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Politica
2 Febbraio Feb 2019 2115 02 febbraio 2019

Risiko di poltrone per portare Savona alla Consob

La nomina, considerata in quota Lega, liberebbe il posto da presidente dell'Inps per Tridico, padre del reddito di cittadinanza. Ma la fattibilità giuridica è dubbia.

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Paolo Savona è sempre più lanciato verso la poltrona di nuovo commissario della Consob, un nuovo rospo da ingoiare per l'ala del Movimento cinque stelle più insofferente nei confronti della Lega. Ma prima che la candidatura dell'attuale ministro degli Affari europei giunga a destinazione, ci sono ancora ostacoli da superare. «Ogni tanto mi arriva qualche proposta che mi rimette in circolo, a cui io non sono in grado di reagire a sufficienza" ha dichiarato il ministro il 2 febbraio, confermando così le indiscrezioni.

MA IL MOVIMENTO MORDE IL FRENO

Via libera al ministro per gli Affari europei dalla Lega e, soprattutto, via libera da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che, in tour in Abruzzo, lanciano il professore verso la Consob. Anche a costo di dover affrontare una serie di dubbi sulla sua candidabilità all'organismo di controllo. All'inizio della prossima settimana ci sarà un vertice che dovrebbe essere decisivo per chiudere l'estenuante partita all'interno della maggioranza, con il Quirinale che, da par suo, ha sin dall'inizio fatto conoscere le profonde riserve del presidente sulla figura di Marcello Minenna. Un economista fortemente sponsorizzato dall'interno del Movimento, come ha confermato il pentastellato Nicola Morra: «Perché perdere un buon ministro ed impantanare Consob in un'ipotesi di assai dubbia percorribilità giuridica? Il candidato di un coraggioso governo del cambiamento è dal 14 novembre uno solo: Minenna».

LEGGI ANCHE: Perché Mattarella ha stoppato le nomine di Lega e M5s

Certo, lo spostamento di Savona alla Commissione per le Società e la Borsa è complesso e aprirebbe un vuoto al ministero degli affari europei per il quale, ad oggi, la soluzione preferita sembra essere un interim al premier Giuseppe Conte. Ma rumours parlamentari segnalano come dietro l'operazione possa prepararsi uno scambio Lega-M5s. Tra pochi giorni andrà infatti in scadenza il presidente dell'Inps Tito Boeri. L'entrata di Savona - considerato in quota Lega - alla Consob permetterebbe l'entrata alla guida dell'Inps di un presidente in quota M5s. E già circola il nome: si tratta di Pasquale Tridico che tanta voce in capitolo ha avuto nella realizzazione del reddito di cittadinanza.

I VIA LIBERA DI SALVINI, DI BATTISTA E DI MAIO

A puntellare queste indiscrezioni ci sono le parole dei leader in rapida successione: «Minenna e Savona? Sono due persone assolutamente stimate e stimabili. Io ho già dato l'ok a Minenna, se fosse Savona è persona che da cittadino italiano e da risparmiatore italiano mi darebbe la totale garanzia del controllo sul sistema bancario. A me va bene», ha assicurato Salvini. "A me personalmente, come cittadino, una persona come Savona a capo della Consob mi tutelerebbe moltissimo", gli ha fatto eco Alessandro Di Battista con accanto Luigi Di Maio.

UN'OPERAZIONE DI DUBBIA FATTIBILITÀ GIURIDICA

Ma l'operazione è fattibile? Fonti della Lega fanno sapere che tutti i rilievi che si stanno muovendo in queste ore sulla candidabilità di Savona sono "superabili". Di che si tratta? Innanzitutto della legge Madia, secondo la quale gli incarichi direttivi e dirigenziali nella pubblica amministrazione, ma anche nelle autorità indipendenti, possono essere attribuiti anche a pensionati, ma dovranno essere gratuiti e avere una durata massima di un anno. O, come fa sapere Filippo Sensi del Pd, la legge che stabilisce l'incompatibilità tra le cariche di governo e incarichi in enti di diritto pubblico come la Consob. Il comma 4 di quell'articolo dispone che, scrive Sensi, «l'incompatibilità perdura per dodici mesi dal termine della carica di governo nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici, nonché di società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta».

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