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Politica
7 Febbraio Feb 2019 0933 07 febbraio 2019

Il nuovo scontro Italia-Francia sui treni al confine

Parigi richiama il suo ambasciatore a Roma. Non succedeva dalla Seconda guerra mondiale. Intanto, il Viminale denuncia i blocchi sui convogli voluti dalla polizia doganale d'Oltralpe. Il governo prova a calmare le acque.

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Aumenta la tensione tra Italia e Francia. Parigi ha infatti deciso di richiamare l'ambasciatore a Roma Christian Masset per consultazioni a causa di attacchi definiti «senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento». Lo ha annunciato una nota durissima del Quai d'Orsay che ha parlato anche di «dichiarazioni oltraggiose» da parte del governo italiano. «Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare le relazioni a fini elettorali è un'altra», ha aggiunto il ministero degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian che già mercoledì aveva duramente protestato per l'incontro del vice premier Luigi Di Maio a Parigi con alcuni responsabili dei gilet gialli.

IL GOVERNO PROVA A CALMARE LE ACQUE

«Il rapporto tra Italia e Francia ha una radice antica di ordine culturale ed economico e non può essere messo in discussione», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un punto stampa con i giornalisti italiani prima della sua ripartenza da Beirut per far ritorno in Italia, «Di Maio con i gilet gialli ha agito da capo politico del M5s. Dall'altro lato c'è un confronto su immigrazione, cooperazione allo sviluppo anche con l'Africa dove è legittimo aprire un dibattito non solo nazionale e neppure bilaterale ma europeo».

SALVINI: «NON VOGLIAMO LITIGARE CON NESSUNO»

«Non vogliamo litigare con nessuno, non siamo interessati alle polemiche: siamo persone concrete e difendiamo gli interessi degli italiani. Disponibilissimi a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali. Stop con i respingimenti, stop con i terroristi italiani in Francia e basta danneggiare i nostro i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore», ha detto il vicepremier Matteo Salvini.

LA NOTA DEL MINISTERO DEGLI ESTERI FRANCESE

«La Francia e l'Italia sono unite da una storia comune; condividono un destino», è scritto nella nota del Quai d'Orsay. «Insieme hanno costruito l'Europa e agito per la pace. La Francia è profondamente legata a questa relazione di amicizia che alimenta cooperazioni in tutti i settori e la vicinanza tra i nostri popoli. L'amicizia franco-italiana è più che mai indispensabile per raccogliere le sfide che abbiamo davanti nel XXI secolo».

La Francia, continua la nota, «è stata, da diversi mesi, oggetto di accuse ripetute, di attacchi senza fondamento, di dichiarazioni oltraggiose che tutti conoscono e hanno presente. Questo non ha precedenti dalla fine della guerra [...]. Le ultime ingerenze costituiscono una provocazione supplementare e inaccettabile. Violano il rispetto dovuto alle scelte democratiche, fatte da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che si devono tra loro i governi democraticamente e liberamente eletti. La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto di un popolo o della sua democrazia. Tutte queste azioni creano una situazione grave e pongono domande sulle intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia». Parigi ha dunque invitato l'Italia «ad agire per ritrovare la relazione di amicizia e di rispetto reciproco all'altezza della nostra storia e del nostro destino comune».

SCINTILLE AL CONFINE PER I CONTROLLI DELLA POLIZIA DOGANALE

Come se non bastasse, oggi 7 febbraio si è consumato un nuovo scontro tra Palazzo Chigi ed Eliseo che ha coinvolto le forze dell'ordine dei due Paesi: il Viminale ha fatto sapere che sempre più frequentemente alcuni agenti della polizia doganale francese salgono a bordo dei treni italiani, a Modane, per operazioni di controllo che tengono fermi i convogli. Il risultato sono forti ritardi che danneggiano viaggiatori e imprese. Problemi anche per i capotreni italiani: in alcuni casi i convogli sono partiti con le Forze dell'Ordine a bordo, e questo ha fatto scattare reazioni stizzite di Parigi, che avrebbe avvertito del rischio di misure detentive per i capotreni italiani che danno il via libera alla partenza.

Le forze dell'ordine italiane a un blocco di gilet gialli alla frontiera con l'Italia.

PER I CAPOTRENI RISCHIO RECLUSIONE, L'ITALIA CHIEDE «RISPETTO»

«Altre incomprensioni tra Francia e Italia per questioni di confine sul comportamento della polizia doganale di Parigi. Abbiamo già contattato i francesi, pretendendo rispetto e ragionevolezza», hanno fatto sapere fonti del Viminale, riguardo ai «ritardi dei treni al confine causati dalle operazioni di controllo delle forze dell'ordine francesi che tengono fermi i convogli» e all'avvertimento di Parigi, che ha sottolineato per i capotreni italiani i rischi di una misura detentiva doganale, reato punibile con un anno di reclusione e multa da 15 mila euro.

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