Italia Recessione
L'Italia in recessione
Recessione Tecnica Istat 2019

Le reazioni ai dati Istat che certificano la recessione tecnica

Di Maio minimizza e contrattacca: «Non servirà correzione delle stime. I governi prima di noi hanno mentito». Renzi: «Ci portano a sbattere». Confindustria: «Reagire subito».

  • ...

«I dati Istat sul Pil testimoniano una cosa fondamentale: chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori dalla crisi», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa, commentando i dati dell'Istat che certificano la recessione tecnica segnando un calo del Pil dello 0,2% nel quarto trimestre dello scorso anno. «Non credo ci sarà bisogno di correggere le stime (per il 2019, ndr), nonostante la congiuntura economica difficile» e considerata «anche la guerra dei dazi». «Credo», ha aggiunto, «che aiutando le fasce più deboli, i pensionati, le pmi e chi cerca lavoro permetteremo un aumento della domanda interna, immettendo 8 miliardi di euro ogni anno e 5 miliardi con il Tfs che entrano nei conti correnti».

CONTE: «COLPA DEI DAZI»

«È un fattore transitorio, anche agli analisti più sprovveduti non sfuggirà che c'è una guerra di dazi tra Usa e Cina che ci troverà tutti perdenti. È una guerra che dovrà comporsi e che va a incidere soprattutto sull'export», ha detto il premier Giuseppe Conte, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Cattolica. «Non sono preoccupato, a noi interessa concentrarci sul rilancio della nostra economia che avverrà sicuramente nel 2019, perché inizieranno a svilupparsi tutte le misure della manovra. Non abbiamo ragione di perdere la fiducia, anzi abbiamo tanto entusiasmo. Il rilancio sarà compiuto, secondo ragionevoli previsioni, nel secondo semestre del 2019». A chi gli ha chiesto se teme che ci sia un pressing dell'Ue per una manovra-bis ha risposto: «No, non lo temo. È una contrazione che era nell'aria ed è collegata a fattori transitori».

⭐⭐⭐⭐⭐ SE LO DICIAMO, LO FACCIAMO! Vi presentiamo tutte le cose fatte in questi primi 7 mesi dal MoVimento 5 Stelle per l’Italia. Siamo solo all’inizio, collegatevi! #SeLoDiciamoLoFacciamo

Geplaatst door Luigi Di Maio op Donderdag 31 januari 2019

RENZI: «ANDIAMO A SBATTERE»

«Da quando c'è il nuovo governo l'Italia ha perso 76 mila posti di lavoro (dati ufficiali Istat) e il pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene all'Italia sa che le scelte economiche di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Con le nostre scelte quattordici trimestri di crescita, con le loro scelte subito recessione. Stanno portando il Paese a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi», ha commentato Matteo Renzi su Twitter.

«Siamo ufficialmente in recessione. Assurdo che governo non riconosca le proprie responsabilità. Pericoloso che non faccia nulla per evitare all'Italia una decrescita infelice con più tasse e meno lavoro», ha scritto l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter.

FORZA ITALIA: «STACCARE LA SPINA AL GOVERNO»

«L'Italia è in recessione. L'Istat conferma le nostre previsioni. Bisogna cambiare subito la politica economica. No al reddito di cittadinanza, sì a meno tasse alle imprese che assumono. È ora di staccare la spina al governo giallo-verde»: così in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

CONFINDUSTRIA: «REAGIRE SUBITO»

«Bisogna reagire quanto prima, in modo da compensare» il rallentamento dell'economia globale e dell'Italia, cominciando ad aprire «immediatamente» i cantieri, su cui ci sono risorse già stanziate, compresa la Tav. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, alla luce della recessione del Paese. «Noi abbiamo adesso il problema del rallentamento, a gennaio avremo un rallentamento ancora superiore rispetto al trimestre scorso», ha aggunto.

I SINDACATI: «RISCHI PER L'OCCUPAZIONE»

«I dati resi noti questa mattina dall'Istat sul Pil sono molto preoccupanti, con gravi rischi per l'occupazione»: così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un incontro promosso dal sindacato a Torino sulle infrastrutture.

COTTARELLI: «NEL 2019 SI PUÒ ARRIVARE AL MASSIMO AL +0,4%»

Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica, ha fatto le sue previsioni sulla crescita nel 2019: «L'1% non si raggiunge. Si può arrivare al massimo al +0,4%», ipotizzando di uscire subito dalla recessione tecnica con un «+0,1% nel primo trimestre, un quarto di punto nel secondo (+0,25%)» e una accelerazione nella seconda parte dell'anno a «+0,4% a trimestre». Insomma, «una crescita dimezzata rispetto agli obiettivi, raggiungibile peraltro solo se lo spread resta stabile». Per arrivare all'1%, invece, «bisognerebbe avere una crescita dell'1,1% a trimestre, tassi cinesi...».

31 Gennaio Gen 2019 1224 31 gennaio 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso