Raffaele Cantone Autorità Nazionale Anticorruzione
Politica
6 Febbraio Feb 2019 0807 06 febbraio 2019

Raffaele Cantone ha deciso di lasciare l'Autorità nazionale anticorruzione

La mossa dopo una «valutazione personale». Al Csm ha indicato tre possibili sedi: Perugia, Torre Annunziata e Frosinone. I tempi saranno lunghi. 

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Raffaele Cantone ha deciso di lasciare la guida dell'Autorità nazionale anticorruzione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il magistrato si sarebbe sentito di troppo e non ha avvisato nessuno all'interno del governo. Perché la sua scelta è arrivata dopo otto mesi vissuti senza contatti né con il premier Giuseppe Conte, né con i ministri gialloverdi: «Mi sono sentito sopportato e siccome non sono un uomo per tutte le stagioni ho meditato a lungo e poi ho capito che era arrivato il momento di tornare a fare il mio mestiere». In una nota successiva Cantone ha aggiustato il tiro: «Non mi dimetto da presidente dell'Anac e tengo a precisare di aver presentato domanda al Csm per incarichi direttivi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone la settimana scorsa, dopo una lunga valutazione di carattere squisitamente personale».

CANTONE HA CHIESTO UN INCONTRO CON CONTE, SALVINI E BONAFEDE

«Sapendo che i tempi del Consiglio superiore della magistratura non sarebbero stati brevi, era mia intenzione informare quanto prima gli esponenti dell'esecutivo con cui più intensa è stata la collaborazione istituzionale in questi mesi», ha precisato Cantone. «Ieri sera, appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, ho chiesto immediatamente appuntamento al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Interno e della Giustizia, ai quali esporrò nei prossimi giorni le mie motivazioni».

LE PREOCCUPAZIONI PER LE MODIFICHE AL CODICE DEGLI APPALTI

La scadenza naturale del suo mandato lo vorrebbe in sella fino ad aprile del 2020, ma nelle ultime settimane Cantone si è detto più volte preoccupato per la norma che alza a 150 mila euro il tetto per gli appalti assegnabili con procedura diretta. E anche per alcune prese di posizione del ministro dell'Interno Matteo Salvini sulla necessità di riscrivere il codice degli appalti. Le sue ultime dichiarazioni pubbliche? «Non immagino neanche lontanamente che si possa definitivamente spazzare via la corruzione, chi lo dice o non sa cosa sono i corrotti o prende in giro il Paese. Ma penso che il Paese ce la possa fare, al di là delle oscillazioni fra la forca e il liberi tutti». Sul Corriere, Fiorenza Sarzanini ha ricordato come il primo a criticare Cantone fosse stato proprio il premier Conte, che poco dopo essersi insediato a Palazzo Chigi disse che «dall’Anac non abbiamo avuto i risultati che speravamo». Non è andata meglio con il vicepremier Luigi Di Maio, tanto che più volte Cantone ha espresso le sue perplessità. Fino ad affermare di non aver capito se l'esecutivo fosse «davvero interessato» alla materia del contrasto alla corruzione oppure no.

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