Regionali 2019
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Istituto Cattaneo Analisi Voto Regionali Abruzzo
Politica
11 Febbraio Feb 2019 1555 11 febbraio 2019

Cosa rivela l'analisi dei flussi di voto sulle regionali in Abruzzo

Una quota consistente degli elettori che l'anno scorso ha votato M5s ha scelto Marsilio: il 22% a Pescara e il 37% a Teramo. Mentre il 28% e il 17% si è astenuto.

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Il Movimento 5 Stelle è il vero sconfitto delle elezioni regionali in Abruzzo. È quanto emerge dall'analisi dei dati sulle elezioni regionali fatta dall'Istituto Cattaneo di Bologna. Il voto abruzzese, secondo i ricercatori coordinati da Marco Valbruzzi, non segna solamente una battuta d'arresto, ma «sembra essersi invertito un trend di crescente espansione elettorale» Un risultato che «non può essere derubricato come un calo fisiologico di un partito che sconta ancora un debole radicamento territoriale, ma è un primo e rilevante campanello d'allarme». Del calo dei 5 stelle beneficia soprattutto la Lega, che nelle elezioni di cinque anni fa non era addirittura presente. Dopo un anno di governo - dice il Cattaneo - il partito di Salvini ha più che raddoppiato i suoi consensi in una regione dove cinque anni fa neppure si presentava, dimostrando l'efficacia della sua duplice strategia politica, di progressivo logoramento nei confronti del M5s e di crescente predominio all'interno del centrodestra». Per il Pd e il centrosinistra, invece, il bilancio è in chiaroscuro, «una piccola boccata d'ossigeno dopo il tracollo delle ultime elezioni politiche: gli elementi incoraggianti derivano più dalla capacità di espansione della coalizione che non dalla tenuta del Pd, che rimane in una traiettoria discendente. Soltanto in questa versione ampia o allargata, lo schieramento di centrosinistra sembra essere ancora competitivo con M5s e centrodestra». Una quota consistente degli elettori che l'anno scorso ha votato M5s, ieri, nelle regionali abruzzesi, ha scelto Marsilio. L'istituto Cattaneo ha analizzato i voti espressi a Pescara e a Teramo, relativi ai candidati presidente. Emerge così che nemmeno la metà dei votanti alle politiche per i 5 stelle ha confermato il loro voto (il 38% a Pescara e il 29% a Teramo), molti si sono rifugiati nell'astensione (rispettivamente il 28% e il 17%), ma è consistente anche la quota (22% a Pescara, 34% a Teramo) di quelli che hanno scelto Marsilio. Da segnalare anche un gruppo più piccolo (il 12% e il 20%) che ha scelto Legnini. Più fedele, invece, l'elettorato del Pd delle politiche che, nel 77% dei casi, ha votato Legnini. Chi non lo ha fatto si è astenuto (il 13% a Pescara) o ha scelto Marsilio (16% a Teramo). Si sarebbe invece arrestata l'emorragia di voti Pd verso il M5s.

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