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7 Febbraio Feb 2019 1023 07 febbraio 2019

La polemica sulle memorie di Conte e Di Maio sul caso Salvini Diciotti

Pietro Grasso ha deciso di rinviare i documenti allegati alla difesa del ministro dell'Interno firmati dal premier, dal leader M5s e dal ministro dei Trasporti al tribunale dei ministri.

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Un documento firmato dal premier Giuseppe Conte e un altro a doppia firma del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, entrambi allegati alla memoria difensiva presentata da Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti ha fatto scoppiare un caso alla riunione della Giunta delle Autorizzazioni che deve valutare se permettere al tribunale dei ministri di procedere nei confronti del responsabile del Viminale. I documenti scagionavano Salvini sostenendo la tesi della iniziativa politica collegiale del governo e di una linea dettata dal primo ministro Conte e condivisa dai ministri, che prevedeva di attendere una soluzione europea, e peraltro sostenuta anche dal contratto sottoscritto dai due leader dei partiti della maggioranza. Ma in giunta è scoppiato il caso, perché secondo Pietro Grasso (Leu) quei documenti sono irricevibili. L'esponente Leu ha chiesto l'invio delle carte al tribunale dei ministri. La Giunta ha sospeso i lavori e dovrebbe tornare a riunirsi in giornata per valutare la richiesta. Il capogruppo 5s in Giunta, Michele Giarrusso, ha affermato: «Sollevando la questione dell'irricevibilità delle lettere del governo c'è chi vuole impedire al ministro Matteo Salvini di difendersi». Il presidente della giunta Maurizio Gasparri ha spiegato che la giunta si «riconvocherà per esaminare questo punto, oggi, al termine dei lavori d'Aula del Senato». In molti sostengono che il governo possa rischiare sul caso Diciotti ma la mossa di premier e vicepremier può avere anche l'obiettivo di fare scudo a Salvini di fronte ai parlamentari grillini.

LA DIFFERENZA TRA IL DOCUMENTO DI CONTE E QUELLO DI MAIO-TONINELLI

La richiesta di irricevibilità dei testi depositati, avanzata da Pietro Grasso, poggia su un presupposto e cioè che, secondo il regolamento, solo il diretto interessato, cioè Matteo Salvini, possa presentare una memoria alla Giunta. E non altri. E, secondo l'ex pm «nel diritto la forma è sostanza». In effetti esistono differenze formali tra il documento di Conte e quello di Di Maio e Toninelli: il primo è una lettera intestata «Presidente del Consiglio» ed è esplicitamente rivolta all' «illustre ministro, caro Matteo», in forma di lettera inviata a Salvini, Ministro dell'Interno, Piazza del Viminale 1. Il secondo documento, quello sottoscritto da Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, invece, è intestato «Senato della Repubblica, Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari» e c'è scritto in alto» Memoria, ex art.9, comma 2. L. Cost 1/1989».

ACQUISITI TUTTI I DOCUMENTI PRESENTATI DA SALVINI

Il presidente della Giunta per le Immunità, Gasparri, ha deciso alla fine di acquisire gli allegati presentati dal ministro dell'Interno che portano la firma del premier Giuseppe Conte, di Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Sulla questione non c'e stato alcun voto, ma solo la decisione di Gasparri che è stata presa, secondo il deputato Giarrusso, «a norma di regolamento». Ma Pietro Grasso ha contestato la decisione: «Gasparri, appena una settimana fa, diceva che la Giunta non è una buca delle lettere, che 'non siamo a 'c'è posta per te' ', che Salvini era il suo unico interlocutore. È evidente che tutto quello che detto allora non è più valido, oggi si è contraddetto».

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