Paolo Savona Alla Consob

La strategia di Pd e Forza Italia per ostacolare la nomina di Savona alla Consob

Le opposizioni vogliono chiedere un parere giuiridico all'authority. Per allungare i tempi. E tentare i grillini delusi e i supporter di Minenna, a partire da Carla Ruocco.

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Un bug da inserire nella procedura di nomina, un parere giuridico che potrebbe rendere più difficile il trasferimento di Paolo Savona dal governo alla Consob. Sergio Mattarella ha ancora tempo per firmare il decreto della presidenza del Consiglio - e sulla pratica i suoi consulenti giuridici non avrebbero ancora dato un parere - mentre da Palazzo Chigi fanno sapere che l'economista non incorre in alcuna incompatibilità, perché le leggi in materia - la Frattini e la Madia - non si applicano alle cariche nelle autorità indipendenti. Ma a livello parlamentare le opposizioni stanno studiando una strategia per bloccare la nomina e mettere ancora più in crisi la maggioranza giallo-verde a pochi mesi dalle Europee. Anche sfruttando i mal di pancia dei Cinquestelle.

Dietro le quinte parlamentari del Pd e alcuni colleghi di Forza Italia avrebbero deciso di presentare in commissione Finanze della Camera o del Senato (che devono dare un parere sulla nomine) una richiesta per chiedere alla Consob un parere giuridico sull'incompatibilità di Savona. La legge Madia impone che i pensionati possano ricoprire incarichi «dirigenziali o direttivi», soltanto a titolo gratuito e per non più di un anno. La legge Frattini prevede che chi ha svolto «attività professionali retribuite da un soggetto vigilato» debba stare fermo almeno due anni. E Savona è stato presidente del fondo Euklid fino al maggio scorso. La stessa procedura è stata chiesta quando il governo Gentiloni propose Mario Nava all'autorità di controllo sui mercati: l'allora funzionario della Commissione europea chiese un distacco e non l'aspettativa dal suo incarico a Bruxelles, scelta che i Cinquestelle gli hanno sempre contestato, fino a spingerlo alle dimissioni. La richiesta del parere (non vincolante) allungherebbe i tempi della nomina di Savona e alleggerirebbe le pressioni sul Colle, dove Mattarella avrebbe dato un primo assenso all'intesa tra grillini e Lega, in attesa del giudizio dei suoi consiglieri giuridici.

A ben guardare il Pd e Forza Italia non hanno i numeri in commissione Finanze della Camera per far passare la loro mozione. Ma confidano che in questo consesso, guidato da Carla Ruocco (molto vicino a Marcello Minenna, il grande sconfitto nella corsa a Consob), il loro atto possa fare proseliti tra i pentastellati. Nel Movimento non è piaciuto l'accordo al ribasso in maggioranza, che ha imposto al premier Conte di mobilitare le sue strutture giuridiche per trovare il modo di aggirare la Madia e la Frattini.

6 Febbraio Feb 2019 2120 06 febbraio 2019
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