Diciotti Giunta Immunità Senato Salvini

Salvini non ha intenzione di presentarsi alla Giunta per la Diciotti

La mattina di giovedì 7 febbraio convocato l'organo del Senato sul caso della nave. Il ministro dell'Interno avrebbe deciso di spedire una memoria scritta senza andare di persona.

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Solo una memoria scritta. Senza presentarsi di persona. È quello che avrebbe deciso Matteo Salvini sulla Giunta per le immunità del Senato, presieduta da Maurizio Gasparri di Forza Italia, convocata per la mattina di giovedì 7 febbraio alle ore 8.30 per discutere del caso della nave Diciotti. Il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno per «sequestro di persona aggravato». Salvini, che si era detto pronto a farsi processare, poi ha cambiato idea e l'ha spiegato in una lettera al Corriere della sera. «Mi vedete preoccupato? Confesso che dormo tranquillo, faccio colazione con pane e nutella se mi è permesso, andrò in Senato a testa alta perché ho difeso l'interesse del mio Paese e i confini e la sicurezza», ha spiegato il ministro dell'Interno, «combattere gli scafisti e gli amici degli scafisti, i trafficanti di droga, armi e uomini era e rimane una mia priorità. Il Senato deciderà con coscienza e io rispetterò qualsiasi decisione venga presa. Non leggo i retroscena perché tre volte su quattro è più attendibile Topolino».

LA VERSIONE: SCELTA POLITICA COLLEGIALE DEL GOVERNO

Il vicepremier dunque non ha intenzione di comparire nell'Aula di Sant'Ivo alla Sapienza, sede della Giunta. La memoria potrebbe essere arricchita con le dichiarazioni degli alleati di governo sul fatto che la scelta di trattenere a bordo della nave militare "U. Diciotti" 177 migranti dal 20 al 25 agosto 2018 sia stata una scelta politica e collegiale dell'intero esecutivo. E non solo sua. «Porto uno scritto, perché scripta manent, davanti al Senato, spiegando quello che non ho fatto da solo ma che abbiamo fatto tutti insieme per la sicurezza, per difendere i confini, la legalità e il decoro del nostro Paese», ha sottolienato il capo del Viminale, «ci sono passaggi importanti che è bene che vengano letti, e non ascoltati, perché sulle parole scritte l'interpretazione è una sola. È giusto decidere dopo aver letto le carte e mi auguro che tutti i 300 senatori decidano dopo aver letto le carte». Poi ha continuato: «Se uno legge le carte si rende conto che bloccare gli sbarchi nell'attesa che la comunità internazionale si svegliasse per difendere il diritto a entrare legalmente nel nostro Paese è un principio che applichiamo dal primo giorno di governo».

I TEMPI: LAVORI DA CONCLUDERE ENTRO IL 23 FEBBRAIO

In ogni caso, l'organismo deve concludere i suoi lavori entro il 23 febbraio. Anche per consentire ai parlamentari di seguire il voto in Sardegna il 24. La procedura in Giunta è rigida e prevede (art.135 bis del Regolamento) che questa debba presentare la sua proposta all'Assemblea di Palazzo Madama entro 30 giorni dalla data in cui ha ricevuto gli atti. Atti pervenuti alla presidenza del Senato, e da questa assegnati alla Giunta, il 23 gennaio.

SALVINI: «PRECEDENTE GRAVE SE IL SENATO DICE SÌ»

Salvini, dopo essere andato nel pomeriggio del 4 febbraio a Sant'Ivo a visionare le carte (Gasparri ha ricordato che «gli atti possono essere letti solo dai componenti della Giunta e dall'interessato. Da nessun altro»), ha avvisato in tivù che, nel caso in cui il Senato dicesse sì alla richiesta dei magistrati di poterlo processare, «sarebbe un precedente grave» non tanto per lui, quanto «perché vorrebbe dire che parte della magistratura decide quello che il governo può o non può fare» e «domani potrebbe toccare al ministro dell'Ambiente o dei Trasporti...». Il Movimento 5 stelle è avvisato.

«LA SORTE DEL GOVERNO NON LEGATA AL CASO»

Nel corso della giornata il ministro ha spiegato anche la sorte del governo non è «per nulla» legata al caso Diciotti, «il governo va avanti e abbiamo tante cose da fare. Il problema del Paese non è Salvini». Il titolare del Viminale ha poi spiegato che non esiste una sorta di merce di scambio tra Tav e caso Diciotti: «Chi la pensa così andrebbe curato, perché pensare che si metta sul mercato, come in un suk, una grande opera necessaria al paese e un processo, proprio non ha capito niente, né di me né del governo».

LA PROCEDURA: SI METTONO AI VOTI EVENTUALI PROPOSTE CONTRARIE

Dopo la presentazione della versione di Salvini, timing e procedura sono obbligati: Gasparri, che è anche relatore, deve fare la sua proposta, da discutere e votare dai commissari. Quindi la relazione deve essere portata in Aula (può essercene anche una di minoranza) entro 60 giorni dalla trasmissione degli atti, anche se tale termine è stato più volte disatteso. Dopo di che, se la Giunta dice sì all'autorizzazione e non vengono formulate proposte contrarie, l'Assemblea non vota intendendosi approvata la decisione della Giunta. In caso contrario, si mettono ai voti le proposte contrarie all'autorizzazione che si intendono respinte se non ottengono il via libera dalla maggioranza assoluta dei componenti.

5 Febbraio Feb 2019 1140 05 febbraio 2019
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