Sbarco da Diciotti per 16 migranti
Nave Diciotti
Caso Diciotti Salvini Memoria Difensiva

Salvini ha presentato la sua memoria difensiva sul caso Diciotti

Il ministro ha depositato la sua dichiarazione per difendere il suo operato davanti alla Giunta per le immunità. Il documento: scelta collegiale del governo per ragioni di ordine pubblico.

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È una memoria difensiva «tecnica, e non politica» quella di Matteo Salvini, che il 7 febbraio sarà sul tavolo dei 23 senatori della Giunta per le immunità. Non prima, anche se a Palazzo Madama è arrivata la serata prima. Salvini ha deciso di puntare la sua linea su due aspetti: primo, la decisione di non far sbarcare per 5 giorni i 177 migranti soccorsi ad agosto dalla nave Diciotti fu un'iniziativa del governo, e non personale del ministro dell'Interno. Secondo, fu dettata da ragioni di sicurezza e ordine pubblico.

VOTO DELLA GIUNTA ENTRO IL 23 FEBBRAIO

Allegati alla memoria i documenti firmati dal premier Giuseppe Conte, dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Così Salvini affronterà la Giunta che per prima dovrà decidere sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il reato di sequestro di persona aggravato, di cui lo accusa il Tribunale dei ministri di Catania. La Giunta dovrebbe decidere entro fine febbraio (la deadline scade il 23), ma il voto potrebbe arrivare tra il 19 e il 20, prima delle elezioni in Sardegna del 24. Poi toccherà all'Aula. E la decisione di allegare alla sua memoria difensiva anche quelle di Conte e degli altri big M5S del governo punterebbe a convincere il variegato fronte pentastellato di Palazzo Madama a dire no all'autorizzazione.

LA MEMORIA: «AGITO PER PUBBLICO INTERESSE»

Il documento di Salvini, ha riportato una nota diffusa per sintetizzare la memoria, è una ricostruzione dei fatti che non entrerà nel merito della sussistenza o meno del reato di sequestro e «non conterrà alcun attacco ai giudici». Il testo, che si dice rivisto e corretto dall'avvocato e ministro per la P.A. Giulia Bongiorno, ha sottolineato che gli oneri di prima accoglienza sono sempre spettati a Malta, anche quando la nave militare italiana era arrivata al porto di Catania il 20 agosto. Un fatto che dimostra che l'Italia ha informato subito il resto dell'Europa della vicenda, perché si trovasse «una soluzione comune». E soprattutto nel documento di Salvini si «dimostra in maniera netta come» ogni sua azione «abbia avuto esclusivamente una finalità di pubblico interesse».

«IL TRIBUNALE DI CATANIA VIOLA LA COSTITUZIONE»

«L'impostazione del tribunale di Catania», si legge nella memoria del ministro dell'Interno, «calpesta le più elementari regole del diritto internazionale e della nostra Costituzione, invadendo poi una sfera di esclusiva prerogativa dell'Autorità di governo». «Lo Stato italiano ha portato all'attenzione dei partner europei le problematiche della vicenda per una pronta ed immediata soluzione della questione legittimamente attendendo la risoluzione della controversia internazionale, non potendosi pretendere che fosse l'Italia ad accollarsi in via esclusiva la gestione dei migranti salvati in luogo di Malta», ha scritto il ministro dell'Interno.

CONTE SCAGIONA SALVINI: INIZIATIVA DI GOVERNO

A confermare questa tesi c'è anche il documento del premier Giuseppe Conte allegato alla memoria presentata dal vicepremier. «Sento il dovere di precisare che le determinazioni assunte in quell'occasione dal ministro dell'Interno sono riconducibile a una linea politica sull'immigrazione che ho condiviso nella mia qualità di presidente nel Consiglio con i ministri competenti, in coerenza con il programma di governo». E in un altro passaggio si legge: «La vicenda che ha riguardato l'unità navale 'U.Diciotti' è dunque pienamente ascrivibile all'esercizio della funzione di governo per il perseguimento di obiettivi di politica migratoria tesi a contrastare il traffico di esseri umani e a richiamare gli altri Stati membri dell'Unione europea a un'onere di condivisione nella gestione del fenomeno, fin dalle operazioni di ricerca e soccorso in mare».

«VALUTARE IL CASO IN BASE ALLE STRATEGIE INFORMATIVE»

Insomma, fu un'«iniziativa del governo», coerente con la politica nazionale sui flussi migratori e «risultante anche dal contratto di governo» e dalla strategia messa in atto per gestire il tema migranti. L'invito implicito ai senatori è quindi di non valutare il caso fuori «dal contesto generale delle strategie governative», specie perché il soccorso della Guardia costiera avvenne «solo per far fronte alle omissioni di Malta». Tuttavia sulla sorte di Salvini pesa ancora l'ombra di un 'tradimento' dell'alleato 5 Stelle che non ha ancora adottato una linea comune e potrebbe dire sì all'autorizzazione, come richiesto del resto da Salvini in un primo momento. Ma oltre alla memoria presentata da Matteo Salvini, alla quale è allegato il documento a firma del premier Giuseppe Conte, è arrivata alla giunta Autorizzazioni al Senato anche un documento a firma del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro Toninelli.

IN AULA IL GOVERNO POTREBBE RICOMPATTARSI

Ma anche se in Giunta la situazione dovesse precipitare per Salvini, potrebbe essere poi l'Aula a venirgli incontro visto che non sono ammessi i voti segreti. E mettere a rischio la tenuta del governo in questa fase non è interesse di nessuno della maggioranza. Chi dice no all'autorizzazione tra i 5 stelle afferma che stavolta non si tratta di una questione di immunità, ma di ben altro. Si deve solo valutare se ci sia stata o meno un'azione mirata a salvaguardare «l'interesse pubblico nazionale nel ritardato sbarco dei migranti». Linea sulla quale si assesta anche Di Maio: «Siamo sempre stati contro l'immunità parlamentare, ma stavolta è diverso».

Aggiornato il 07 febbraio 2019 6 Febbraio Feb 2019 2123 06 febbraio 2019
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