Manifestazione Roma Cgil Cisl Uil 9 Febbraio 2019 Landini
Politica
9 Febbraio Feb 2019 0800 09 febbraio 2019

La diretta della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio 2019

La prima volta di Landini come leader del sindacato rosso: «Il governo torni indietro o andrà a sbattere». In piazza anche gli imprenditori della Romagna contro lo stop alle trivelle. 

  • ...

Una giornata di prime volte quella che vede i sindacati Cgil, Cisl e Uil scendere in piazza a Roma il 9 febbraio per contestare le politiche del governo di Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. È infatti la prima grande manifestazione a cui partecipa Maurizio Landini come segretario generale della Cgil. La prima volta, inoltre, in cui è presente anche una delegazione di industriali - quelli di Confindustria Romagna ma anche una delegazione dalla Basilicata - critici sullo stop alle trivelle. «Siamo tutti insieme, siamo tutti preoccupati allo stesso modo», dicono chiedendo al governo di investire nel gas naturale italiano. «Se non c'è crescita non c'è lavoro», aggiunge Emranno Bellettini responsabili delle Risorse umane della Rosetti Marino, «e se soffrono i lavoratori soffrono anche le imprese». I manifestanti sono partiti alle 9.30 di mattina da Piazza del Popolo per raggiugere Piazza San Giovanni, dove a mezzogiorno è previsto l'intervento dei tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, e quindi oltre a Landini anche Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

FURLAN: «IL GOVERNO ESCA DALLA REALTÀ VIRTUALE»

«È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere», ha detto Landini aprendo il corteo. «La gente che è venuta vuole cambiare, vuole partecipare e non è contenta di quello che sta succedendo». Stessi toni per Annamaria Furlan. «Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro», ha detto la segretaria generale della Cisl. «Il governo deve cambiare la linea economica. L'Italia è ad un passo dalla recessione economica. Il governo deve cambiare assolutamente rotta. Si confronti finalmente con i sindacati, perché dopo tanti anni di sacrifici degli italiani, non possiamo permetterci che il Paese torni a decrescere. Nessuno da solo riesce a risolvere problemi così complessi».

LANDINI CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA

Landini ha anche criticato il reddito di cittadinanza «Perché così», ha spiegato il leader della Cgil, «rischia di fare solo confusione tra lotta alla povertà e politiche per il lavoro. Il lavoro si crea solo se si fanno investimenti». RIbadendo come la manovra fatta dal governo sia «miope e recessiva». «È chiaro che dopo una giornata così, se il governo non ascoltasse questa piazza farebbe un grave errore», ha detto il sindacalista. «Chi non è sordo, deve capire. Se vogliono continuare a restare in campagna elettorale, secondo me non vanno da nessuna parte». Poi, dal palco di piazza San Giovanni, sempre rivolgendosi al governo ha aggiunto: «Alle persone che governano questo Paese e vanno a incontrare chi protesta in altri Paesi diciamo che se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza: noi siamo il cambiamento. Noi vogliamo la giustizia sociale». Landini ha insistito sull'unità delle sigle. «Noi oggi siamo qui unitariamente e questa è una grande novità. C'è bisogno di unire il Paese non di dividerlo», ha ribadito il segretario generale della Cgil. «Bisogna unire i lavoratori in Italia e così anche in Europa. Bisogna avere il coraggio di osare. Spero che il governo, il presidente del Consiglio, stiano in ascolto. Noi abbiamo già spiegato quali siano le cose da fare in due incontri, Ma siamo gente che ha pazienza e ripetiamo con calma».

BARBAGALLO: «IL GOVERNO NON SIA AUTOREFERENZIALE»

Anche il segretario della Uil Carmelo Barbagallo si è rivolto al governo chiedendo che si sieda al «tavolo della trattativa». «Il governo non può essere autoreferenziale perché l'economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il Paese in peggio. Si confronti con i sindacati, noi siamo pronti a fare la nostra parte». E poi ha aggiunto: «Dico al governo: mandateci una foto, vediamo se riescono a contarci. Non siamo opposizione politica, siamo il sindacato con una piattaforma».

Il candidato alla segreteria Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti alla manifestazione nazionale dei sindacati.

ZINGARETTI E MARTINA IN CORTEO

In corteo anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, entrambi candidati alla segreteria Pd. «Tutti stanno dicendo al governo di cambiare strada, e oggi in piazza con i sindacati ci sono anche gli industriali», ha dichiarato Martina. «A Di Maio, che ha incontrato i gilet gialli ma non è andato al tavolo Pernigotti, diciamo: meno chiacchiere, meno propaganda e più attenzione al paese reale. Sono imprigionati in una bolla mediatica e comunicativa che li distanze dal Paese».

