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Politica
10 Febbraio Feb 2019 1704 10 febbraio 2019

Di Battista ha attaccato Napolitano per la guerra in Libia nel 2011

Il leader grillino, ospite nella trasmissione Mezz'ora in Più, ha attaccato l'ex Capo dello Stato definendo come "vile" il suo appoggio a Parigi nel conflitto contro Gheddafi.

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'Dibba' è andato all'attacco della Francia per l'intervento militare occidentale in Libia nel 2011 tirando in ballo anche Giorgio Napolitano. «Parigi chieda scusa per quell'intervento scellerato che ha provocato esodo dei migranti e migliaia di morti in mare», ha affermato Alessandro Di Battista a Mezz'Ora in Più su RaiTre. «Ha deposto Gheddafi, che pure era un dittatore, e Napolitano si é piegato in modo vile». L'allora presidente della Repubblica è stato subito difeso dal Pd, che con diversi esponenti ha rivoltato contro il popolare ex deputato M5s l'accusa di viltà.

IL MESSAGGIO DI SOSTEGNO DI MATTARELLA AL PREDECESSORE

Ma in difesa di Napolitano è intervenuto anche Sergio Mattarella, elogiato da Di Battista («non si sarebbe mai comportato così sulla Libia»). Il pretesto sono le Foibe, ma il messaggio dell'attuale capo dello Stato è stato letto in ambienti politici e parlamentari in maniera chiara come una difesa a tutto campo dell'ex Capo dello Stato: «Nel Giorno del Ricordo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al Presidente emerito Giorgio Napolitano che, come è stato ricordato al Quirinale (nella cerimonia sulle Foibe), ha tanto fatto per restituire alla memoria nazionale quei tragici eventi. Il Presidente Mattarella ha voluto, nell'occasione, esprimere al Presidente emerito grande apprezzamento per la sua presidenza, verso cui va la doverosa riconoscenza degli Italiani». Nel corso della trasmissione Lucia Annunziata ha anche provato a far recedere Dibba dalle parole su Napolitano, ma senza successo. Il leader M5S ha anzi coinvolto anche Silvio Berlusconi nella condanna per la Libia 2011, «ancora più vile perché lui era contrario».

DI BATTISTA: «FINALMENTE TRATTIAMO LA FRANCIA A TESTA ALTA»

Di Battista è poi tornato sulla polemica tra il governo italiano e quello francese, in particolare sull'incontro dei M5s con i gilet gialli: «Non c'entra nulla l'incontro con i gilet gialli, é una fake news», ha spiegato, «Parigi aveva già richiamato l'ambasciatore quando sollevammo il problema delle risorse dei Paesi africani, del Franco Fca. Il problema é che per la prima volta l'Italia sta trattando la Francia a testa alta». L'ex deputato ha poi spiegato che il «M5s sta cercando di formare un gruppo europeo per dopo le elezioni. Siamo stati in Polonia, Finlandia e Croazia - non io personalmente - a incontrare movimenti nuovi in contrasto con i loro governi e nessuno ha ritirato l'ambasciatore», ha aggiunto.

«GILET GIALLI? IL VERO TEMA È IL FRANCO FCA»

Nel suo intervento Di Battista è tornato anche sulla delicata questione del Franco Cfa: «10 miliardi (il totale degli scambi dei Paesi del cosiddetto Franco Cfa, ndr) per la Francia non sono lo stesso che per i Paesi africani. Senza politiche espansive non creeranno mai un mercato interno e ciò si rifletterà sull'esodo delle popolazioni. Economie deboli non possono essere legate a una moneta forte. Da qui a 30 anni avremo un'Africa sempre più povera, non saranno i porti chiusi a fermare un esodo biblico».

«MIGRANTI? PARIGI CI FA LA MORALE MA LI TRATTA COME CANI»

Sempre in riferimento alla questione dei migranti e del rapporto con la Francia, Di Battista ha aggiunto: «Il governo di Parigi non può fare la morale a noi sul razzismo quando i loro gendarmi alcune settimane fa hanno sbattuto i migranti alla frontiera in una foresta come cani». Poi l'attacco diretto al presidente francese sull'Ue e l'Onu: «Noi crediamo nell'Europa come spazio comune, sennò non ci presenteremmo alle elezioni. Io voglio un seggio dell'Europa all'Onu e pretendo una decolonizzazione che non c'é mai stata in Africa, in questo sono molto più europeista di Macron». «Sconveniente l'incontro Di Maio coi gilet gialli? No, non lo credo. Allora Macron non doveva incontrare Renzi dopo la formazione del governo italiano e firmare manifesti contro i populisti», ha aggiunto l'ex deputato. «Se Macron lo vede come lesa maestà é un problema suo. Smorzare i toni? Non dimentico epiteti dei governi francesi, come 'lebbra' parlando del nostro governo».

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