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Abruzzo Elezioni Assegnazione Seggi

Il pasticcio dell'assegnazione dei seggi alle elezioni in Abruzzo

Alla lista di centrosinistra di Legnini vanno solo 5 seggi contro i 7 del Movimento cinque stelle. Colpa di una legge elettorale "perversa" della cui paternità si accusano a vicenda Pd e Forza Italia.

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A urne chiuse si continua a litigare in Abruzzo: stavolta non è il risultato dei partiti o la lettura politica ma il presunto "perverso" meccanismo dell'assegnazione dei seggi. Il centro sinistra di Legnini, che ha portato a casa un 31,2%, si vede infatti assegnare meno seggi del M5S che con il 20,20% si aggiudica 7 seggi contro i 5 delle liste di Legnini. Tuona Legnini contro la legge elettorale che premia i partiti e non i risultati delle coalizioni, parla di ingiustizia, ma a rispondergli è Lorenzo Sospiri, rieletto consigliere con Forza Italia. «Se Legnini si lamenta di avere meno seggi, se la prenda con l'attuale onorevole Pd D'Alessandro e con l'ex presidente D'Alfonso: hanno avuto 5 anni per modificare una legge elettorale, nata a marzo 2014 come sistema bipolare e per le coalizioni. Nella scorsa legislatura ho presentato un emendamento per modificare l'assegnazione dei seggi alla minoranza, ma l'ostruzionismo M5S, che non sono fessi fino a questo punto, lo ha impedito. Insomma, è sempre colpa di D'Alfonso: prima, durante e dopo».

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RIMPALLO DI ACCUSE TRA PD E FORZA ITALIA

Sospiri insiste e dice che «l'assegnazione di 7 seggi a chi ha preso il 20% e 5 a chi ha preso 32% dei voti è politicamente immorale, sono d'accordo. Il mio emendamento fu scambiato con l'incompatibilità di Legnini, il colpevole ritardo è tutto del Pd. L'unica anomalia appunto riguarda l'assegnazione dei seggi alla minoranza. Quindi Legnini se la può prendere solo col Pd». Pronta la risposta del Pd tramite D'Alessandro: «Sospiri è imbarazzante, proprio lui che ha concepito allora l'imbroglio della legge elettorale ora sembra che non lo riguardi. Allora, epoca Chiodi, solo noi del Pd votammo contro la legge elettorale. Forza Italia pensando di perdere, sempre allora, costruì una legge per tutelare la supposta forza politica che avrebbe perso meglio le elezioni, Forza Italia, per guadagnare qualche seggio in più».

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E MARSILIO DEVE DECIDERE DOVE ABITARE

In attesa della convalida della Corte d'Appello degli eletti, intanto, il neo presidente Marco Marsilio per una settimana "stacca" la spina e rimane a Roma in attesta di trasferirsi in Abruzzo, ancora non si sa se con base a Pescara o L'Aquila dove, grazie alla presenza di un sindaco di Fratelli d'Italia, Pierluigi Biondi, la lista della Meloni ha raccolto un buon 11%. Tacciono intanto i vertici M5S che tanto si sono spesi per la campagna elettorale: da due giorni Di Maio non parla, mentre Silvio Berlusconi non si è fatto pregare e in tv ha dato un giudizio netto sul risultato abruzzese: «Quando c'è da votare quanti votano Berlusconi? 5-6 italiani su 100, una cosa fuori dal mondo, gli italiani sono quasi tutti fuori di testa. Si guardino nello specchio».

12 Febbraio Feb 2019 2110 12 febbraio 2019
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