Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
Leader Gilet Gialli Di Maio Di Battista
L'INCONTRO
Aggiornato il 06 febbraio 2019 5 Febbraio Feb 2019 1731 05 febbraio 2019

Le cose da sapere sull'incontro tra Di Maio, Di Battista e i gilet gialli

Il vicepremier e l'ex deputato si sono visti con Christophe Chalençon, leader della frangia movimentista. Ha più volte invocato l'intervento dell'esercito e una guerra civile ormai «inevitabile».

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Gli altri leader del movimento dei gilet gialli hanno chiuso le porte, ma Christof Chalençon, il gilet giallo che aveva invocato addirittura la guerra civile e la necessità che l'esercito prendesse il potere, le ha aperte. E così Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista lo hanno incontrato il 5 febbraio alla periferia di Parigi. «Molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l'ambiente», è il commento dell'ufficio stampa del vicepremier. Tra i presenti all'incontro gli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao e alcuni leader della lista Ric (Référendum d'initiative citoyenne, Referendum d'iniziativa cittadina, ndr) che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle prossime europee», hanno spiegato sempre dall'ufficio del ministro, sottolineando il «clima di grande entusiasmo» e preannunciando un «nuovo incontro nelle prossime settimane a Roma».

M5S: «CERCHIAMO DIALOGO, NON ALLEANZE»

In giornata è arrivata anche la presa di posizione degli eurodeputati M5s Corrao, Castaldo e Beghin: «Non è nostro interesse entrare nelle dinamiche interne ad altri gruppi», hanno spiegato, «dopo un primo contatto telefonico, abbiamo accettato l'invito a incontrare alcuni candidati della lista Ric e l'esponente Chalençon. All'incontro erano presenti alcuni candidati della lista di cui Ingrid Levavasseur è capolista, come dimostrato dalla foto pubblicata. Il tema dell'incontro non erano le europee né tantomeno la negoziazione di eventuali alleanze, ma creare e mantenere un dialogo continuo».

Christophe Chalençon, presentato dai media francesi nelle ultime settimane come uno dei leader dei cosiddetti «gilet gialli liberi», ha fatto parlare di sé per una serie di interviste in cui ha parlato di «guerra civile inevitabile». In un post su Facebook del 23 dicembre, accompagnato dalla dicitura «il caos annunciato», aveva lanciato un appello alle dimissioni di Emmanuel Macron, al quale aveva aggiunto un secondo appello all'esercito. Chiedeva un «governo di transizione per sentire e ascoltare il popolo». E precisava: «Lancio un appello a Macron o, se non vuole piegarsi, ai militari. Oggi spetta ai militari entrare in gioco per consentire l'insediamento di questo governo». L'intervento dell'esercito era stato già invocato da Chalencon il 3 dicembre, quando il leader dei gilet gialli aveva chiesto «un vero comandante» a palazzo Matignon, sede del governo francese. Secondo Chalençon, che ha ripetuto queste affermazioni alla radio Europe 1, questo passaggio avrebbe previsto la sostituzione del primo ministro Edouard Philippe con il generale de Villiers, ex capo di stato maggiore dell'esercito silurato da Macron.

DROUET: «NO A INIZIATIVE POLITICHE NEL NOSTRO NOME»

La posizione di Chalençon non è comunque condivisa dagli altri leader del movimento. Eric Drouet, tra i principali potravoce dei gilet, si dice «contrario ad ogni iniziativa politica fatta in nome» delle casacche gialle. Quando ancora l'incontro con Chalençon non era stato confermato, Maxime Nicolle aveva commentato: «Posso dirvi che né il sottoscritto, né Eric Drouet, né Priscilla Ludosky (tra i principali leader delle casacche gialle, ndr), siamo stati contattati. Se fosse confermata, sappiate che si tratta di un'iniziativa autonoma di una parte politicizzata che non rappresenta il movimento dei gilets jaunes. Il nostro movimento è strettamente apolitico e non intende presentarsi alle europee. Se Di Maio mi chiama non alzo nemmeno il telefono».

PARIGI: «INACCETTABILE L'INCONTRO TRA DI MAIO E I GILET GIALLI»

Furiosa la reazione di Parigi. Un portavoce del ministero degli Esteri, rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa odierna, ha spiegato che l'incontro è «una nuova provocazione inaccettabile fra paesi vicini e partner in seno all'Unione europea».

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