Truffati Dalle Banche Unione Europea Italia
Politica
31 Gennaio Gen 2019 1240 31 gennaio 2019

L'Unione europea e l'Italia litigano sui truffati dalle banche

Di Maio: «Bruxelles ci ha scritto una lettera, ma noi i rimborsi li faremo lo stesso». La Commissione lascia la porta aperta: «Ci sono diverse possibilità in linea con le regole».

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Governo italiano e Commissione europea litigano sui rimborsi per i truffati dalle banche e le cosiddette vittime del salva-banche. Il vicepremier Luigi Di Maio ha aperto la polemica, spiegando che «oggi è arrivata una lettera dall'Unione europea sulla misura che abbiamo introdotto, che sembra dirci questo non lo potete fare. Noi lo facciamo e basta, non esiste che adesso l'Ue ci debba dire anche come risarcire i truffati, dopo che evidentemente Bce e Bankitalia non hanno controllato».

LA COMMISSIONE APRE A UNA SOLUZIONE DI COMPROMESSO

La risposta della Commissione europea è arrivata a stretto giro e in realtà lascia la porta aperta a soluzioni di compromesso: «Ci sono diverse possibilità, in linea con le regole europee, attraverso le quali si possono compensare i risparmiatori che hanno sofferto perdite a causa di vendite fraudolente di bond», ha detto infatti un portavoce dell'esecutivo di Bruxelles, «la Commissione ha lavorato con l'Italia per attivare queste soluzioni nel passato ed è in contatto con l'Italia sulle nuove misure proposte».

LA LEGA PRONTA A RIMETTERE MANO AI RIMBORSI

Su questo stesso fronte, il 29 gennaio, il sottosegretario leghista all'Economia Massimo Garavaglia aveva messo le mani avanti: «Ove ci fosse un rilievo della Commissione, ci vorranno due secondi per rimettere a posto tutto». Garavaglia non aveva nascosto «qualche perplessità» sul testo definitivo delle disposizioni a favore dei truffati contenute nella legge di bilancio. Ma cosa prevede esattamente la manovra e perché la Commissione europea segnala irregolarità?

GLI INDENNIZZI PREVISTI DALLA MANOVRA

La manovra ha introdotto un rimborso per i 300 mila piccoli investitori coinvolti nei crac delle banche finite in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 2018. Si va quindi da Banca Etruria a Veneto Banca, passando per tutti gli altri casi. Le risorse stanziate ammontanto a 525 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2021, destinati a persone fisiche, imprenditori o coltivatori diretti come anche organizzazioni di volontariato, associazioni sociali e microimprese con meno di 10 occupati e fatturato non superiore a 2 milioni, ai quali le azioni o le obbligazioni subordinate siano state vendute con «violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza». L’indennizzo è pari al 30% del capitale investito per gli azionisti e al 95% per gli obbligazionisti subordinati, con un tetto massimo di 100 mila euro a testa al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento. A gestire la procedura non sarà l'arbitrato della Consob, ma direttamente il ministero dell’Economia, tramite un'apposita commissione che dovrà definire le modalità di presentazione delle domande e di riparto delle risorse. La priorità sarà data a chi nel 2018 ha un Isee sotto i 35 mila euro.

LE CRITICITÀ RISPETTO ALLA NORMATIVA BANCARIA EUROPEA

Il problema è che, mentre nella prima versione del provvedimento era previsto l’obbligo di dimostrare di essere stati spinti a comprare i titoli dalle banche in violazione delle norme a tutela dei risparmiatori con una sentenza favorevole del Tribunale o dell'arbitro Consob, dopo un lungo negoziato con le associazioni dei piccoli investitori la norma è stata modificata. E si è appunto deciso di concedere il rimborso in maniera generalizzata, in virtù delle sopra citate «violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza». Il cosiddetto misselling, in altre parole, non verrà più verificato caso per caso. Questo automatismo, assieme all'apertura dei rimborsi anche per azionisti e imprese, si scontra con i limiti attuali della normativa bancaria europea.

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