Pensioni Quota 100 Domande Salvini Inps
Politica
Aggiornato il 04 febbraio 2019 30 Gennaio Gen 2019 1606 30 gennaio 2019

Quante sono le domande per la pensione quota 100

Presentate finora 18 mila domande, un terzo da dipendenti pubblici. Stimati in tutto 650 mila beneficiari in tre anni. Ecco la circolare con le istruzioni applicative per lasciare in anticipo il mondo del lavoro.

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Secondo l'Inps alle ore 16 del 4 febbraio sono state presentate 18 mila domande di pensione quota 100, un terzo delle quali da dipendenti pubblici. Il presidente dell'istituto di previdenza, Tito Boeri, ha detto al Senato che molte delle domande arrivano dalle regioni del Sud: quattro su 10 da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Un dato che, secondo lo stesso Boeri, dipende dal fatto che «abbiamo spesso a che fare con persone non occupate, più pronte a fare domanda di pensione». In tutto Boeri ha stimato che la pensione con quota 100 verrà concessa a 650 mila persone in tre anni. A trarne vantaggio saranno soprattutto gli uomini residenti al Nord, ovvero i soggetti con carriere lavorative più lunghe e continue. L'Inps ha calcolato che alla fine del 2019 il pensionamento anticipato interesserà per il 42,2% del totale le regioni del Nord, per il 33% quelle del Sud e per il 24,7% quelle del Centro. Saranno uomini il 62,6% dei beneficiari, donne il 37,4%.

LA COLLABORAZIONE DA RAFFORZARE CON PATRONATI E CAF

Negli ultimi giorni gli uffici dell'Inps hanno dovuto fronteggiare un afflusso di utenti particolarmente consistente. Lunghe file che hanno spinto il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'istituto, Guglielmo Loy, a lanciare un appello al legislatore: «Le tantissime persone che si presentano nelle nostre sedi per informazioni su quota 100 e reddito di cittadinanza pongono con urgenza il tema di come rafforzare la collaborazione con gli intermediari, a partire dai patronati e dai Caf». L'Inps ha inoltre pubblicato la circolare con tutte le istruzioni applicative per accedere alla pensione anticipata. Ecco quel che serve sapere.

I REQUISITI PER LA PENSIONE QUOTA 100

Alla pensione quota 100 è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2021, di un'età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un'anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni fra quelle indicate dalla norma e amministrate dall'Inps. Il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico si consegue «trascorso il periodo previsto per l'apertura della cosiddetta finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico» (tre mesi per i lavoratori privati, sei mesi per quelli pubblici, ndr).

I REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA

Alla pensione anticipata, invece, è possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, «di un'anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione» del suddetto requisito. In pratica non sarà necessario avere 43 anni e un mese di contributi, ma basteranno 42 anni e 10 mesi o 41 anni e 10 mesi e poi aspettare tre mesi per la decorrenza della pensione.

I REQUISITI PER OPZIONE DONNA

Alla pensione con opzione donna è possibile accedere al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2018, di un'anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e di un'età anagrafica non inferiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti, con il sistema di calcolo contributivo, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi. Per le lavoratrici autonome, invece, l'età anagrafica non deve essere inferiore a 59 anni e il diritto alla decorrenza matura dopo 18 mesi.

I REQUISITI PER I LAVORATORI PRECOCI

I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età, possono andare in pensione al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un'anzianità contributiva non inferiore a 41 anni, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del requisito prescritto.

I REQUISITI PER L'ACCOMPAGNAMENTO

Per quanto riguarda infine gli assegni straordinari di accompagnamento alla pensione, la circolare dell'Inps spiega che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge, i fondi di solidarietà di cui al decreto legislativo 148 del 2015 possono erogare, al ricorrere delle condizioni prescritte, «un assegno straordinario per il sostegno del reddito in favore di lavoratori che perfezionino i requisiti previsti per l'accesso alla pensione quota 100 nel triennio 2019-2021». In pratica ciò significa che possono andare in pensione con quota 100 solo i lavoratori nati fino al 1959, i quali entro il 31 dicembre 2021 compiono almeno 62 anni di età.

COSA SUCCEDE SE SI VIOLA IL DIVIETO DI CUMULO

Inoltre, se si ottiene la pensione quota 100 ma si violano le regole sul divieto di cumulo - il limite è di 5 mila euro lordi annui da lavoro occasionale autonomo - l'assegno viene sospeso nell'anno della produzione di questi redditi «derivanti da qualsiasi attività lavorativa svolta, anche all'estero». Il divieto di cumulo vale fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione quota 100. Nel caso di redditi prodotti nei mesi dell'anno precedenti il perfezionamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, l'erogazione del trattamento pensionistico è sospesa nel predetto periodo. Nel caso di superamento del limite reddituale nell'anno di perfezionamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, l'erogazione del trattamento pensionistico è sospesa fino al perfezionamento del predetto requisito.

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