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Salvini è pronto a mettere italiani contro italiani

Se ieri la base reazionaria votava a destra per difendersi dai migranti, oggi e domani la voterà per attaccare. Il centrosinistra ha davanti due sfide: unirsi e aggredire culturalmente e politicamente senza sensi di colpa i sovranisti.

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C’è un diritto all’incoerenza? Me lo prendo, accettando critiche e reprimende. Torno a scrivere di politica. L’amarezza per la condizione della sinistra e lo sbalordimento per i nuovi governanti mi avevano spinto a lasciar perdere. Le stesse ragioni mi spingono oggi a riprendere. C’è stata anche la pressione affettuosissima di amici, fra cui il direttore di questo giornale, e anche di “carissimi nemici”. Un malanno brutto mi aveva spinto al silenzio. Lo scampato pericolo mi ridà la parola. Nel mio dialogo quotidiano con i lettori di questo giornale cercherò di riflettere su quel che accade giorno per giorno, con i miei mezzi, con ciò che ho imparato, con quello che l’esperienza mi dà. Basta così perché «una parola è poco e due sono troppe» (Fonte Unesco).

Stefania Prestigiacomo, Nicola Fratoianni, Riccardo Magi sono saliti sulla Sea Watch per esercitare il loro ruolo ispettivo in quanto parlamentari della Repubblica. Parlamentari del Pd faranno staffetta con loro. Pochi giorni prima Rossella Muroni, anche lei parlamentare, aveva cercato di bloccare un bus in partenza da Castelnuovo di Porto pieno di migranti indifesi dopo uno sgombero deciso dal ministro dell’Interno. C’erano donne e bambini. Si tratta di due gesti che si accompagnano ad altre manifestazioni di solidarietà che si stanno susseguendo in tutta Italia proprio mentre Matteo Salvini conduce la sua personale guerra contro i disperati. Le iniziative dei quattro parlamentari costituiscono non solo un gesto di civile testimonianza ma inaugurano anche una stagione di disubbidienza civile che è augurabile non si esaurisca qui, che continui e si allarghi.

L’apprezzamento verso queste forme di lotta pacifiche non contiene solo un giudizio politico-morale ma corrisponde alla necessità di rispondere a un passaggio di fase nella costruzione di una larga base di massa della nuova destra sovranista e populista. Il voto del 4 marzo trovò molti interpreti e molte spiegazioni, da quelle soggettive (è colpa di Matteo Renzi) a quelle di contenuto ( il centrosinistra ha dimenticato i poveri) a quelle autolesionistiche (siamo la sinistra radical chic). Le sovrastava tutte quella che potremmo chiamare «interpretazione regina»: lo spostamento a destra della pubblica opinione era scaturito da quella sensazione di paura che si era impossessata trasversalmente degli italiani di fronte al fenomeno dell’immigrazione e alla presenza dei campi rom. La sinistra veniva accusata e si autoaccusava di non aver capito questa paura, largamente alimentata da talk televisivi e sistematicamente propagandata da Salvini e da Luigi Di Maio. Forse era tutto vero.

LA SINISTRA DEVE UNIRSI E NON AVER PAURA DEL PENSIERO REAZIONARIO

Da qualche mese o forse settimana non è più così. Chi ha votato a destra e si accinge a votare a destra, addirittura capovolgendo il rapporto di forza fra Lega sovranista e Movimento 5 stelle populisti, oggi ha altre motivazioni. La dico così: se ieri votava a destra per difendersi, oggi e domani voterà a destra per attaccare. Tutti i movimenti reazionari a forte base popolare nella prima fase si nutrono delle paure che spesso sollecitano e il popolo che segue questi facinorosi spera di trovare in loro chi li difenderà dal nuovo nemico che viene da lontano, un’altra classe sociale, una persona di altro colore o di un’altra religione. C’è un momento in cui invece la paura svanisce e il ritrovarsi dietro parole d’ordine reazionarie e razziste costituisce la presa di coscienza di essere diventati un esercito, una quasi maggioranza, quindi di avere il diritto di attaccare gli altri, la struttura del sistema partecipativo per plasmarlo alla nuova visone che si è affermata.

Non è colpa della sinistra l’esistenza di formazioni di tipo fascista

Nel Primo dopoguerra italiano furono tanti i movimenti di persone che si difendevano da sole, dagli ex combattenti, ai disoccupati, ai padroncini impauriti dalla rivoluzione rossa. Fino a che questa motivazione non trapassò in quella che portò questi mondi ad amalgamarsi per prendersi con la violenza lo Stato costruendo una nuova visione del mondo interamente reazionaria e ormai priva delle giustificazioni iniziali. Se questo è vero, e il voto europeo per Salvini potrebbe provarlo secondo i sondaggi, il centrosinistra ha due compiti primari davanti a sé : il primo è di unirsi senza se e senza ma, il secondo è di vivere senza senso di colpa il formarsi di questa base di massa reazionaria (non è colpa della sinistra l’esistenza di formazioni di tipo fascista) ma di immaginare come aggredirla culturalmente e politicamente.

IL LEADER DELLA LEGA NON SI FERMERÀ DAVANTI A NULLA

I gesti di disubbidienza dei parlamentari, e non solo loro, coglie proprio questo punto: non abbiamo paura delle vostre paure, non arretriamo di fronte all’idea di mondo incattivito che volete imporre a tutto il Paese. Nessuno di noi sa fin dove Salvini vorrà spingersi. Non mi interessa chiamarlo fascista. Mi interessa aver capito che Salvini spingerà il Paese sull’orlo della rottura fino a provocarla così che da questa spaccatura fra italiani possa nascere una potenza politica che, senza più il fastidio di Di Maio, aggredirà lo Stato.

Matteo Salvini.

Salvini ha recentemente dichiarato che talvolta di fronte ai sondaggi ha paura di schiantarsi. Non è il successo inaspettato che lo angoscia, è l’idea di stare spingendo l'Italia verso la guerra civile che talvolta lo angoscia. Lui non si fermerà. Quelli che lo seguono vogliono lui non perché hanno paura ma perché non ce l’hanno più e vogliono vincere su chi dissente da lui. Bisogna attrezzarsi a combattere questa difficile battaglia con coraggio, determinazione, allargando il fronte. Le azioni esemplari di questi e dei prossimi giorni sono opera di parlamentari di partiti diversi e contrapposti. Vorrà dire qualcosa o no?

28 Gennaio Gen 2019 0909 28 gennaio 2019
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