Flat Tax 2019 Proposta Lega
Politica
7 Febbraio Feb 2019 1900 07 febbraio 2019

Cosa dice l'ultima proposta di legge leghista sulla flat tax

Il testo, a prima firma di Alberto Gusmeroli, prevede una tassa piatta al 15% (Ires e Irpef) sui redditi incrementali. I dettagli.

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L'obiettivo resta quello della flat tax per tutti. Ma in attesa di trovare le risorse necessarie, la Lega avanza la proposta di una 'Irpef-Ires plus', un taglio "drastico" delle tasse sui redditi incrementali, al 15%, per fare un passo avanti e coinvolgere anche i dipendenti, dopo aver agevolato gli autonomi con la mini-flat tax della manovra. Si tratta, come si spiega nella stessa relazione alla proposta di legge, depositata alla Camera a metà gennaio e da condividere con gli alleati M5s prima di calendarizzarla, di una misura 'ponte' verso la tassa piatta generalizzata, che consenta il 'traghettamento' dall'attuale sistema, conservando da un lato progressività e detrazioni e consentendo dall'altro allo Stato di incassare risorse fresche da destinare al taglio delle tasse ma anche utili, intanto, a "sterilizzare le clausole Iva".

LA CLAUSOLA "ANTI-FURBETTI"

L'idea - messa a punto dai sottosegretari Massimo Bitonci e Massimo Garavaglia insieme ad Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e primo firmatario della proposta - si basa su un "doppio sistema premiale": da un lato il taglio dell'aliquota sulla quota di maggiori redditi dichiarati rispetto all'anno precedente e dall'altra lo stop agli accertamenti per chi dichiara almeno il 10% in più. Per evitare la corsa ad abbassare, magari con escamotage poco leciti, i redditi di quest'anno per usufruire subito dell'agevolazione è prevista anche una clausola 'anti-furbetti': la prima applicazione è prevista già nel 2020, per le dichiarazioni sui redditi 2019, ma a patto che questi siano più alti di quelli del 2018.

La proposta esenterebbe i redditi incrementali sia dalle addizionali locali sia dai contributi, senza comunque creare buchi nelle casse dei Comuni o dell'Inps

La proposta, peraltro, esenterebbe i redditi incrementali sia dalle addizionali locali sia dai contributi, senza comunque creare buchi nelle casse dei Comuni o dell'Inps, perché, si spiega sempre nella relazione che accompagna il testo, in tutto nove articoli, si tratta di redditi non dichiarati in precedenza. Sarà da vedere se questa idea troverà spazio nel maxi piano di detassazione annunciato da Matteo Salvini a fine gennaio, che dovrebbe portare in un primo step a un abbassamento dell'aliquota del primo scaglione Irpef, portandolo al 20% per tutti, e accompagnandolo al quoziente familiare. Per ora si tratta di una proposta parlamentare che, tra l'altro, Fratelli d'Italia rivendica, ricordando di averne presentata una analoga al Senato, già a inizio legislatura.

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