Regionali 2019
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Abruzzo Elezioni Carlo Calenda Sinistra

Dopo la sconfitta in Abruzzo unirsi è d'obbligo

Una sinistra tutta Sanders e Picketty si condanna a essere minoritaria. Ora più che mai bisogna aggregare quante più forze possibili. E la proposta di Calenda è l'unica via percorribile. 

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Ho due sentimenti (in verità ne ho molti di più ma qui parlo di politica) rafforzato dal voto abruzzese. Da un lato voglio con tutte le mie forze che passi l’idea che senza una larga unità non si potrà contrastare questo gruppo di facinorosi che domina il governo. L’altro sentimento è di fastidio verso alcuni ragionamenti di chi da sempre è ossessionato dalla purezza e teme il compromesso. Come tenere assieme le due cose senza “uscire pazzo” (fonte Accademia della Crusca)? Cercando di ragionare con una borsa di ghiaccio in testa. Ci provo.

È del tutto evidente che la situazione italiana è doppiamente tragica. Il Paese è in recessione, spaccato come non mai con segnali di inimicizia fra italiani assai pericolosi, e sta sulle palle a molti altri Paesi dalle «millenarie» tradizioni democratiche. In questo stesso Paese i sondaggi dicono che i 5 stelle si stanno sgonfiando (e in Abruzzo si sono sgonfiati) e che la rana–Salvini si sta riempiendo d’aria. Il Pd è stabile, nel suo risultato peggiore, o declina ancora. Le altre forze di opposizione elettoralmente non esistono. Solo se si uniscono al Pd sono competitive, anche qui l’Abruzzo docet.

L'AGGREGAZIONE DI CALENDA È L'UNICA VIA PRATICABILE

L’idea di creare una aggregazione che, sulla base di un programma europeista, rilanci lo sviluppo e un nuovo Welfare e aggreghi quante più forze è possibile è l’unica (ripeto: l’unica) idea praticabile in vista del prossimo, decisivo appuntamento con le urne. Questa idea l’ha avuta Carlo Calenda, un liberale che ha fatto bene il ministro, che ha trovato una strada seria per salvare l’Ilva di Taranto, che è un europeista doc. A sinistra non lo amano. Questa sinistra che non lo ama vede in lui in controluce il nuovo Matteo Renzi, teme il neo-liberismo, vive di fantasmi. Il Pci si accompagnò al liberale di destra Epicarmo Corbino, probabilmente massone, per battere la legge truffa. Se il Pci avesse avuto i capi di oggi avrebbe preferito perdere pur di non compromettersi. Conclusione personalissima: chi non vuole Calenda per ragioni ideologiche è, scusate la franchezza, un cretino.

LA SINISTRA ALLA SANDERS È MINORITARIA

Calenda domenica ha anche scritto che è disposto a fare un passo indietro come front runner a favore di Paolo Gentiloni, che non è una scheggia, ma ha buona immagine. A questo punto le cose dovrebbero essere semplici. Volete il largo schieramento? Prendete Calenda. Non lo volete? Iniziamo subito l’analisi del voto di sconfitta delle prossime elezioni. La sinistra anti-Calenda, fatta di gauchiste o da vecchi autorevoli dirigenti del Pci-Pds-Ds propone, dopo averla distrutta, una sinistra doc. Una sinistra con molto Sanders, tutta Picketty, socialismo, revival di Rosa Luxemburg. Sono personalmente commosso. È casa mia. Ma è una casetta, un monolocale che possiamo arredare tutto di rosso ma che non si vedrà neppure con un drone che gli dovesse volare sul tetto. Quando morirò, non subito, vorrò Bandiera rossa e l’Internazionale ma in una casa grande, non in un mini-appartamento.

LA RETE DI OPPOSIZIONE NECESSITA DI SOGGETTI POLITICI

La sinistra l’identità che oggi rivendica come bandiera indiscutibile, l’ha persa. Sappiamo che cosa vuol dire socialismo oggi? Sappiamo che cosa vuol dire redistribuzione oggi? Abbiamo idee degli alleati nel mondo? L’unica cosa che sappiamo è che in Italia comincia a esserci una rete di resistenza attiva sia sui diritti civili sia, grazie al sindacato e a Maurizio Landini, sui diritti sociali. Cominciano a intravvedersi tracce di movimenti di opposizione. Mancano però i soggetti politici che con questi movimenti si relazionino, in amicizia e talvolta in polemica. Ma, dice il borbottio, attenzione!, c’è Calenda, può tornare Renzi, si aggira Massimo D’Alema. E se ve ne andaste tutti a fan…lo?

11 Febbraio Feb 2019 0907 11 febbraio 2019
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