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Politica
9 Febbraio Feb 2019 1109 09 febbraio 2019

Com'è andata l'assemblea degli ex soci della Popolare di Vicenza

Di Maio attacca Bankitalia: «Nel direttorio con quello che è accaduto serve discontinuità». E annuncia la nuova Commissione presieduta da Paragone. Salvini: «Va azzerata come la Consob». 

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«Bankitalia ha bisogno di discontinuità, non c'è alcuno scontro. Ma se si devono rinnovare le cariche del direttorio non possiamo pensare di confermare le stesse persone, se pensiamo a tutto quel che è accaduto in questi anni». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio arrivando all'assemblea nazionale dell'associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca", con gli ex soci dell'istituto berico al centro sport Palladio. Gli ha fatto eco dallo stesso palco Matteo Salvini che ha rilanciato: «Banca d'Italia e Consob andrebbero azzerate, altro che cambiare una-due persone, azzerati», ha detto il ministro dell'Interno. «Venendo qua», ha aggiunto, «leggevo che c'è il governo che sta mettendo le mani su chi governa le banche. Stiamo facendo l'esatto contrario. Se noi siamo qua, se voi siete qua col conto corrente in rosso, è perché chi doveva controllare non ha controllato».

BANKITALIA, TENSIONE NEL GOVERNO PER LA CONFERMA DI SIGNORINI

Già venerdì sera in Consiglio dei ministri si era alzata la tensione sulla conferma del vicedirettore generale di Bankitalia. Di Maio che si era opposto al via libera a Luigi Federico Signorini, sostenuto - oltre che da Bankitalia - dal ministro del Tesoro Giovanni Tria e dalla Lega. L'incarico di Signorini scade l'11 febbraio e il 16 gennaio scorso il Consiglio superiore di Via Nazionale aveva proposto la sua conferma. Ma spetta al premier Giuseppe Conte, di concerto con il titolare del Mef e sentito il Cdm, trasferire la proposta al presidente della Repubblica, che con un decreto formalizza la nomina. Sabato però Salvini ha puntualizzato: «Non conosco Signorini come persona. Chi da tanti anni doveva vigilare e non ha vigilato, deve trarre le conseguenze da questa mancata vigilanza. Non è una questione ad personam: se qualcuno è pagato a vigilare sulle banche e non lo fa, farà qualcosa altro nella vita, mi pare cosi chiaro».

DI MAIO: «A MAGGIO QUESTA EUROPA NON ESISTERÀ PIÙ»

Di Maio tira dritto e da Vicenza attacca anche Bruxelles. «Non me ne frega niente dell'Unione europea», ha tuonato il leader pentastellato, «doveva vigilare e non l'ha fatto, noi siamo qua per metterci i soldi». All'Europa, ha continuato Di Maio, «stiamo scrivendo una lettera cordialissima in cui diciamo che vengono prima i risparmiatori e i loro problemi, e poi tutti quelli che sono i tecnicismi europei. Tanto questa Europa a maggio è finita. Per quel che mi riguarda dopo le elezioni europee non avremo più il problema nemmeno di questi commissari, che si mettono contro i risarcimenti ai truffati delle banche».

SALVINI: «IL FIR ALL'EUROPA NON VA BENE? A NOI SÌ»

«Queste persone», ha proseguito Di Maio, riferendosi agli ex soci di Banca Popolare di Vicenza, « sono state prese in giro dalla politica che non ha controllato, così come pure dalle istituzioni di controllo e dalle stesse banche». Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha assicurato che i risarcimenti ai soci della Banca Popolare di Vicenza «verranno erogati direttamente, senza che queste persone si debbano impegnare o spendere altri soldi in cause. Questa è la cosa importante. Nessun arbitrato, nessun contenzioso. Noi come governo erogheremo quei soldi». «Sappiamo», ha aggiunto, «che ci sono resistenze dell'Unione europea: ce ne faremo una ragione. Questa gente ha diritto ai suoi soldi. Sono i loro, non sono di qualcun altro. Hanno ragione, è passato tanto tempo ma in otto mesi e mezzo abbiamo fatto quel che gli altri non avevano fatto per anni». Sulla stessa linea Salvini: «Sento dire che questa cosa del fondo per i risparmiatori all'Europa non andrebbe bene. Se all'Europa va bene, d'accordo, se all'Europa non va bene, per noi va bene lo stesso», ha detto il vicepremier leghista a proposito dei dubbi che l'Ue potrebbe avanzare sul fondo indennizzo risparmiatori (Fir) da 1,5 mld inserito dal governo nella legge di bilancio.

«MODIFICHEREMO IL SISTEMA BANCARIO»

Il vicepremier M5s ha anche garantito che si farà in modo che quanto è accaduto con le banche venete non accada più e per questo, ha detto, «dovremo modificare un po' di cose nel sistema bancario, per dividere tra banche commerciali e banche di speculazione». Non solo. Ha annunciato che la commissione d'inchiesta sulle banche, già approvata al Senato, arriverà alla Camera, e sarà presieduta da Gianluigi Paragone. «Dateci il tempo questo mese», ha aggiunto Di Maio, «di far partire la Commissione. Li convochiamo tutti e li facciamo cantare, perché i conflitti interesse della banche hanno spolpato tutti».

PARAGONE: «SONO STATE LE BANCHE A TRADIRE I RISPARMIATORI»

«So già come andrà a finire questa vicenda, e che avremo contro tutto il sistema mediatico», ha detto Paragone a proposito della Commissione d'inchiesta sulle banche. «Non faccio il 'piangina' ma mi è stata chiusa una trasmissione perché raccontavo le contraddizioni di questo sistema marcio, perché davamo voce ai risparmiatori, alle persone tenute all'oscuro. A La7 nei giorni scorsi il vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini ha detto a una risparmiatrice che voi siete stati imprudenti, per dire che voi non avete titolo e siete stati speculatori. E questo è il messaggio che vorranno continuare a dare e non deve più passare. Siamo nel 2019 e non possiamo partire sempre dalla casella del 'via' a spiegare a chi non vuole capire che siete stati dei risparmiatori e vi siete fidati delle vostre banche, e se un tradimento c'è stato», ha concluso, «è stato quello delle banche».

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