤔

Geplaatst door Matteo Salvini op Maandag 28 januari 2019

FEMMINILI: LA BATTAGLIA DI GENERE DELLA BOLDRINI E GLI ATTACCHI DA DESTRA

Il linguaggio di genere è stato al centro di una battaglia (considerata inutile dai suoi avversari politici) dell'ex presidente della Camera Laura Boldrini, secondo cui è sessista non declinare al femminile incarichi come "ministro", "sindaco", "segretario". La Crusca se ne occupa sin dal 2013 (Infermiera sì, ingegnera no?) e alla fine si trovò d'accordo con la Boldrini su quale soluzione adottare. Solo che i giornali di destra non la presero bene, attaccando poi la Boldrini quando al Senato, dopo le elezioni del 4 marzo 2018, fu eletta Maria Elisabetta Alberti Casellati che disse di voler essere chiamata semplicemente "presidente". Libero sbeffeggiò la Boldrini che rispose su Twitter: «Non ho mai chiesto di essere chiamata “presidenta” né “presidentessa”, ma "la presidente", come peraltro stabilito dall’Accademia della Crusca. Per il vostro giornale, invece, non riesco a trovare appellativi, né al maschile né al femminile».

Laura Boldrini.

IL CONGIUNTIVO: DI MAIO LO MALTRATTA MA LA CRUSCA NON SI SCOMPONE

Il congiuntivo è a rischio estinzione e in molti sono angosciati dalla situazione. Non è il caso del presidente onorario dell’Accademia della Crusca Francesco Sabatini, che al Corriere disse, senza scomporsi: «La lingua è natura, si evolve». Campione di evoluzione in questo senso è il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che inciampò in diversi strafalcioni con il congiuntivo: «C’è il rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini?», scrisse per esempio su Twitter usando "spiano" invece che "spiino". Sull'uso "disinvolto" della lingua italiana da parte del capo politico del Movimento 5 stelle intervenne anche il presidente della Crusca Marazzini commentando a La Stampa: «Vedete, dice Di Maio, io maltratto la lingua italiana esattamente come voi, non sono uno della Casta». Eravamo sotto elezioni, ora Di Maio è al governo: probabilmente ha funzionato.

Luigi Di Maio.

ANGLICISMI: UN FRENO CAVALCATO ANCHE DAI SOVRANISTI

Sempre delicata la questione delle parole straniere che "contaminano" la nostra lingua. È in atto un'invasione? Forse no, ma la Crusca segnalò il problema bacchettando il ministero dell'Istruzione all'epoca di Valeria Fedeli (prima del governo gialloverde). Scrisse che il Miur dà un calcio all'italiano e poi stroncò un testo zeppo di termini inglesi pubblicato dal ministero sulla promozione dell’imprenditorialità nelle scuole: «Per imparare a essere imprenditori non occorre saper lavorare in gruppo, bensì conoscere le leggi del team building, non serve progettare, ma occorre conoscere il design thinking, essere esperti in business model canvas e adottare un approccio che sappia sfruttare la open innovation, senza peraltro dimenticare di comunicare le proprie idee con adeguati pitch deck e pitch day». Il guaio è che in questi casi poi sovranisti e xenofobi cavalcano le battaglie della Crusca. Come fece Il Primato Nazionale, quotidiano di CasaPound, nel 2016: «Dopo la sviolinata istituzionale al seguito della neolingua boldriniana, l’Accademia della Crusca torna a fare il suo mestiere», scrisse sul suo sito.

28 Gennaio Gen 2019 1830 28 gennaio 2019
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