CALENDA: «LA FORZA DELL'ITALIA CHE LAVORA»

In piazza anche Carlo Calenda avvolto nella bandiera della Fim Cisl Stampa. Su Twitter l'ex ministro dello Sviluppo economico ha pubblicato anche una foto del figlio adolescente che porta una bandiera con falce e martello del Partito comunista italiano (Pci). «Alla manifestazione sindacale. Io arruolato da @FIMCislStampa (e dire che volevo arruolare io Marco Bentivogli). Mio figlio invece... lasciamo perdere ma avrà tempo per cambiare idea. Però bellissima. La forza dell'Italia che lavora e si batte».

GLI SLOGAN DELLA MANIFESTAZIONE FUTURO AL LAVORO

Tanti gli striscioni e gli slogan che accompagnano il corteo "Futuro al lavoro". «Meno stati sui social, più stato sociale» è uno dei tanti che campeggia. «Giù le mani dalle nostre pensioni», «Subito una legge per la non autosufficienza», «Non siamo il vostro bancomat», «C'è solo una razza quella umana» recitano altri cartelli. A sventolare sono anche le tante bandiere dei sindacati confederali e delle diverse categorie, accompagnate dai palloncini rossi della Cgil, verdi della Cisl e blu della Uil. Non mancano la musica e i cori, come «È ora di cambiare».

ATTESA UNA AMPIA PARTECIPAZIONE

La scelta di spostarsi su Piazza San Giovanni, dichiarano i sindacati, è dovuta all'attesa di una ampia partecipazione. «Riempiamo piazza San Giovanni» hanno annunciato le associazioni. Landini affila le armi; se il governo «non continua ad ascoltarci, non ci fermiamo il 9 febbraio». «La voce del popolo del lavoro è una voce forte e deve essere ascoltata dal governo», insiste Furlan. Sono 12 milioni, ricordano Cgil, Cisl e Uil, le persone da loro rappresentate. Sarà «una grande manifestazione di partecipazione e di proposta», sottolinea Barbagallo.

LA PIATTAFORMA DI CGIL, CISL E UIL

Al centro della piattaforma dei sindacati c'è il lavoro e soprattutto la creazione di lavoro, che si può fare - insistono - soltanto attraverso un rilancio degli investimenti. Che, invece, la manovra economica - già giudicata «miope e recessiva» - riduce. Quota 100 e reddito di cittadinanza non bastano. Il primo è un passo in avanti ma lontano dall'obiettivo di cambiare davvero la legge Fornero "per tutti" e non solo per una platea ridotta, che comunque penalizza le donne per le quali è più difficile raggiungere 38 anni di contributi e lascia fuori i giovani, per i quali invece sarebbe necessario pensare ad una pensione di garanzia, è la posizione dei sindacati. Che chiedono anche di riconoscere che 41 anni di contributi siano sufficienti per andare in pensione a prescindere dall'età. Bene la lotta alla povertà, dicono, ma il reddito di cittadinanza è "un ibrido" con le politiche del lavoro che rischia di risultare inefficace su entrambi i fronti. C'è poi la questione fiscale: oltre alla lotta all'evasione fiscale ed alla corruzione, Cgil, Cisl e Uil chiedono una riforma del sistema che riduca il peso delle tasse su lavoratori e pensionati. E, tra le altre questioni, chiedono una riforma degli ammortizzatori sociali e della Pa, comprese le risorse necessarie per il rinnovo di tutti i contratti pubblici

SALVINI E DI MAIO: «NESSUNO IN PIAZZA CONTRO LA FORNERO»

Matteo Salvini e Luigi Di Maio, impegnati a Vicenza per l'assemblea degli ex soci della BpVi, hanno commentato all'unisono la piazza di Futuro al Lavoro. «Se la manifestazione è pacifica è la benvenuta. Magari ci sono anche idee, utili, interessanti. Noi abbiamo fatto incontri, abbiamo accolto alcune richieste, come sull'Imu sui capannoni. Certo mi incuriosisce che la Cgil muta sull'infame Legge Fornero, nella prima settimana in cui viene smontata, vada in piazza», ha tagliato corto il segretario leghista. «Io ho a che fare con i sindacati tutti i giorni sulle più grandi vertenze del Paese», ha detto il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. «Certo, è un po' singolare vedere che si scende in piazza contro quota 100 e non si è scesi in piazza quando si è fatta la legge Fornero». «Oggi i sindacati scendono in piazza e attaccano il governo dicendogli 'uscite dalla realtà virtuale'», ha continuato il pentastellato. «Io dico che la realtà virtuale era quella dei governi precedenti che hanno massacrato tutto quello che gli italiani avevano sull'altare dell'austerity: risparmi, lavoro, imprese. Comunque mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d'oro degli ex sindacalisti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso